Le corde di Maria

 

pubblicato il 30 Dicembre 2015, 00:31
9 mins

L’arpa a Taranto ha un nome: Maria Grassi. Musicista e donna volitiva che ci accoglie nella sua nuova casa addobbata a festa per il Natale.

Maria ora è a Taranto ma, sapendo che ormai fa la spola verso il Regno Unito, le chiediamo, in realtà, dove viva.

<<Devo ancora capirlo, alterno periodi a Taranto e a Londra e poi dove capita per fare i concerti, infatti la Ryanair mi ringrazia! Da quasi un anno sono a Londra con stabilità, ma non volendo lasciare il lavoro, cioè il Paisiello, perchè per me è una passione più che un lavoro, vengo nella mia città ogni quindici giorni, per insegnare e continuare il percorso didattico con le mie allieve.>>

L’arpa a Taranto è nata con lei, che ha portato attenzione nei confronti di uno strumento che era forse troppo classico, troppo d’élite, trasformandolo in uno strumento anche da strada.

<<A Taranto l’arpa non c’era, tanto che sono dovuta andare a studiarla a Parma all’età di tredici anni al conservatorio. Da bambina avevo già le idee chiare, sapevo quello che volevo diventare, quello che volevo fare. Oggi sono soddisfatta, sono contenta perché faccio effettivamente quello che amo, non lo reputo un lavoro. E sono contenta perché, dato che già da piccola ho dovuto lasciare la mia casa, i miei genitori, avevo pensato di ritornare a Taranto per insegnare e dare la possibilità alle bambine della mia età di non lasciare le loro famiglie e la loro casa, come ho fatto io. Per me è un grandissimo traguardo.>>

Il suo rapporto con lo strumento, prima che con la musica è davvero molto intimo, ma al tempo stesso sociale. Conferma, infatti che <<L’arpa è sempre stata considerato uno strumento d’élite, molto elegante, molto sofisticato, femminile. Invece io l’ho voluto far conoscere nelle sue varie sfaccettature. Anche suonarla per strada, perché non è degradante il fatto di andare a diffondere uno strumento ‘on the road’. Ormai a Taranto, me lo dicono tutti, Maria Grassi = arpa. Perché ho creato questo legame proprio con la gente, perché molti non lo conoscevano nemmeno, dicevano: ‘ah sì, a Taranto c’è la cattedra di arpa?’ Quindi sono soddisfatta anche di questo.>>

Maria non è un tipo di donna e professionista che si adagia, frizzante e piena di inventiva, non può proprio accontentarsi. Ci presenta quindi la sua evoluzione.

<<Il mio repertorio si espande ovunque, dalla musica classica alla musica medioevale, però, soprattutto oggi, mi sto specializzando nella musica sudamericana. Con tre allieve, le più grandi del conservatorio, due percussionisti, un chitarrista ed una voce, sempre del Paisiello, abbiamo formato i ‘Diamond Strings’. Questo nome non è un caso, perché per me sono proprio dei diamanti, dei gioielli preziosissimi, sono ragazzi di talento, ho trovato perfetto questo nome per la nostra formazione. Con loro facciamo musica sudamericana e leggera, con la voce.>>

Il pubblico viene sorpreso da questo complesso musicale, infatti, continua l’arpista: <<Solitamente quando apriamo un concerto, il pubblico si aspetta il solito repertorio classico, ma li sorprendiamo sempre, anche nei modi di approccio alla nostra musica, nel nostro modo di comunicare, nell’abbigliamento e nel fare musica. Perché noi non facciamo il concerto statico, ma coinvolgiamo chi ci ascolta, con i battiti di mani, con dei ritmi. Questa è la nostra specializzazione. Li rendiamo protagonisti della nostra performance>>.

Maria Grassi è davvero una donna innovativa, da tutti punti di vista. Almeno da un paio di anni esegue questi concerti per strada, dove ha portato, proprio e soprattutto nel periodo natalizio, le sue allieve con le loro arpe. Le si vedeva in giro, soprattutto in centro, con questi ‘sarcofagi’ con le ruote arrivare davanti ad una piazza, piuttosto che ad un negozio, per fare musica e cultura e coniugare il momento ‘commerciale’ con la diffusione. Sono riuscite a fare una cosa davvero alternativa, magari comune in altre città, ma certo non a Taranto. Maria è stata una antesignana, soprattutto perchè parliamo di uno strumento così ‘ingombrante’, come l’arpa.

<<L’arpa sta prendendo piede nella nostra città. La mia classe è formata da undici allieve. Le ho prese che avevano dai cinque/sei anni e le più grandi hanno oggi ventuno/ventidue anni, quindi sono quasi al termine dei loro studi. E’ proprio una bella classe! Sono molto contenta di questo, perché significa che tutto il lavoro che ho fatto, anche nelle strade, nel diffondere la musica, è riuscito.>>

E queste ragazze se le è portate anche a Londra.

<<A dire il vero ho promesso a tutta la classe che avremmo suonato a Londra. Adesso abbiamo fatto questa prima esperienza con i ‘Diamond Strings’ e abbiamo tenuto due concerti molto importanti, al punto che ci hanno richiamato per un altro appuntamento per il 14 luglio. E’ davvero una grande soddisfazione portare il nome del Paisiello e della città all’estero.>>

Ma durante questo triennio londinese, che cosa fa la nostra musicista? <<Intanto a Londra faccio la turista, però non perdo i contatti musicali. Uno in particolare mi sta dando una soddisfazione eccezionale, si tratta di è una persona fantastica, un musicista a 360° Ieuan Jones, docente alla ‘Royal College of Music’ e mensilmente vado ad ascoltare delle lezioni; si tratta di master e, contestualmente vado ad ascoltare dei concerti. Quindi mi tengo sempre aggiornata perché lo dobbiamo essere e dobbiamo dare il meglio ai nostri ragazzi.>>

Ma chissà se Maria abbia intenzione di insegnare anche in Inghilterra.

<<Sarò li solo per tre anni, c’è qualche possibilità in qualche scuola privata. Ma mi hanno già contattata, insieme ad altre insegnanti, dalla ‘Pilgrim Harps’, una importante azienda che costruisce arpe. Ma, se dopo sedici anni a Parma, sono voluta ritornare a Taranto, è perché avevo un obiettivo, quindi non penso che lascerò mai la mia città. Taranto è la mia città, anche con le sue pecche. A volte mi fa rabbia, però in quello che faccio ci credo e lo faccio amorevolmente proprio per la mia città.>>

Siamo agli ultimi scampoli di questo 2015 e quindi ci sta un augurio alla città da questa donna sempre piena di buon umore e ottimismo.

<<Quando suono con le mie allieve mando sempre un messaggio, ringrazio sempre i genitori, perché sono un punto di forza per me. Reputo una vittoria riuscire a fare stare a casa le ragazze, sedute col loro strumento. L’augurio, che è anche una speranza, è di credere in ciò che si fa e di dare la possibilità di fare ai giovani. Quindi l’augurio che voglio fare a tutti e soprattutto alla mia Taranto è di credere in questa città, perché ci sono delle persone che valgono.>>

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Laureata in Lettere Moderne. Giornalista. Ha partecipato al Corso di Giornalismo dell'Ordine dei Giornalisti di Puglia. 2 figli. Ha lavorato per alcune emittenti televisive locali: Videolevante, Studio 100, Telerama, Jotv, Tele.5 (in qualità di direttore). Ha collaborato con Taranto Sera, Voce del Popolo, Paese Nuovo (allegato de L'Unità), Pigreco, Tarantoggi, Primaveraradio (circuito Popolare Network), Magazine (in qualità di direttore), Edili, Radiocittadella. Ha curato numerosi uffici stampa, tra cui il Comune di Lizzano e l'Associazione Musicale della Magna Grecia, Magna Grecia... il Premio (Provincia di Taranto), Crest, VIALIBERA. Ha condotti programmi televisivi e radiofonici.

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