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Giuseppe L'Abbate, deputato M5S. Foto: https://www.videoandria.com
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L’Italia rischia di perdere il 5% dei fondi a disposizione per l’agricoltura. A Montecitorio, in un convegno organizzato dal M5S, gli esperti hanno delineato le possibili contromisure da mettere in atto

L’Abbate (M5S): “A Bruxelles si gioca ora una partita fondamentale”

Il budget comunitario per le risorse agricole rischia di scivolare dal 39% del periodo 2014-2020 al 29%, con una riduzione per l’Italia del 5%. Una situazione del tutto inaccettabile per il nostro Paese secondo i parlamentari 5 Stelle della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati che hanno organizzato a Montecitorio un convegno dal titolo “Nuovi scenari per le politiche comunitarie, la partita dell’Italia per il dopo 2020”. Tra gli esperti che hanno preso parte all’incontro Massimo Bagarani, esperto di politiche di coesione, il prof. Angelo Frascarelli dell’Università di Perugia, Carlo Hausmann, esperto di politiche di sviluppo rurale, la prof.ssa Mariangela Perito dell’Università di Teramo e Alessandra Pesce, ministro in pectore dell’Agricoltura per il Movimento 5 Stelle.

Ora a Bruxelles si apre una importantissima partita per l’agricoltura dichiara Giuseppe L’Abbate, deputato pugliese e capogruppo 5 Stelle in Commissione Agricoltura alla Camera nell’ultima LegislaturaAlla luce della Brexit e dei tagli prospettati al settore, infatti, diviene fondamentale incidere concretamente sui tavoli comunitari dove si discuterà della PAC (Politica Agricola Comunitaria) post 2020. Nel dibattito tra gli esperti è stato posto in grande evidenza il ruolo della nostra agricoltura nel contribuire ad alti livelli ambientali, nel mantenere una struttura sociale ed economica di rilievo, dove produzioni di qualità e salubri connotano il nostro tessuto produttivo. Nel corso del convegnoprosegue L’Abbate (M5S) sono state anche formulate proposte operative per migliorare la performance delle risorse investite, soluzioni che dovranno essere oggetto di un forte negoziato con Bruxelles”.

Bisogna partire subito con la posizione italiana nel negoziatoha dichiarato nelle conclusioni Alessandra PesceUna posizione che deve essere frutto del lavoro di un tavolo che metta insieme gli interessi del mondo produttivo e istituzionale e consideri le ricadute ambientali e sociali. Non possiamo arretrare sulle posizioni in favore di un agroalimentare di qualità, capace di essere competitivo sui mercati internazionali, e di produrre esternalità positive. Abbiamo di fronte una grande sfida, possiamo vincerla mettendo in campo le nostre energie per rafforzare il comparto agroalimentare che costruisce una delle punte di eccellenza del nostro Made in Italy”.

Un grande lavoro ci aspetta anche sul fronte nazionaleconclude il deputato Giuseppe L’Abbate (M5S)bisogna semplificare le procedure amministrative e burocratiche per l’accesso agli aiuti nel primo e nel secondo pilastro, affinché le nostre battaglie a Bruxelles trovino davvero riscontro nelle realtà produttive che ogni giorno contribuiscono al nostro benessere”.

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