Crisi Ilva: i sindacati chiamano Renzi

 

pubblicato il 03 Dicembre 2015, 19:30
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Cgil, Cisl e Uil di Taranto, unitamente alle sigle delle organizzazioni dei metalmeccanici Fiom, Fim e Uilm, hanno chiesto un incontro urgente al presidente del Consiglio Matteo Renzi, per discutere della questione Ilva in relazione soprattutto al mancato rientro dalla Svizzera dei fondi sequestrati ai Riva, agli interventi di risanamento ambientale, alla questione sicurezza e al passaggio alla new.co. La nota è stata inviata al prefetto di Taranto per l’inoltro istituzionale al premier. I sindacati fanno riferimento in particolare anche alle “preoccupazioni manifestate dai lavoratori relative alle tante problematiche irrisolte che continuano ad interessare lo stabilimento Ilva di Taranto”.

“Ma, è l’intero programma di interventi che non si evolve secondo le aspettative e che ritarda la ripresa dei livelli produttivi nella misura prevista a regime – si legge nella nota unitaria -. Il reperimento delle risorse finanziarie, che è poi, la causa principale che frustra lo sviluppo del programma di interventi, – scrivono i sindacati- continua ad essere demandato ad una serie infinita di variabili tutte di problematica attuazione. Il recente pronunciamento del Tribunale elvetico, poi, pone pesanti dubbi sulla reale possibilità di disporre, nel breve, delle somme utili per completare gli interventi di messa a norma degli impianti”.

Inoltre “subisce un preoccupante ritardo il riassetto degli aspetti societari che attengono alla costituzione della new.co, che sottende al rilancio dell’Azienda sul mercato e ne sancirebbe l’uscita dal regime commissariale. Analoghe valutazioni ripropongono per l’ormai cronica assenza del Piano industriale. Una lunga serie di rinvii che dilatano i tempi della complessa transizione avviata sin dall’estate del 2012”.

Le associazioni sindacali specificano che i temi sinteticamente esposti hanno già costituito oggetto di confronto e di condivisione con il Sindaco di Taranto. “La indubbia complessità che interessa e governa l’intero ambito esige continui momenti di confronto e di verifica delle azioni messe in atto – riferiscono Cgil, Cisl e Uil- in modo da consentire ai destinatari dei rimedi azionati di comprenderne, oltre che il significato, anche i tempi e le modalità di attuazione”.

“Alla luce delle argomentazioni più innanzi espresse, anche in considerazione delle forti tensioni esistenti tra i lavoratori, si ritiene pertanto necessario avviare un immediato confronto con il Governo” concludono i sindacati tarantini.

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