Tornano ‘a casa’ otto ovali del Fracanzano. Cerimonia a Palazzo Pantaleo

Posted on maggio 16, 2018, 12:20 pm
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Oggi pomeriggio, alle ore 16.30, al piano nobile del Palazzo Pantaleo, il Soprintendente arch. Maria Piccarreta, consegnerà al sindaco di Taranto Rinaldo Melucci, otto dei dodici dipinti ovali che decoravano il salone delle feste del Palazzo Carducci Artenisio.

Gli ovali, attribuiti a Cesare Fracanzano, celebrato pittore pugliese del ‘600, fanno parte degli arredi superstiti del Palazzo, oggetto nel 2008 di un clamoroso furto. Trasferiti in un primo momento in alcuni ambienti del Palazzo di Città, detti arredi furono depositati e imballati, presso il Palazzo Pantaleo, andando ad occupare tre grandi saloni del piano nobile. Nel 2016 la Soprintendenza ne ha disposto il riordino, sempre all’interno di Palazzo Pantaleo, secondo un allestimento curato dall’architetto Augusto Ressa.

Il 22 novembre 2017, ottenuto specifico finanziamento dal MIBACT, il Soprintendente, arch. Maria Piccarreta, ha preso in consegna otto dei dodici ovali del Fracanzano per curarne il restauro, affidato alla restauratrice, dott.ssa Anna Calabrese, con la direzione tecnico-scientifica dello storico dell’arte, dott.ssa Caterina Ragusa. Il 16 maggio, appunto oggi, i dipinti torneranno a Taranto dopo un accurato e complesso restauro che ha riportato in luce le originarie cromie, consentendo la lettura dei soggetti raffigurati, che apparivano quasi irriconoscibili per la presenza di spessi strati di vernice ossidata e di estese lacune.


L’opera di restauro conservativo ed estetico ha riguardato otto dipinti ad olio su tela di forma ovale e di dimensioni cm. 56×82, raffiguranti “Santi” (sec. XVII), ubicati presso Palazzo Pantaleo, a Taranto e provenienti da Palazzo Carducci Artenisio Taranto. Gli otto ovali facevano parte di un ciclo pittorico di dodici opere, dell’artista Cesare Fracanzano.
Al momento dell’avvio dell’intervento di restauro, i dipinti si presentavano in pessimo stato di conservazione: sulle pellicole pittoriche era infatti presente uno spesso strato di polvere sedimentata, nonché massicce ridipinture, rifacimenti e numerose lacune risarcite con stucchi e ritocchi ormai alterati. Tutte le superfici si presentavano ricoperte da una vernice naturale scurita dal tempo.
Di conseguenza, previa pulitura delle pellicole pittoriche per l’asportazione di polvere sedimentata, le opere sono state inizialmente sottoposte a due puliture chimiche. Successivamente le tele sono state sottoposte a ulteriori trattamenti e alla sostituzione dei telai, opportunamente trattati contro gli insetti xilofagi. Si è infine provveduto alla rifinitura, con la rimozione dei residui e l’integrazione pittorica delle lacune e delle svelature.

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