Confcommercio, sul CIS lettera a Stefàno

 

pubblicato il 18 Novembre 2015, 13:07
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La ormai prossima firma del Contratto Istituzionale di Sviluppo è certamente un fatto di grande rilevanza per la città di Taranto”: comincia così un intervento, diffuso alla stampa, a firma Confcommercio Taranto. L’organizzazione dei commercianti, che spesso ha voluto dire la sua a riguardo, talvolta entrando in conflitto con la Camera di Commercio sulla rappresentatività nel tema (l’Ente camerale ritiene che il luogo deputato per parlarne sia in viale Virgilio), non vuole restare distaccata dal CIS, strumento voluto dal governo per affrontare la crisi dell’area tarantina. “Ad esso – spiega Confcommercio – sono legate le speranze di avvio del percorso di recupero ambientale e di sviluppo economico e sociale, atteso da anni”. Confcommercio Taranto “ancora una volta, dichiara la propria disponibilità a lavorare al fianco della Amministrazione Comunale nell’interesse esclusivo della città e delle imprese che rappresenta e che operano in alcuni degli ambiti che il CIS prende in considerazione”.

L’Associazione, seppur “coinvolta molto parzialmente nell’analisi delle necessità del territorio e di individuazione degli interventi di riqualificazione e di sviluppo proposte nel CIS, condivide gran parte delle scelte fatte. In particolare quelle relative alla realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e di infrastrutturazione della Città Vecchia, della utilizzazione per fini turistico-culturali dell’Arsenale militare marittimo, ed in particolare della stazione Torpediniere”. Però, dicono i commercianti, “la città potrà raggiungere gli ambiziosi e necessari obiettivi che il CIS si propone, solo se sarà avviata una fase di coinvolgimento della cittadinanza tutta, a partire dal sistema delle imprese, nel percorso di cambiamento culturale, prima ancora che economico e sociale, che si deve intraprendere”.

A tal fine ecco la lettera che il presidente provinciale di Confcommercio, Leonardo Giangrande, scrive al sindaco di Taranto, Ippazio Stefàno.

“… In diverse occasioni – afferma il numero uno di Viale Magna Grecia – unitamente ad altre associazioni ed ordini professionali (in particolare quello degli Architetti), le abbiamo chiesto di avviare un’azione di coinvolgimento delle forze economiche e sociali della città nelle scelte che l’Amministrazione sta adottando e nei percorsi che inevitabilmente dovranno essere avviati perché si inneschi quel circuito virtuoso di intrapresa privata che ne determini il vero successo. È necessario che non si ripeta quanto avvenuto finora con le aree demaniali, laddove lo storico risultato delle ‘dismissioni’ da parte della Marina Militare è stato fin qui in parte vanificato dalla mancanza di progettualità che ne consentisse la valorizzazione”.

Crediamo – insiste Giangrande – che tanto l’obiettivo conseguito con l’acquisizione delle aree demaniali quanto quello della sottoscrizione del CIS debbano essere parte di un progetto strategico di sviluppo alternativo della città pienamente condiviso da tutte le componenti economiche e sociali che, per il suo pieno conseguimento, devono sentirsi tutte impegnate. Pensiamo alle imprese del commercio e del turismo che vogliono essere parte attiva dei processi di recupero della Città Vecchia e di valorizzazione della stessa insieme al Borgo ed all’Arsenale, a fini turistici. Grande attenzione ai temi delle bonifiche ripongono poi le imprese della pesca e della mitilicoltura, oltre che quelle del turismo. Auspichiamo – conclude Giangrande – che questa nostra disponibilità venga raccolta e che lei voglia avviare una fase nuova di partecipazione e condivisione collettiva degli obiettivi di sviluppo della città”.

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