Massì, “facimm’ ammuina”!

 

pubblicato il 28 Dicembre 2015, 18:15
6 mins

Per tutti quelli che credono alle favole. Beati loro! Perché da queste parti ce ne sono tanti, forse anche troppi. Ora, come già per la classifica tradizionale di fine d’anno stilata da ‘Il Sole 24 Ore’ sulla qualità della vita delle province italiane, anche sull’ultima di ‘Italia Oggi’ più che riflettere non possiamo: tanto, chi può ragionarci sopra – almeno per capire quanto veritieri siano i dati dei due quotidiani economici – difficilmente lo farà, ne siamo certi. E’ un modo che appartiene a tutta la classe politico-istituzionale. Anzi: delle classifiche se ne sbattono i cosiddetti.

Del resto, basterebbe fermarsi un attimo e analizzare, anche per grandi linee, sui comportamenti dei nostri rappresentanti politico-istituzionali, che diffondono sorrisi e dispensano ottimismo, magari dietro un selfie assieme a una campionessa di assoluto valore mondiale come Roberta Vinci (ma solo ora si sono accorti che è tarantina? Eppure, vince da tanti anni in giro per il pianeta…), o s’affidano agli annunci per creare stupore nel ‘popolo bue’, purtroppo sempre nido di speranze e mai di ribellioni.

«All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora: chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta: tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio passann’ tutti p’o stesso pertuso: chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘llà”. N.B.: da usare in occasione di visite a bordo delle Alte Autorità del Regno». Che dite, non sembra proprio questo il pensiero di chi governa questo territorio?

Recita Wikipedia: ‘La falsità di questo testo è provata dal fatto che il regolamento della Real Marina del Regno delle Due Sicilie non ha mai annoverato un tale articolo; e che né Di Brocchitto né Bigiarelli risultano menzionati tra gli ufficiali della marina delle Due Sicilie in servizio nel 1841 o pochi anni più tardi. Tali cognomi sembrerebbero inoltre del tutto inventati, poiché il primo non trova riscontro in alcun archivio di cognomi italiani, mentre il secondo non fa assolutamente parte dell’onomastica delle Due Sicilie. Infine, anche il grado di “Maresciallo in capo dei legni e dei bastimenti della Real Marina” è completamente inventato, non essendo previsto dai ruoli della Real Marina delle Due Sicilie. Sebbene il facite ammuina non nasca affatto da un regolamento della marina borbonica, in ordine alla sua genesi si danno varie interpretazioni. Secondo alcuni, esso trae origine da un fatto storico realmente accaduto (anche se dopo la nascita della Regia Marina Italiana). Un ufficiale napoletano, Federico Cafiero (1807-1888), passato dalla parte dei piemontesi già durante l’invasione del Regno delle Due Sicilie, venne sorpreso a dormire a bordo della sua nave insieme al suo equipaggio e messo agli arresti da un ammiraglio piemontese, in quanto responsabile dell’indisciplina a bordo. Una volta scontata la pena, l’indisciplinato ufficiale venne rimesso al comando della sua nave dove pensò bene di istruire il proprio equipaggio a “fare ammuina” (ovvero il maggior rumore e confusione possibile) nel caso in cui si fosse ripresentato un ufficiale superiore, con lo scopo di essere avvertito e contemporaneamente di dimostrare l’operosità dell’equipaggio’.

Appunto: dimostrare l’operosità dell’equipaggio è proprio l’argomento principe che muove le scelte dei politici nostrani. Di grazia: se anche nella classifica di ‘Italia Oggi’ la posizione di Taranto è peggiorata rispetto al 2014 di ben venti posizioni (dal 72° al 92° posto), qualcosa di vero ci dev’essere che non quadra. Tenete pure conto che le altre pugliesi sono migliorate: Brindisi ha mantenuto il 75° posto, Bari è l’unica, assieme a Taranto, ad arretrare perché passata dal 92° al 93°, Lecce dal 97° al 94°, Foggia dal 102° al 99° posto. Insomma, ce l’hanno tutti con noi oppure dobbiamo interrogarci?

Ecco perché abbiamo richiamato l’ordine “fare ammuina”: nessuna strategia per cambiare la storia di questa città, anzi molte passerelle, diversi danari elargiti qua e là, tante parole, pochissimi fatti. In attesa che dall’alto cali qualche euro (mamma mia quanti ne arriveranno… chissà quando!), ci permettiamo il lusso di rinviare (od occultare) discorsi sulle aree demaniali, sbagliamo appalti per il porto (a proposito: si attende ancora quello per un nuovo terminalista al posto di Tct), divaghiamo sull’aeroporto, del turismo non ce ne occupiamo affatto (lasciamo sole le associazioni a darsi da fare), men che meno del patrimonio, e se arriva il nuovo ospedale siamo tanto generosi che la scelta dell’ubicazione l’abbiam lasciata alla Regione (chissà per quali reali motivi, noi siamo sospettosi…).

Insomma, da anni sosteniamo che non c’è visione di città, lo dicono anche settori importanti della città, ma chi ci rappresenta se ne fotte altamente. Tanto, ci penseranno gli altri a decidere. Nel frattempo, però, il grado di vivibilità della città precipita di anno in anno  in fondo alle classifiche, quelle reali e quelle virtuali. Magari, “facimm’ ammuina”, così alla fine tutti saremo contenti e felici e nessun se ne accorgerà…

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

Un Commento a: Massì, “facimm’ ammuina”!

  1. Michele conte

    Dicembre 30th, 2015

    Mi Piace, però, ASSAI! Assai! È la narrazione breve concisa, ma estremamente reale di ciò che si evidenzia da diversi anni, giorno per giorno, nella nostra amata Taranto! Ieri nell’ennesima conferenza stampa sentivo il Presidente AMAT che esemplificava gli sforzi per comunicare agli utenti i ritardi alle fermate delle diverse linee cittadine degli autobus, non gli sforzi per eliminare i ritardi, ma solo a farli conoscere. Pensare che a Treviso , oltre al rispetto del minuto degli orari di arrivo, si può fare per Sms il biglietto delle linee urbane dei bus. Ciama fa, pacenzie!

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