Covatta e le battaglie ecologiste

 

pubblicato il 16 Novembre 2015, 12:53
4 mins

Giobbe Covatta nuovo leader dei Verdi italiani. Era nell’aria ma l’assemblea di Chianciano, nello scorso fine settimana, lo ha consacrato. Con il 98% dei consensi, un plebiscito.

Che dire? Covatta è un comico dall’animo molto sensibile, che negli anni ha dimostrato la voglia di far qualcosa per l’umanità. Non per nulla è testimonial da tempo di AMFREF e Save the Children. Ora lo sarà per i Verdi, un partito che già in passato riuscì a coinvolgerlo nel Consiglio comunale d Roma, in cui fu eletto. Insomma, Covatta con i Verdi non è alla prima esperienza.

In una nota del partito si legge: “Com’è facile immaginare Covatta non sarà il classico leader politico ma una figura che servirà ad avvicinare il messaggio ecologista a più gente possibile, per far sì che le sfide per la salute e per il clima diventino patrimonio di molti“. Ecco il punto: Covatta tenterà di veicolare, grazie alla sua popolarità, il messaggio verde in un Paese dove la coscienza ecologista esiste finquando… resta fuori dal nostro orticello. Perchè non si spiega altrimenti come mai su temi cruciali come la difesa del territorio sorgano movimenti localistici, talvolta pure ‘duri’, ma nell’urna i Verdi contano molto poco: questione di leadership? Può darsi, perchè se è vero che Angelo Bonelli le ha provate tutte pur di proiettare il partito verso mète più ambite, quindi in Parlamento prima di tutto, è altrettanto vero che i Verdi sono pochissimo radicati sul territorio. Magari, non riescono ad attrarre la gente o forse il localismo ambientalista prevale su un’idea più ampia, capace cioè di aggregare e perciò incidere nelle sorti della politica italiana. Insomma, anche in Italia le divisioni tra ambientalisti rispecchiano quelle esistenti da anni in Europa, seppur negli ultimi tempi nel continente si sta cercando di passare dalla federazione all’unità, proprio perchè opportuno sarebbe avere una visione condivisibile per tutti.

In ogni caso, anche i Verdi italiani necessitano di una maggiore penetrazione sul territorio. Bonelli aveva scelto Taranto quale ‘madre di tutte le battaglie’, ma non gli è bastato per quel salto di qualità che occorre a un partito nobile negli intenti ma forse ‘molle’ nelle dinamiche della politica italiana. Anzi, forse Taranto l’ha tradito per certi versi. Bonelli resta il leader, su questo non ci sono dubbi visto che la mozione che ha prevalso al congresso (Continuiamo il cammino verde) porta soprattutto la sua firma.

Giobbe Covatta, che nei giorni precedenti a Chianciano aveva fissato i paletti del suo impegno (“Ci sono già troppi comici nella politica italiana…”), di certo alzerà la soglia d’attenzione su temi che oggi, putroppo, si stanno rivelando strategici. Basti pensare al consumo di territorio, uno dei problemi che provocano danni non appena si riversano quantità infinite d’acqua piovana. Oppure i gas che avvelenano l’aria, i rifiuti (Covatta partecipò alle proteste di Terzigno, nel 2010). Insomma, con Covatta i Verdi sperano di avere più voce. E che sia tarantino di nascita, è soltanto un caso. Chissà se… per caso riuscirà laddove altri finora non sono riusciti.

Condividi:
Il Corriere di Taranto, i fatti del giorno. Contatta la nostra redazione: [email protected]

Commenta

  • (non verrà pubblicata)