Ilva, chiuso il 2017 con le ispezioni di ISPRA ed ARPA. Criticità in cokeria e ‘rumore’ nell’area parchi

 

pubblicato il 04 Gennaio 2018, 10:10
14 mins

In un momento di grande confusione e di nuovo delirio sulle vicende Ilva, sulle quali oramai da anni è stato sdoganato (ahinoi) per tutti il diritto di parola (nonostante un buon 90% non sappia assolutamente nulla di ciò di cui parla), stoicamente resistiamo alla tentazione di intervenire a gamba tesa sull’argomento, preferendo continuare a percorrere la strada tracciata moltissimi anni fa sulle colonne del ‘TarantoOggi’, sin dalla sua fondazione nel lontano 2004. Attraverso la lettura, lo studio e la pubblicazione di documenti ufficiali (che da sempre denunciamo essere fin troppo carente, lenta e inaccessibile alla stragrande maggioranza della popolazione che poco s’informa e pochissimo legge, in particolar modo quando si tratta di argomenti importanti, spigolosi e profondi), che possano aiutare tutti, noi per primi, nella comprensione di ciò che accade nel più grande centro siderurgico europeo. Evitando scivoloni o, peggio ancora, in pessime figure.

Dopo l’ultima visita ispettiva dello scorso ottobre (di cui abbiamo scritto lo scorso mese, così come su quella effettuata a luglio), sul sito del ministero dell’Ambiente alla pagina dedicata all’attuazione delle prescrizioni AIA per l’Ilva di Taranto, è stato pubblicato anche il verbale definitivo con le relative conclusioni sulle criticità individuate da parte del personale ISPRA ed ARPA Puglia. Sono state infatti individuate talune condizioni per l’Ilva, evidenziate nel verbale d’ispezione, a seguito dell’accertamento di situazioni che pur non rappresentando violazioni dell’atto autorizzativo, costituiscono criticità ambientali.

Criticità acustiche nebulizzatori dei parchi minerali

Nella relazione trasmessa da Ilva agli enti (con nota DIR 393 del 29/06/17) a seguito delle osservazioni di ARPA Puglia e di ISPRA (di cui alle note prot. 23322 del 15/04/2016 e prot. 22552 del 8 maggio 2017), la stessa Ilva ha accertato il superamento del limite differenziale di immissione acustica durante il funzionamento dei nebulizzatori a servizio dei parchi minerale. Nella stessa relazione, il gestore, ha attribuito come possibile causa del superamento del livello di emissione notturno presso i recettori del Quartiere Tamburi, il cantiere temporaneo di sabbiatura del nastro trasportatore materie prime sebbene non tecnicamente connesso all’AIA. La violazione di tipo amministrativo, relativa al superamento del livello differenziale e assoluto del rumore, è stata comunque oggetto di segnalazione da parte ARPA Puglia (con nota prot. ARPA n. 46726 del 26.07.17) al Comune, alla Provincia, al Dipartimento di Prevenzione della ASL TA, alla Regione e alla Procura, oltre che ad ISPRA in attesa degli esiti della ripetizione delle misure fonometriche.

In relazione alla condizione formulata dal Gruppo Ispettivo nel rapporto di visita (trasmesso con nota ISPRA n. 49005 del 5 ottobre 2017) predisposto a valle dell’ispezione dei giorni 18-19-20 luglio, finalizzata a fornire ulteriori chiarimenti e/o motivazioni tecniche sull’accertamento di tali superamenti, il gestore ha trasmesso (con nota ILVA DIR 601 del 20/10/2017) il crono-programma relativo alla realizzazione degli interventi di tipo tecnico-gestionale individuati per la mitigazione del rumore, come previsto dalla “proposta di procedura per la definizione dei criteri di attuazione delle BAT sul rumore allo stabilimento ILVA di Taranto” (prot. DIR 433/2016) dichiarando, al contempo, la chiusura del cantiere temporaneo. Il Gruppo Ispettivo, per quanto attiene i riscontri forniti dal gestore nella suddetta nota, rileva “carenze soprattutto nella definizione della data a partire dalla quale si avvia il Cronoprogramma relativo alla realizzazione degli interventi sui nebulizzatori“. Ilva ha ribadito che il Cronoprogramma partirà ad esito dell’assegnazione dell’ordine al fornitore che avverrà entro 1 mese dalla chiusura della verifica ispettiva (27 novembre 2017) e che in merito alle evidenze documentali richieste nel rapporto precedente dal GI sulla chiusura/apertura del cantiere temporaneo di sabbiatura dichiara che la fase di sabbiatura (fase collegata con la segnalazione della violazione da parte di ARPA) è stata chiusa mentre il cantiere è ancora in essere.
Il Gestore, ad esito della richiesta formulata da GI, ha trasmesso (con nota DIR 660/2017 del 14 novembre) la richiesta di autorizzazione all’accesso all’edificio scolastico del Plesso “G. Deledda” finalizzata alla ripetizioni delle misure del rumore. Ilva poi (con DIR 697/17 del 29/11/2017) ha comunicato l’esito dell’assegnazione dei lavori alla ditta aggiudicataria degli interventi sui nebulizzatori. Sempre l’azienda (con nota DIR 715/17 del 06/12/2017) ha trasmesso il programma delle misure fonometriche presso i ricettori al quartiere Tamburi da eseguirsi nei giorni 20-22 dicembre 2017. Il personale di ARPA Puglia presenzierà alle attività. Per quanto sopra è stata richiesta all’Ilva la trasmissione, entro il 31 gennaio 2018, del Cronoprogramma relativo agli intervisti previsti per le altre macrosorgenti (individuate in base alla procedura n. 15 di cui al par. 14 del PM&C).

(leggi l’articolo sulla visita ispettiva di ottobre https://www.corriereditaranto.it/2017/12/07/ilva-attuazione-del-piano-ambientale-la-visita-ispettiva-ottobre/)

Le criticità sulla captazione della cappa mobile nella cokeria

In esito alla condizione formulata dal GI nel rapporto di visita in loco del 4 ottobre 2017 predisposto a valle dell’ispezione dei giorni 18-19-20 luglio, finalizzata al superamento del criticità ambientali relative all’efficienza di captazione della cappa mobile (BAT) in area cokeria, il GI ha richiesto al gestore di inserire nel computo delle emissioni diffuse della fase di sfornamento (lato coke), le emissioni che sfuggono alla captazione, in quanto, dall’esame della scheda tecnica del filtro di aspirazione e dei disegni tecnici della cappa mobile istallata trasmessi dal gestore (con nota DIR 536/17 del 15 settembre 2017), si evince che la superficie della cappa mobile copre i 2/3 della superficie del carro adibito allo spostamento del coke per il successivo raffreddamento. Il GI ha richiesto inoltre all’Ilva di inserire nel computo delle emissioni diffuse (ai sensi della prescrizione 28 del riesame AIA DVA DEC-2012- 0000547 del 26/10/2012), con opportuna evidenza della quota parte relativa, le emissioni dovute ad eventi eccezionali e/o di emergenza, quali ad esempio i 2 eventi occorsi di malfunzionamento della cappa di aspirazione (E435) (di cui alle note DIR 271/17 e DIR 513/17), per i quali è stata stimata dall’Ilva un’emissione diffusa di polveri pari rispettivamente a 4.8 t e a 1.9 t.

Il GI, in merito a queste criticità, ha richiesto all’Ilva ulteriori chiarimenti sull’applicazione della procedura operativa n. 1 “Metodologia di stima delle emissioni diffuse” (inviata dallo stesso con DIR 541/2017 del 19/09/2017 e approvata da ISPRA con nota prot. n. 46939 del 25 settembre 2017), dove si precisa che “relativamente all’efficienza di captazione viene ritenuto più idoneo, nella configurazione attuale (…), il rendimento stimato di captazione pari al 96% (…). Pertanto il 4% di 500 g/tcoke rappresenta l’emissione diffusa di polveri che attualmente può sfuggire all’effetto della captazione (pari a 20 g/tcoke)”, in contraddizione con quanto riportato nei rapporti annuali di esercizio e con quanto dichiarato dal gestore nel verbale di ispezione del 18-21 luglio 2017, ovvero che è stato utilizzato come fattore di emissione, per le polveri della fase di sfornamento coke, il valore 5g/tcoke, corrispondente ad un’efficienza pari al 99%.

Ilva ha dichiarato, che in ragione dell’entrata in vigore del DPCM 29 settembre 2017 è previsto un miglioramento dell’accoppiamento tra cappa mobile e carro di spegnimento con l’obiettivo di portare il sistema ad una efficienza del 98% entro le date cadenzate previste nel DPCM (contro il quale Regione Puglia e Comune di Taranto hanno presentato ricorso, senza sospensiva, presso il Tar di Lecce).
Pertanto è stato richiesto all’Ilva di prevedere nel prossimo rapporto annuale l’inserimento di un valore di stima delle emissioni diffuse coerente con il rendimento stimato di captazione pari al 96% fino all’implementazione del nuovo sistema.
Di prevedere l’inserimento in tale computo, evidenziandone la relativa quota parte, delle stime delle emissioni dovute ad eventi eccezionali e/o di emergenza (applicando la procedura 2 di cui al par. 14 del PM&C ai sensi della prescrizione 28 del riesame AIA DVA DEC-2012- 0000547 del 26/10/2012). E di inviare entro 30 giorni dal completamento della verifica quantitativa dell’efficienza del sistema di captazione (di cui alla condizione 2 lettera a) della relazione di visita in loco del 25-25 ottobre 2017 (trasmessa con nota ISPRA n. 49005 del 5 ottobre 2017), il programma con la descrizione degli interventi previsti per arrivare, a partire dal valore di efficienza calcolato, all’obiettivo del 98% di efficienza secondo il DPCM 29 settembre 2017.

(leggi l’articolo sull’ispezione del mese di luglio https://www.corriereditaranto.it/2017/12/06/ilva-attuazione-del-piano-ambientale-lispezione-luglio-criticita-area-parchi-cokeria/)

Criticità dopo lavori per rifacimento porte cokeria

In merito alla richiesta del Gruppo Ispettivo di evidenze documentali relative alla gestione del cantiere rifacimento porte cokeria ad opera della ditta tarantina Bi-Service, Ilva ha inviato la nota DIR 697/2017. Dall’esame dei documenti emergono alcune carenze relative all’assenza, nell’ordine di servizio (ODS) n.67/2016, di riferimenti espliciti alle tempistiche di allontanamento dei rifiuto generato in cantiere a seguito delle lavorazioni effettuate dalla stessa ditta in area cokeria.
E’ stato pertanto al gestore di esplicitare meglio nei format degli (ODS), ove non già specificato in altra documentazione, le specifiche di lavorazione per le ditte terze avendo cura, nel caso di lavorazioni che determinano la produzione di un rifiuto, di indicare che il tempo di permanenza dei rifiuti nel cantiere deve essere il tempo tecnico strettamente necessario a predisporre il trasporto verso il deposito, e comunque non superiore ad un giorno; indicare che sul cantiere devono essere apposti i cartelli identificativi dei rifiuti con le relative norme di sicurezza; riportare la data di emissione e l’approvazione formale di ILVA, (da estendersi per tutti gli ODS).

Per quanto attiene il succitato ordine di servizio n.67/2016 nel quale si evidenzia tra le specifiche anche “la rimozione della modesta fibra rimasta posta tra l’estradosso del manufatto in ghisa e l’intradosso del blocco refrattario“, è stato altresì richiesto al gestore di fornire chiarimenti in merito alla natura del materiale, le quantità prodotte, la gestione come rifiuto con riferimento ai luoghi di stoccaggio e smaltimento o altra documentazione utile a dimostrare la corretta gestione e classificazione attraverso apposita relazione da trasmettere entro il 31 gennaio 2018. Nel corso della visita ispettiva il GI ha infatti acquisito tre certificati di classificazione rifiuti, dall’esame dei quali si evincono alcune carenze nei riferimenti espliciti all’applicabilità della norma del DM 392 del 16-05-’96 riguardante la rigenerazione e il recupero (emulsioni) e la corretta e puntuale applicazione dei criteri di classificazione della Dec 2014/955/Ue e Reg 1357/2017/Ue (fanghi metallici). Per tutto quanto sopra riportato, è stato inoltre richiesto all’Ilva, di inserire nelle certificazioni i riferimenti espliciti in merito all’applicabilità della norma DM 392 del 16-05-’96 riguardante la rigenerazione e il recupero nonché alla corretta e puntuale applicazione dei criteri di classificazione (della Dec 2014/955/Ue e Reg 1357/2017/Ue).

Infine, nel corso della visita ispettiva sono state effettuate le seguenti attività di campionamentoscarico parziale codificato in AIA con sigla 27 AI dell’impianto chimico-fisico area zincatura a caldo ed elettrozincatura (Verbale ARPA n.124/ST/2017 del 25/10/2017); scarico parziale 29AI dell’impianto ultrafiltrazione area laminazione a freddo, decapaggio, rigenerazione HCL (Verbale ARPA n.124/A/ST/2017 del 26/10/2017), a cui sono stati allegati i rispettivi rapporti di prova.
A fronte del fatto che risultati non erano completi, è stato deciso di provvedere ad un nuovo invio, appena saranno disponibili i risultati dei parametri mancanti. Inoltre, è stato allegato per completezza di documentazione il Rapporto di prova RDP 2291-2292/2017 del 23/11/2017 relativo alla scoria deferrizzata di acciaieria (CER 100202 presso IRF Verbale ARPA n. 91/ST/17).

(leggi tutte le notizie sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva)

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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