Ilva, i sindacati pensano al peggio. “Subito un confronto col governo”

 

pubblicato il 04 Dicembre 2015, 19:22
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“Siamo in presenza di un decreto che rischia di scaricare i costi sul pubblico e gli utili sul privato, facendo pagare ai lavoratori attualmente occupati pesanti costi in termini occupazionali”. E’ questa la principale preoccupazione di Rosario Rappa, segretario nazionale Fiom-Cgil, dopo aver letto il testo del decreto emanato oggi dal governo Renzi, che fissa al 30 giugno 2016 il termine per il completamento dell’operazione di trasferimento a una nuova compagine societaria lo stabilimento Ilva di Taranto.

“Riteniamo gravissima la volontà di allungare i tempi del processo di ambientalizzazione – ha sottolineato Rappa -, per la quale devono essere rispettati i tempi indicati nell’Aia. Ancora una volta, contraddicendo quanto fino ad ora aveva dichiarato, il governo prende decisioni senza consultare le organizzazioni sindacali”. “È assolutamente necessaria un’immediata convocazione alla presidenza del consiglio dei ministri – ha concluso il segretario della Fiom -, qualora questo non avvenisse metteremo in campo tutte le iniziative di mobilitazione necessarie”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche la Fim Cisl nazionale. “Dal nono decreto appena varato si definisce che l’Ilva di Taranto sarà venduta entro il 30 giugno 2016. Da tempo sosteniamo che il più grande siderurgico d’Europa debba essere gestito da chi ha esperienze e capacità nel settore. È positivo aver fissato una data in cui cedere ad un soggetto industriale che guidi il gruppo ad una più attenta gestione industriale e recuperi il troppo tempo perduto sull’ambientalizzazione e il rilancio industriale”, commenta il commento del segretario generale, Marco Bentivogli sulla delicata questione del risanamento ambientale dell’Ilva.

“A questo fine, nell’attesa di una sentenza di primo grado del tribunale svizzero, era inevitabile lo stanziamento dei 300 milioni di euro previsti dal decreto per accelerare la cessione degli asset – ha spiegato Bentivogli -. Per centrare la data del 30 giugno come data ultima per la scelta di un soggetto aggiudicatario, di cui valorizziamo il percorso di valutazione attraverso una procedura a evidenza pubblica, il soggetto aggiudicatario sarà valutato in base alla bontà del piano industriale che proporrà e della trasparenza ambientale”. “Il termine per l’attuazione completa delle misure slitta di 4 mesi – ha concluso -, ma visti i ritardi accumulati, se non si mettono in cantiere gli interventi previsti, passeremo ad un inaccettabile ulteriore rinvio”.

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Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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