Taranto, l’altro punto di vista

 

pubblicato il 21 Novembre 2015, 17:58
3 mins

In onda. Anzi: in rete. Il Corriereditaranto.it è tornato. Per un’altra avventura, una sfida del tutto nuova, custodendo il patrimonio faticosamente e mirabilmente costruito da chi ci ha preceduto negli ultimi anni e a cui va il nostro grazie sincero, ma ripartendo con occhi differenti.

Diversi per scelta e perché crediamo nel futuro. Nonostante tutto. Taranto, questa terra bella e dannata, non è e non può essere quella seppellita forzatamente e scelleratamente nei millenni. Tutt’altro. Perché proprio riscoprendo gli antichi fasti, scovando la sua storia e narrandone altre, questa terra bella e dannata può sperare ancora di offrire un futuro ai suoi figli.

Taranto non è fatta solo di ciminiere, apirolio, economia povera: semmai, questi sono i valori che altrove hanno confezionato e qui distribuito, inquinando l’anima di chi su queste sponde vive e s’affanna quotidianamente. Taranto da un paio di secoli ha subito scelte altrui, scelte però facilitate da complicità nostrane: oggi, possiamo affermare sia cambiato qualcosa? Il ‘mostro’ svelato ufficialmente dalle inchieste della magistratura ha sorpreso perché la disinformazione è stata per decenni l’arma moralmente inquinante di massa. Fateci caso: in quanti prima del luglio 2012 avevano il coraggio di denuncia in questa città? In pochi, e spudoratamente noi eravamo fra questi. Poi, dopo quei giorni, in troppi si sono rifatti l’imene e si sono ripresentati immacolati; in troppi, fiondandosi da queste parti provenienti da altre realtà, hanno dipinto “magicamente” una tragedia abilmente nascosta sotto il tappeto per decenni. Già, perché sulle carte dei magistrati i mouse vorticosamente hanno prodotto informazione e storie con falsa sorpresa. Eppure, da quel luglio del 2012 poco è cambiato, anzi: Taranto sta lentamente morendo, e gli innumerevoli decreti-legge e tavoli di crisi sembrano soltanto l’esaltazione del nulla.

Ecco quel che ci preoccupa. E allora, cercheremo di raccontarvi un’altra Taranto, fatta di storie quotidiane, proprio come per anni abbiamo provato umilmente a descrivervi nelle nostre esperienze precedenti. Perché Taranto merita sì altro, ma sarebbe anche ora che Taranto cresca e ricostruisca un’identità che sappia per davvero dipingerla per quella che è, per quella che noi vediamo e in cui crediamo: bella, ammaliante, splendidamente adagiata sul mare. Non faremo sconti a nessuno come sempre, sia chiaro: la nostra opinione la esporremo in ogni caso e lasceremo giudicare a chi avrà la pazienza di seguirci.

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e il mondo della pallavolo. È stato corrispondente de "La Gazzetta dello Sport" fino al 2004. Ha poi diretto, sono al 2007, il mensile di cultura e spettacoli "Pigreco". Dal 2007 a luglio del 2015 è stato direttore responsabile del quotidiano "TarantoOggi".

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