SCIENZA PER NOI – Andata e ritorno per le stelle. Da Grottaglie

Posted on giugno 11, 2018, 10:11 pm
14 mins

di Silvio Gulli

E come cantava il buon Alan Sorrenti… “Noi siamo figli delle stelle“. E non aveva mica torto sapete? Difatti è proprio vero affermare che non siamo altro che polvere di stelle. La storia inizia più o meno 4.5 miliardi di anni fa, quando ad un certo punto… ok, sto divagando, non era questo l’argomento di cui vi volevo parlare, proprio nel mio primo contributo scientifico. Magari lo tratteremo più in là, in una prossima uscita mentre passeggiamo sotto le stelle.
In realtà vi volevo parlare di quel burlone di Sir Richard Charles Nicholas Branson di cui ho il piacere di mostrarvi qui sotto, una delle sue fotografie più serie.

Richard Charles in una scommessa persa

Ma come, non lo conoscete? Non è un problema: ci penso io. Lui è quel tizio che probabilmente darà il via ad una svolta occupazionale proprio dietro casa vostra, e di preciso all’aeroporto di Grottaglie. Ok, un attimo… tanto per incominciare ho bisogno di frenare per qualche riga il mio irrefrenabile ottimismo e infilare qua e la qualche “forse”, per cui “forse”, quest’uomo farà girare qualche danaro anche dalle nostre parti.
Lui è uno di quegli imprenditori che “scansati che ti rivoluziono il mondo”. E’ il fondatore della Virgin Group e ha all’attivo sotto questo marchio 400 società con un patrimonio che ammonta a circa 5.2 miliardi di dollari. Un attimo, forse così rende meglio l’idea… 5.000.000.000 di dollari. I soldi fanno la felicità? Vi prego di ritornare alla foto di sopra per darvi una risposta. Detto questo, il nostro, d’ora in avanti “buon amico” Richardino (lo chiameremo così amichevolmente, perché tutti e dico tutti, dobbiamo sperare che diventi un buon amico del territorio) ha svariate società, tra cui compagnie aeree, carte di credito, assicurazioni pensionistiche, autonoleggi e chi più ne ha più ne metta; ma a noi per il momento interessa la mitica Virgin Galactic.
Ora prima di entrare nel merito di questa compagnia c’è bisogno di fare una breve sintesi, per capire meglio l’argomento, capire dove stiamo andando, cosa faremo, perché viviamo e soprattutto capire l’immenso mistero della donna. Va bene anche questo argomento, la donna, lo tratteremo quando avremo svelato prima tutti i misteri dell’universo, per cui rimanete sintonizzati.
Da un po’ di anni a questa parte, lo spazio, per intenderci quello che per definizione parte da 100 km di altezza dai nostri sederi e si estende per miliardi e miliardi di anni, molti più dei soldi del nostro Richardino, sta diventando un obbiettivo sempre più alla portata. Sono ormai tramontati i tempi in cui l’Unione Sovietica e gli Usa, battagliavano a colpi di chi sparava più lontano, cani, topi, scimmie e astronauti (che poi… sono sempre scimmie solo che con meno peli). La NASA, la grandissima compagnia che ha portato l’uomo sulla Luna (ne abbiamo le prove per gli scettici per cui evitate di pensare… si vabbè è tutta una farsa), non è più l’unica a mettere le mani sullo spazio. La NASA ha il piccolo problema di essere un ente governativo, per cui soggetta ai fondi che lo stesso governo stanzia per loro. Inoltre, c’è da dire che la stessa ha decine di missioni in attivo contemporaneamente e molte altre nel cassetto in attesa di approvazione, per cui a causa della scarsità di fondi, la povera Nasa arranca ogni anno.
Ed è qui che subentrano le compagnie private, che non devono dare conto a nessuno, tranne che ai soldi che riescono ad auto prodursi per andare avanti (a parte qualche aiutino). Le compagnie sono tantissime come la SpaceX, la Blue Origin, Rocket Lab e tra queste c’è Virgin Galactic. Perché tentano di conquistare lo spazio? Perché li fuori ci sono (non avete idea) infinite possibilità sotto tutti i punti di vista. Avete mai pensato di fare l’amore in micro gravità mentre galleggiate liberi in una cabina con vista sul pianeta terra a più di 400 km di altezza? Ok, frenate gli ormoni perché ancora non è il momento.

La Puglia in tutto il suo splendore da una finestra della ISS a 400 km di altezza

Le possibili applicazioni spaziano, è il caso di dire, fra mille campi. Per citare alcuni esempi i coagulometri tascabili, le protesi, i visori termografici, il braccio robotico che consente di operare direttamente in risonanza magnetica, o per fare un altro esempio più pratico, in un mese in microgravità, un astronauta perde circa l’1,5% di massa ossea, quanta ne perde un anziano in un anno, cosa che permette la sperimentazione di nuovi farmaci. Addirittura un oggetto che quasi tutti noi maneggiamo, l’aspirabriciole portatile che abbiamo nelle nostre case, arriva proprio da queste esperienze. Credetemi quando vi dico che gli esempi sono molteplici e non basterebbe un intero articolo per citarli tutti. Si può dire con certezza che la ricerca spaziale va assolutamente sostenuta perché migliora le nostre vite, senza contare che è una fonte incredibile di ispirazione per i nostri giovani.
Ma ritorniamo alla fonte di ispirazione principale che spinge tutti gli imprenditori a fare “business”, il danaro. Si c’è sempre lui dietro ogni movimento, ma noi godiamoci la parte romantica e direttamente utile a noi stessi. Il nostro amico Richardino ha intenzione di portarci nel vero senso della parola fra le stelle. Il progetto dell’azienda è di offrire 500 posti all’anno al costo di 250.000 dollari l’uno per raggiungere quote superiori ai 100 km d’altezza e per offrire sei minuti di assenza di peso. Si lo so sono un po’ pochini 6 minuti a quel prezzo, considerando poi che la Russia offre per un prezzo più elevato, 20 milioni di dollari (hai detto niente…) per 6 giorni nello spazio. Ok 20 milioni ma sono 6 giorni. Dovete sapere che ogni chilo portato in orbita terrestre costa all’incirca 1.000 dollari. Ma diciamo che le cose stanno cambiando e i costi si stanno riducendo, grazie anche al supporto di questi imprenditori.
Ma come fa la Virgin a raggiungere quelle quote? Di certo non vi spara in orbita a cavallo di un razzo. Lui, Richardino, lo fa in modo più elegante. Vi presento SpaceShipTwo.

SpaceShipTwo

Vedete che bello? La SpaceShipTwo è uno spazioplano. Ha una capacità massima di otto occupanti: sei passeggeri e due piloti. L’apogeo della navetta è previsto a 110 km. La navetta raggiungerà i 4.200 km/h di spinta da un singolo motore a razzo ibrido, il RocketMotorTwo, che utilizza protossido di azoto come ossidante e un composto a base di gomma come combustibile solido. L’inviluppo di volo prevede lo sganciamento della parte centrale dal velivolo madre ad una quota di 15.200 metri per poi schiacciarvi prepotentemente sui sedili come delle frittelle impanate, con un accelerazione a velocità supersonica in meno di otto secondi (devo dire una cosa piacevolissima). Dopo 70 secondi, il motore a razzo si spegne e la navetta continua la salita per inerzia fino alla massima altitudine. Arrivati a quel punto affacciatevi al finestrino (senza aprirlo per evitare spiacevoli inconvenienti) e fate più foto che potete con il vostro cellulare, frutto anche quelli di ricerche aerospaziali. Lo state facendo? Non trovate il vostro cellulare?

La navetta centrale che sganciatasi dalla nave madre, accende i motori e vi schizza nello spazio

Potrebbero essere due i motivi: il primo potrebbe derivare dal fatto che il vostro cellulare si sia disintegrato con l’accelerazione o molto più verosimilmente sia scivolato via lungo la tasca e ora stia galleggiando sopra le vostre teste per l’assenza di peso. Infatti oltre a godervi il panorama, durate i 6 minuti, avrete la piacevolissima sensazione di galleggiare in presenza di micro gravità. Avete presente la storia della mela? Ecco in questo caso sarete una mela che non cade verso il basso, ma si troverà in un equilibrio fra accelerazione e attrazione gravitazionale, che lo farà “levitare”. A proposito, voi siete costantemente con i piedi per terra, non perché venite attratti dalla massa della Terra, ma perché siete in costante caduta nel pozzo gravitazionale-spazio-temporale che produce la Terra. Come scusa? Ok vi informerò a riguardo in un prossimo articolo e vi svelerò anche il segreto che la Terra …… non è piatta (come qualche complotti sta continua a sostenere ).

Detto questo, state galleggiando e siete inebriati dalla fantastica sensazione e commossi dalla vista del pianeta a quell’altitudine, cosa che dovrebbe teoricamente farvi sentire ancora più piccoli e farvi comprendere quanto bella sia la vita, assieme ai suoi piccolissimi problemi. Pensate che li fori ci sono galassie grandi miliardi e miliardi e miliardi di chilometri con problemi molto più grandi dei vostri. Galassie addirittura che hanno al loro centro un buco nero che pian piano le divora. Vi pare poco come problema?

Ma adesso godetevi un bel tramonto mentre manca pochissimo al rientro.
Ok il tempo e scaduto. Ora tornate indietro. Questa volta dolcemente, planando sulle ali della navetta che di fatto rientrerà nell’aeroporto di Grottaglie atterrando dolcemente come fa un aereo di linea.
E siete a terra con un carico emozionale senza eguali, un esperienza da condividere e da portare dentro per tutta la vita.
Tutto questo potrà essere possibile, certamente non per tutti (per il momento ma il passo è breve perché lo diventi per tutti) proprio qui in Puglia, nella nostra amata terra. Una possibilità che dovrebbe essere coccolata come una delle prime opportunità di rilancio del nostro territorio. Questo è turismo e questo porta benessere attraverso una ricaduta positiva sulle infrastrutture e sul lavoro indiretto. Potremo essere al centro di un momento storico, nel quale una compagnia aprirà la strada allo spazio. Un territorio che ha bisogno di essere oggi più che mai, il fulcro di qualcosa di importante, attraverso la nostra immancabile capacità di adattarci e migliorare.
Ora per concludere, vi dò il benvenuto in questa nuova rubrica che cercherà da ora in avanti di farvi sorridere e riflettere su tempi importanti della scienza. Molto spesso è complicato trasferire concetti che in maniera ostica abbiamo scansato anche da ragazzi fra i banchi di scuola, ma non si sa mai, “forse” adesso sarà diverso. Cercheremo di destreggiarci fra i mille fantastici mondi che ci aspettano la fuori. A proposito, sapevate che siamo riusciti a scoprire più di 2.000 pianeti la futuri che orbitano attorno ad altre stelle e che alcuni di loro potrebbero essere abitabili e chissà già abitati da qualcun altro?
Alla prossima e cieli sereni a tutti.

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