Incidente in Ilva: operaio cade al porto, fratture e lesioni al torace

 

pubblicato il 07 Dicembre 2015, 13:24
4 mins

Un lavoratore dell’Ilva, Giuseppe Vernile, tecnico meccanico e caposquadra, è rimasto ferito in un incidente sul lavoro, questa mattina, avvenuto nel reparto Ima (secondo sorgente della banchina portuale gestita dal Siderurgico) dello stabilimento di Taranto, cadendo da una passerella. L’operaio, trasportato all’ospedale Santissima Annunziata, ha riportato fratture ed una sospetta lesione al torace. I medici al momento ipotizzano una prognosi di 35-40 giorni. Il lavoratore, secondo le organizzazioni sindacali, è precipitato da una passerella metallica, il cui ancoraggio ha ceduto per cause in corso di accertamento, da un’altezza di 6 metri dal piano di calpestio. Sono in corso indagini per ricostruire la dinamica dell’incidente ed accertare eventuali responsabilità.

In seguito al grave infortunio di un operaio che si è verificato questa mattina al secondo sporgente del porto di Taranto (reparto Ima) gestito dall’Ilva, i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza di Fim, Fiom e Uilm del siderurgico hanno chiesto un incontro urgente all’azienda “per essere informati rispetto all’esatta dinamica e alle cause precise per cui il collega è precipitato dalla passerella del nastro NL5, da un altezza di circa 6 metri”. I sindacati auspicano “in prima istanza che l’azienda effettui un controllo visivo immediato di tutte le passerelle similari nell’area di pertinenza, previo utilizzo delle stesse, onde accertare eventuali condizioni ulteriori di pericolo”.

L’area del reparto Ima in cui, questa mattina, un tecnico di manutenzione meccanica dell’Ilva è precipitato da un altezza di circa 6 metri è stata posta sotto sequestro su disposizione della magistratura. I sigilli sono stati apposti ai camminamenti mentre il nastro resta in marcia per caricare la loppa. A quanto si è appreso l’operaio, che è stato sottoposto ad intervento chirurgico, ha riportato una lesione lombare, la frattura del bacino e la perforazione di un polmone. La prognosi è riservata ma per i medici non corre pericolo di vita.

In merito all’incidente avvenuto questa mattina al secondo sporgente dell’area Sbarco Materie Prime (Ima 1) dello stabilimento Ilva di Taranto, l’azienda precisa che «il tecnico Giuseppe Vernile, ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, non risulta essere in pericolo di vita». Ilva, si aggiunge, “ha immediatamente attivato tutte le procedure di soccorso e l’intervento del personale del servizio sanitario di stabilimento”. L’azienda fa sapere di aver “avviato tempestivamente tutte le procedure di accertamento sulla dinamica dell’incidente – che si è verificato intorno alle 10.30 durante un’ispezione sul nastro loppa – al fine di accertare cause e responsabilità”.

L’incidente di oggi nel reparto Ima dell’Ilva di Taranto in cui è rimasto gravemente ferito un operaio di 42 anni rappresenta “l’ennesima conferma della mancanza di manutenzione e controlli degli impianti. Quante vite dovranno ancora finire prima che si prenda coscienza che così non si può più andare avanti, che questo stabilimento è ormai un grosso baraccone senza più un senso?”. Se lo chiede Francesco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Usb (Unione sindacale di base) di Taranto, che si è recato in ospedale a rendere visita al lavoratore. “È la riprova – aggiunge – che lo stabilimento versa in condizioni critiche non solo dal punto di vista ambientale, ma anche dal punto di vista logistico. E gli infortuni continui lo confermano, così come le dichiarazioni dell’Asl sulla criticità dell’aria che impone ai cittadini, soprattutto del quartiere Tamburi, di tenere chiuse le finestre e non uscire se non dalle 12 alle 18. Una dichiarazione importante che pesa sulla vita delle persone, così come la mancanza di attenzione alla sicurezza all’interno dell’Ilva stessa”. “Non si può pensare – conclude Rizzo – di continuare a sacrificare vite umane per tenere in piedi uno stabilimento ridotto oramai a colabrodo. Il governo ha fallito. Non si perda altro tempo e si incominci a ragionare sulle soluzioni alternative per i dipendenti del siderurgico”.

Condividi:
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)