Ilva, il governo crede nella svolta: “Il 2016 l’anno decisivo”

 

pubblicato il 04 Dicembre 2015, 19:11
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Per Ilva arriverà “una nuova compagine societaria che consenta di dare un futuro stabile, definitivo, di prospettiva industriale e risanamento ambientale dell’Ilva”: così si è espresso al termine del Consiglio dei Ministri di oggi, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri Claudio De Vincenti. Una promessa, l’ennesima, che forse nasconde un progetto già delineato che per ora il governo preferisce evitare di rendere pubblico.

“L’aggiudicatario verrà scelto tramite procedura a evidenza pubblica e sarà valutato in base alla bontà del progetto, con criteri di trasparenza”. Questo invece quanto annunciato dal ministro dello Sviluppo Federica Guidi in conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, con riferimento alla cessione a terzi dei complessi aziendali del gruppo Ilva.

“Abbiamo disposto la data del 30 giugno come data ultima per la scelta di un soggetto privato aggiudicatario, per arrivare a una cessione degli asset del gruppo Ilva oggi in amministrazione straordinaria, per dare un’accelerazione rispetto a una soluzione di rilancio industriale del gruppo”, ha sottolineato il ministro. “Per accompagnare e sostenere questa accelerazione sono disposti 300 milioni di euro di finanziamento”, ha ribadito. “Abbiamo previsto che il soggetto aggiudicatario, che sarà valutato anche dal punto di vista della proposta ambientale, nel momento in cui presenterà il nuovo piano industriale potrà presentare un nuovo piano Aia con la stessa procedura dell’Aia oggi esistente”, ha spiegato il ministro dello Sviluppo. È infatti anche previsto “che il soggetto aggiudicatario, che verrà valutato in base alla bontà del piano industriale e selezionato con criteri di trasparenza e anche di proposta ambientale, potrà presentare un nuovo piano Aia che verrà valutato con la stessa procedura e modalità già adottata nella valutazione dell’Aia esistente”, ha spiegato la Guidi. Il ministro ha sottolineato che “l’Aia rimane in vigore, viene omogeneizzata nei termini al 31/12/2016. Abbiamo deciso di procrastinare il termine per consentire nelle more la definizione di questa procedure aggiudicazione”.
Il piano di risanamento ambientale dell’Ilva viene quindi prorogato al 31 dicembre 2016.

“La parte ambientale resta un elemento determinante del salvataggio dell’Ilva e la posticipazione del termine di realizzazione del piano ambientale dal 4 agosto al 31 dicembre è dovuta dal fatto che il piano che presenterà l’aggiudicatario potrà portare modifiche al piano ambientale”, ha contribuito a spiegare il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti al termine del Cdm. Le modifiche, sottolinea, avverranno “con le stesse procedure della formazione del piano ambientale”. “Ricordo che a tutt’oggi l’Ilva rispetta tutte le Bat (Best available technics, ndr): tutti i limiti di emissione europei oggi a Taranto sono rispettati”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti in conferenza stampa a Palazzo Chigi al termine del Consiglio dei ministri, pur sapendo però che ciò è possibile soltanto a fronte di una produzione a scartamento ridotto. Visto che gli impianti più inquinanti sono fermi e sono quelli sui quali si deve ancora intervenire. “Il piano di ambientalizzazione prevedeva degli step intermedi: uno di questi era la realizzazione dell’80% delle prescrizioni entro il 31 luglio 2015. Oggi possiamo dire con certezza, perchè certificato dall’Ispra, che il primo step è rispettato”, ha affermato il ministro.

Nessun commento invece sulla possibilità di costituire una newco per rilevare l’Ilva sia dal presidente della Cdp, Claudio Costamagna, che da Emma Marcegaglia, a margine dell’Italy Corporate Governance Conference svoltosi oggi. “Io non dico niente, zero”, ha risposto Costamagna a chi gli chiedeva se fosse vero che la Cdp potesse intervenire in un’operazione per rilevare l’azienda siderurgica. Anche Emma Marcegaglia, che secondo indiscrezioni di palazzo sarebbe stata sondata per partecipare alla cessione, non ha commentato.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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