Pace sindacale? Macchè!

 

pubblicato il 22 Novembre 2015, 08:26
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Pace tra sindacati? Ritrovata unità? Triplice che risorge? Ma ci credevate davvero? Presto serviti. Con sorriso sghignazzante sullo sfondo di Matteo Renzi: fosse per il premier, in Italia basterebbe un sindacato unico (un po’ come negli Stati Uniti o in Germania o, per certi versi, come per i giornalisti italiani).L’ultimo attacco all’unità sindacale è arrivato ieri dal segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli. Il leader cislino delle tute blu, infatti, in un’intervista rilasciata ad Alessandro Guarasci di Radio Vaticana ha commentato la manifestazione di ieri mattina della Fiom-Unions!. Per il leader della Fim “la manifestazione della Fiom, che sembra sempre di più un soggetto politico, e come i soggetti politici mette un elenco enorme di cause per cui si manifesta, porti confusione. Noi auspicavamo che si riprendesse un percorso unitario – dice – un percorso in cui si fa una sintesi tra le organizzazioni. Di sicuro Unions, questo soggetto politico creato dalla Fiom, è la mina più grossa contro l’unità sindacale. Mi auguro, quindi – sottolinea – che questa coalizione sociale, che non staraccogliendo, in realtà, nel sociale molti adepti, sia una parentesi dopo la quale, si ritorna a fare una percorso unitario. I lavoratori, infatti, hanno bisogno di unità tra di loro e le organizzazioni, specie in un momento così duro e difficile per il nostro Paese e per l’Europa”. Il leader delle tute blu della Cisl lancia anche alcune proposte: come la detassazione della contrattazione di secondo livello, che in questo periodo, non è cresciuta. “Il salario – dice Bentivogli – può crescere proprio laddove si realizza la produttività, per cui nella contrattazione aziendale e territoriale. Su questo c’è un primo passaggio, tra l’altro molto popolare tra i lavoratori, questo Landini lo dimentica, proprio sulla detassazione sui premi di risultato. Un conto è avere le tasse tra il 27 e il 30 per cento sul contratto aziendale, un conto è avere la cedolare secca al 10%”. Su questo Renzi, avvisa il leader della Fim, dovrebbe mantenere una certa coerenza tra quello che dice e quello che fa e non solo, secondo Bentivogli, è necessario in questa fase di ripresa incerta “investire sull’industria per creare lavoro” e “ridurre le tasse sulle nuove assunzioni. Il lavoro si rigenera quando ripartono gli investimenti nei settori che possono garantire occupazione. Questo è un aspetto assolutamente importante. Altrimenti, continuerà questa guerra inutile sulle statistiche”.Fin qui Bentivogli. In attesa di risposta da parte della Fiom, già di per se provata dalla ‘guerra’ strisciante e silenziosa con la ‘casa madre’, la Cgil, qualche considerazione va pure fatta. Perché i sindacati, da un po’ di anni, hanno perso lo smalto dei bei tempi, fors’anche per crisi di leader o perché, soprattutto, appiattiti sulle volontà dei governi che si sono succeduti nell’ultimo decennio e forse più. Di grazia: possibile, ad esempio, che stia passando sotto traccia la scandalosa vicenda del rinnovo del contratto agli statali, nonostante un’altrettanta scandalosa sentenza della Corte costituzionale (è giusto rivendicare le fine dello stop del rinnovo ma senza chiedere gli anni pregressi, al contrario della sentenza sulla rivalutazione delle pensioni…)? Come può pretendersi poi professionalità e attaccamento a lavoratori tra i meno pagati in assoluto nell’Unione europea? D’accordo che molti comportamenti dei dipendenti lasciano a desiderare, ma sono loro che negli uffici pubblici servono lo Stato: ma con quale spirito e quanta voglia di rigore ‘morale’, visto che poi imperversano dirigenti truffaldini e lautamente pagati? Per non parlare di vicende come l’Ilva, in cui la ‘triplice’ per anni ha nascosto le malefatte prima dello Stato e poi dei Riva, talvolta riempiendosi i portafogli sotto forma di sostegni ad attività culturali inesistenti quasi del tutto (circolo Vaccarella, proprio a Taranto, docet…).Vogliamo andare avanti? No, inutile. Oggi la forza contrattuale dei sindacati è ridotta al minimo, neppure gli scioperi fanno… notizia, anzi: un lavoratore che sciopera perde un bel po’ di soldini nella già misera busta paga, e chi gliela fa fare?Dunque, sarebbe il caso di riflettere seriamente e meglio sul ruolo futuro del sindacato, lasciandosi alle spalle posizioni di potere che non hanno più. Perché se oggi i politici che governano, a tutti i livelli o quasi, tendono a contrattare da posizione di forza, qualche… problema ci sarà pure. O la nostra è solo demagogia? Sveglia, ragazzi!

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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