Presepi nell’Isola: primo bilancio

 

pubblicato il 30 Dicembre 2015, 17:05
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Con la conclusione del 2015 è tempo di consuntivi per ‘Natale nell’Isola dei presepi’, rassegna artistica di allestimenti sulla Natività negli ipogei della Città vecchia, giunta alla seconda edizione. Ne abbiamo parlato con l’operatore culturale Nello De Gregorio, responsabile di Nobilissima Taranto, che ne cura l’organizzazione assieme all’associazione Terra e alla Pro Loco Taranto.
L’idea di fondo – spiega – è quello della valorizzazione, attraverso le tradizioni natalizie, del patrimonio storico-architettonico della Città vecchia e specificatamente del sottosuolo, ricco di ipogei e di ambienti rupestri. Devo dire che l’obiettivo è stato centrato, a giudicare dagli apprezzamenti pervenuti allo staff organizzativo e dall’elevato numero di visitatori, quelli forestieri in percentuale significativa. È una manifestazione destinata a entrare a pieno titolo fra quelle che promuovono la nostra città nella vetrina turistica nazionale”.
De Gregorio parla della nuova formula della rassegna, con le visite guidate che hanno sostituito quelle libere. “Ne abbiamo avvertito la necessità – dice – in quanto il visitatore ha bisogno di apprendere la storia di questi siti, che ‘narrano’ le vicende, soprattutto dal lato economico-produttivo, della città. Molti di questi ipogei, infatti, erano destinati a depositi di grano, scaricati dalle navi che giungevano a Taranto: le caratteristiche ‘fogge’, l’originario toponimo di via Paisiello: via delle Fogge. Altri ipogei servivano inoltre alla conservazione dell’olio, prodotto nei frantoi della città vecchia, pronto a essere imbarcato alla volta di città lontane. La gente ascolta con piacere queste spiegazioni e ritorna a casa orgogliosa della propria città”.
La caratterizzazione particolare dell’edizione 2015 della rassegna?
Il simbolico gemellaggio con la tradizione ceramica, locale e soprattutto grottagliese – risponde -. Quest’anno infatti abbiamo avuto l’onore di ospitare anche artistici manufatti del laboratorio Vestita, di Grottaglie, la cui notorietà raggiunge livelli nazionali. Molto interesse hanno riscosso anche le ‘parabole’ realizzate dall’artista Laverde dell’associazione ‘La Masseria’ di Talsano, che racconta la storia della salvezza. Tanti scatti fotografici anche per i presepi tradizionali tarantini de ‘La Casa del presepe’, con il decano di questa nobile arte, il cavalier Mazzarano, di ben 103 anni”.
Anche quest’anno ci sono state le rappresentazioni dei presepi viventi.
Con quello di Faggiano, domenica 20 dicembre, nell’ipogeo di palazzo Stola, abbiamo inaugurato la rassegna – dice De Gregorio – La gente era entusiasta di vivere il mistero della nascita di Nostro Signore passeggiando a stretto contatto dei personaggi. Suggestiva inoltre è stata, domenica 27, la sfilata per via Duomo, alla luce delle fiaccole, della Natività Vivente di San Marzano con destinazione finale palazzo Stola, dove i visitatori hanno potuto degustare le specialità tipiche (ottimo il formaggio) del centro albanofono. Si replicherà sabato 2 gennaio, sempre a palazzo Stola, dalle ore 17.30 alle ore 22. Già sono giunte numerose prenotazioni”.
Qualche rimpianto per questa edizione di ‘Natale nell’Isola degli ipogei’?
“Il mancato stanziamento di contributi da parte dell’amministrazione comunale, pur pervenuti a tante altre manifestazioni in questo periodo natalizio, che ci avrebbe permesso di arricchire ulteriormente la rassegna che, lo voglio ribadire, è occasione di promozione della città in più vasti ambiti”.
La rassegna in Città vecchia sarà replicata il 30 dicembre con sosta il 31 dicembre e il primo gennaio. Poi si riprenderà ininterrottamente fino al 6 gennaio.

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