Quando calcio è integrazione

 

pubblicato il 04 Dicembre 2015, 11:46
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Si chiama ‘Talsano Africa United’ ed è la squadra tutta composta dai richiedenti asilo ospitati all’hotel Bel Sit di Talsano. La squadra, composta da 11 giocatori più 9 riserve, disputerà per la prima volta una partita al campo sportivo del quartiere Tramontone, sabato 5 dicembre alle ore 18.
I ragazzi della ‘Talsano Africa United’, in una delle tante partite di calcio giocate nel campo del Parco Batteria Cattaneo, sono stati notati da alcuni dirigenti dell’Associazione Sportiva Dilettantistica Talsano. Con l’obiettivo di promuovere l’integrazione, ai dirigenti è venuta l’idea di proporre quindi la creazione di una squadra formata proprio da quei ragazzi, da iscrivere al campionato provinciale giovanile 2015-2016, classe 1997, calcio A11. L’associazione Salam, che gestisce il centro di prima accoglienza all’hotel Belsit di Talsano, ha accolto positivamente la proposta, ed “è così che è nata l’idea della squadra” racconta Dante Capriulo, conosciuto a Taranto soprattutto per la sua attività politica, che nell’Ads Talsano è uno dei dirigenti sportivi.
I ragazzi, prevalentemente subsahariani, in particolare del Gambia, arrivano anche dal Senegal, mentre uno è della Guinea Bissau, e sono stati accolti quasi tutti dalla Salam ong, dal 20 novembre scorso, giorno in cui sono sbarcati al porto di Taranto, dopo aver intrapreso il viaggio “infernale” nelle acque del Mar Mediterraneo. In tutto questo tempo di soggiorno in Italia, hanno studiato l’italiano, e tra loro c’è chi lo parla meglio e chi ancora con qualche difficoltà.
Sei di loro hanno ottenuto la protezione umanitaria, mentre gli altri attendono ancora l’esito da parte della Commissione Territoriale. Solo per due richiedenti asilo politico, avendo ottenuto il diniego, l’associazione ha provveduto ad avviare il ricorso. Alle loro spalle, un passato difficile, ma la voglia che accomuna tutti loro di dare una svolta alla loro vita, al loro presente, anche grazie al calcio.
Se inizialmente si ritrovavano al campetto del Parco semplicemente per stare insieme e giocare considerandolo come un passatempo, oggi continuano ad incontrarsi ma con una motivazione in più: partecipare ad una vera e propria competizione agonistica, quella del campionato provinciale.
Negli allenamenti vengono seguiti da Jawo, un loro compagno di squadra, e come loro richiedente asilo. Fin dal primo momento hanno espresso questo loro desiderio di essere allenati da lui: richiesta accolta dall’Asd Talsano che ha dato loro carta bianca, e che ha messo a loro disposizione il tecnico Diego Lecce che li supporta dal momento in cui il progetto è partito. E’ infatti Jawo che ha messo in piedi la squadra, e ha selezionato accuratamente ogni giocatore. Nelle cinque amichevoli che la ‘Talsano Africa United’ ha già disputato nel campo messo a disposizione dall’Asd i ragazzi tutti giovanissimi, hanno dato prova delle loro capacità agonistiche. “Nonostante non abbiano una tattica calcistica come i calciatori italiani, e alcuni di loro non siano abituati al calcio professionale, i giocatori sono tutti molto forti fisicamente, hanno una forza fisica straordinaria , una rapidità nei movimenti… c’è anche qualche ragazzo interessante che potrebbe fare carriera nel mondo del calcio”, fa sapere Capriulo. Ma questa squadra è stata concepita, non solo per dare delle valide alternative ai richiedenti asilo, ma anche con il presupposto di fare del calcio un importante strumento di inclusione sociale. Il caso ha voluto che la squadra, alla sua prima partita, giocherà proprio contro la juniores dell’Ads Talsano: la New Faro Sport. Un derby interculturale, tra due squadre della stessa città, e della stessa associazione. Una bella sfida, certo. Ma a prescindere dal risultato, a vincere la partita, non sarà l’una o l’altra squadra, ma il calcio vero: uno sport sano dove nessuno è considerato diverso o inferiore, dove tutti appartengono ad un unico mondo

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