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Cosimo Borraccino, Sinistra Italiana. Foto: www.noinotizie.it
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Borraccino deposita un’interrogazione urgente in merito alla stabilizzazione  dei 9 dipendenti precari di Arca Jonica: “Urgente intervento della Regione per consentire la stabilizzazione del personale precario”

Stabilizzazione del personale precario di Arca Jonica, il consigliere regionale Cosimo Borraccino (Sinistra Italiana – Liberi e Uguali) ha depositato, in mattinata, un’interrogazione urgente rivolta agli assessori Pisicchio e Nunziante. «Ho depositato questa mattina in Consiglio Regionale una interrogazione urgente – scrive Borraccino – indirizzata all’Assessore con delega alle Politiche Abitative, Alfonso Pisicchio, e all’Assessore con delega al Personale, Antonio Nunziante, per sottoporre alla loro attenzione la questione relativa a 9 lavori precari dell’ARCA Jonica che attendono da tempo la stabilizzazione e che rischiano, in mancanza di un intervento risolutivo, di perdere la loro occupazione il prossimo 31 dicembre».

«Stiamo parlando di lavoratori per cui la procedura di stabilizzazione era già stata avviata – specifica Borraccino – e, per alcuni di loro, si era anche conclusa in applicazione della legge regionale n. 47/2014. Con una sentenza della Corte Costituzionale del 2016, però, quella normativa è stata abrogata – aggiunge – nella parte in cui prevedeva la possibilità di estendere la stabilizzazione anche al personale assunto dalle Agenzie regionali e, in questo modo, le procedure di stabilizzazione già avviate per i lavoratori dell’ARCA Jonica hanno subito un brusco stop. Ora, però, anche grazie alle novità introdotte dal Decreto Madia, ci sono tutti i presupposti per procedere quanto prima con la trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, ponendo in essere tutti gli atti necessari. E’ indispensabile, pertanto, agire nel più breve tempo possibile – sottolinea il consigliere regionale – in questa direzione al fine, da un lato, di evitare che questi lavoratori, dopo anni di precariato (si va dai sei ai dieci anni di precariato), perdano il prossimo 31 dicembre 2018 la loro occupazione e la loro principale fonte di reddito con conseguenze gravissime sui rispettivi nuclei familiari, e, dall’altro, per consentire la piena operatività della stessa ARCA che senza questi lavoratori, dal 1° gennaio 2019, rischia di non poter proseguire la propria attività con negative ripercussioni sui servizi resi alla collettività su un tema così delicato come quello dell’edilizia popolare».

«Auspico pertanto una risposta celere e, soprattutto, un intervento risolutivo – conclude – per affrontare e risolvere questa delicata situazione».

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