Festa dell’Albero: riqualificazione a Marechiaro con Legambiente e richiedenti rifugio

 

pubblicato il 21 Novembre 2015, 18:10
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Festosa e ricca di spunti di riflessione, anche quest’anno, l’edizione della Festa dell’Albero che il circolo Legambiente di Taranto ha organizzato in località Marechiaro, San Vito. Tanti i volontari , non solo di Legambiente, che hanno piantumato  numerose essenze sulla base del progetto  predisposto da Valentino Traversa, dottore forestale, consulente dell’Osservatorio europeo del paesaggio, socio di Legambiente, che ha messo a disposizione le sue competenze a titolo volontaristico.

“Abbiamo realizzato una fascia frangivento di protezione costituita da tamerici,  cespugli di fillirea e di ginepro coccolone della larghezza di 5 metri con una densità di 15 piante ogni 100 metri quadrati seguita da un’area di circa 1000 metri quadrati in cui abbiamo messo a dimora pini d’Aleppo“, spiega in un comunicato stampa Legambiente

Complessivamente l’intervento ha visto la piantumazione di 6 tamerici20 piante di fillirea, 25 di ginepro coccolone, 20 pini d’Aleppo e di 5 piante di pino domestico posizionate lungo il tratto interessato più lontano dal mare.

“La riqualificazione a verde dell’area è stata resa possibile anche grazie –  prosegue Legambiente – al contributo dell’amministrazione comunale di Taranto,  che ha fornito una parte delle essenze e completerà la realizzazione di una staccionata di protezionee poi   dell’Amiu  che ha scavato le buche per le piante e dell’Arif, l’Agenzia regionale per le attività irrigue e forestali, che ha fornito altre essenze”.

All’iniziativa hanno partecipato degli studenti richiedenti asilo del Centro provinciale di istruzione per adulti, accompagnati dalla dirigente Patrizia Capobianco e dalla docente Viviana Galluzzo.  Toccante non solo il contributo concreto alle attività di piantumazione, ma soprattutto le riflessioni che hanno voluto affidare a fogli di quaderno,  in merito ai fatti tragici che stiamo vivendo:  “Pace e amore. Basta Guerra” , “Buongiorno a tutti. In  Francia c’è una guerra molto pericolosa. Mi dispiace per la Francia. A me non mi piace la guerra. Adesso basta guerra”, “Vogliate la pace nel mondo. Siamo tutti fratelli e sorelle”, “Mi dispiace per la Francia. A me non piace la guerra”, “We all say capital NO to attack in Paris. Say peace all over the world”

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