Ilva, Piano Ambientale in ritardo? Screzi tra AM InvestCo e commissari straordinari: ministero dell’Ambiente arbitro della contesa

Posted on maggio 15, 2018, 8:24 pm
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Domani a Roma è in programma a Roma presso la sede del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, la prima riunione dell’Osservatorio permanente per il monitoraggio dell’attuazione del piano ambientale ILVA S.p.A. in A.S. di cui all’art. 5, comma 4, del DPCM del 29 settembre 2017 (Osservatorio ILVA). Al centro della riunione vi sarà lo stato di attuazione delle prescrizioni presenti nel Piano Ambientale oggetto del DPCM 29 settembre 2017. Ed è proprio su questo argomento che nelle scorse settimane c’è stato un carteggio tra la società AM InvestCo Italy, il ministero dell’Ambiente e Ilva in Amministrazione Straordinaria, nel quale si intravedono già possibili scenari non proprio dei più rassicuranti. In pratica, AM InvestCO Italy, ha fatto presente i ritardi su alcune prescrizioni da parte della gestione commissariale, lasciando intendere che qualora i tempi dovessero essere sforati, vorrebbe la convocazione di un’apposita conferenza dei servizi per mettere nero su bianco che i ritardi sono da addebitare alla gestione commissariale. Che però ha fatto presente di essere in grado di completare i lavori entro i tempi previsit dal piano ambientale. Tra le due parti però, il ministero dell’Ambiente ha chiarito un principio di base oltre il quale non si potrà andare: le prescrizioni vanno attuare nei tempi previsti, a prescindere dai ritardi della gestione commissariale che erediterà la nuova società una volta che diventerà proprietaria a tutti gli effetti dell’Ilva di Taranto.

Di seguito nel dettaglio, per chi avrà la pazienza di leggere, le missive tra le parti e le criticità delle prescrizioni oggetto del contendere.

(leggi qui l’articolo sulla prima riunione https://www.corriereditaranto.it/2018/03/12/piano-ambientale-ilva-la-situazione-discussa-roma-allosservatorio-parchi-falda-solo-allinizio/)

La lettera di AM InvestCo Italy

Lo scorso 12 aprile la società formata da ArcelorMitta, scrive al ministero dell’Ambiente e ad Ilva in Amministrazione Straordinaria, in merito ad una nota datata 10 aprile 2018 con cui Ilva in AS “ci ha informato di avere richiesto a codesto spett.le Ministero, ai sensi dell’art. 5 del DPCM 29 settembre 2017, l’attivazione della Conferenza dei Servizi di cui all’art. 1 comma 9 del decreto legge 61/2013 per l’aggiornamento del cronoprogramma e la definizione di un nuovo termine di completamento della prescfizione UA3 relativa al dragaggio dei canali“. In vista della riunione dell’Osservatorio dello scorso 8 marzo, sempre Ilva in AS aveva inviata una nota all’interno della quale figurava una tabella inerente lo stato di attuazione delle prescrizioni oggetto del DPCM 29 settembre 2017. Dalla descrizione fornita nella colonna “Stato di attuazione Gestore” della suddetta tabella, AM InvestCo Italy sottolinea quanto segue: “Si evincono alcuni disallineamenti, alcuni dei quali potrebbero compromettere – in assenza di adeguate azioni – il rispetto del termine finale di adempimento,rispetto ai cronoprogrammi previsti dal DPCM 29 settembre 2017 con riferimento all’attuazione delle singole prescrizioni“.

Al centro della querelle, alcune delle prescrizioni più importanti del Piano Ambientale. Come ad esempio la numero 6, ovvero la copertura dei nastri trasportatori. Dove Am InvestCO fa notare che “nel documento “Report Trimestrale gestore
luglio- settembre 2017- Prescrizione 17” (Dir 625/2017 del 27/10/2017) veniva indicato che la lunghezza totale dei nastri già chiusi era pali e. 40. 248 metti. Di conseguenza la
lunghezza totale dei nastri oggetto di chiusura nel quarto trimestre 2017 è stata pari a 528 metri e, dunque, circa 176 metri 511 mese. Ciò implica un disallineamentorlispetto al
cronoprogramma di cui all’Allegato 17 e approvato dal DPCM 29 settembre 2017, che prevede il completamento dei rimanenti 16.691 metri in 32 mesi con una progressione
di circa 520 metri al mese“. Problemi anche per la prescrizione inerente la chiusura degli edifici di gestione del materiale polverulento – Edificio 4, dove l’ordine “per la progettazione della gestione materiale chiusura completa del fabbricato è stato emesso solo nel 2018” e “gli ordini inerenti le attività di costruzione avrebbero dovuto essere già emessi entro la fine di ottobre 2017. Di conseguenza, emerge un disallineamento di almeno due mesi rispetto al cronoprogramma“. Non dissimile la situazione per quanto concerne le prescrizioni inerenti i lavori previsti per la Batteria 9-10 della cokeria, dove “le attività di completamento dei refrattari per le batterie 9 e 10 devono essere riavviate.
Pertanto tali attività risultano attualmente ferme. Secondo il cronoprogramma indicativo di cui all’Appendice 10.1 alla domanda di AIA, tale attività non avrebbe dovuto essere
interrotta, al fine di assicurare il completamento di tali batterie prima della fermata della batteria 11“. Per questa batteria ci sono anche altri problemi: per l’installazione della nuova doccia, dovuti all’affioramento di acque di falda, così come per il sistema di regolazione della pressione del singolo forno, per il miglioramento del sistema di aspirazione allo sfornamento.  Sono fermi anche i lavori previsti per la Batteria 7-8 e la Batteria 11 e 12 sempre del reparto cokeria.

Per quanto concerne la prescrizione UA10 invece, quella inerente la Gestione delle acque meteoriche nell’area IRF dove arrivano le scorie delle accaierie, si legge che “il trattamento con l’impianto mobile avrebbe dovuto iniziare il 6 novembre 2017. Considerando che l’attività ha una durata programmata di 650 giorni dall’avvio, che il termine per l’adempimento della prescrizione è stato approvato alla luce di tale
cronoprogramma, e che la rimozione delle scorie è presupposto fondamentale per poter rispettare il termine dettato dall’autorizzazione per l’adempimento della prescrizione UA10, il rispetto del termine previsto dal DPCM pare ad alto rischio“.

Per quanto concerne la prescrizione UA3 inerente il Dragaggio dei canali di scarico 1 e 2, sulla quale Ilva ha chiesto l’istituzione della Conferenza dei Servizi, si evince che “l’attività di dragaggio non è ancora stata iniziata. Secondo il cronoprogramma la preparazione dell’area e la mobilizzazione dell’attrezzatura durerà 15 settimane, e le effettive attività di dragaggio altre19 settimane, per un totale di 44 settimane. Essendo il termine per il completamento di tale intervento il 31 dicembre 2018, l’osservanza del termine previsto dal DPCM appare ad alto rischio“.

Per la prescrizione UP2 – Rimozione del cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale, viene fatto notare “che non c’è ancora certezza sulla data in cui sarà
autorizzato l’avvio della rimozione del materiale, pendente la revoca del sequestro o l’autorizzazione dell’autorità giudiziaria e l’autorizzazione per le spedizioni transfrontaliere. 11 cronoprogramma di cui all’Allegato 20 alla domanda di AIA assumeva che le attività di rimozione iniziassero tra la fine di dicembre 2017 e metà marzo 2018 e, sulla base di tale assunto, il DPMC imponeva il completamento dell’intervento entro fine di dicembre 2020 con spedizione transfizontaliera. Pertanto, l’osservanza del termine previsto dal DPCM appare ad alto rischio“.

Per la  UP3 – Gestione dei materiali costituiti da “fanghi ACC-PAF e AFO” – porzione non aeree escluse, “nessuna indicazione è stata data nel documento condiviso con l’Osservatorio in merito alla quantità di materiale che è stato rimosso da quando il DPCM è stato adottato. Notiamo che 11 cronoprogramma di cui all’Allegato 21 alla domanda di ALA prevede l’avvio della rimozione o su gomma 0 per nave — se la spedizione transfrontaliera di rifiuti è autorizzata — , rispettivamente, a fine di dicembre 2017 o a metà marzo 2018. Notiamo che l’autorizzazione per la spedizione transfrontaliera non è ancora stata rilasciata; tuttavia, ciò non impedisce la rimozione del materiale su strada (ad un ritmo di 4.500 tonnellate al mese come indicato nell’Allegato 21). Deve essere notato che, con la spedizione transfrontaliera (metodo più celere di rimozione), iniziando a metà marzo 2018, l’attività dovrebbe essere completata a fine settembre 2020. Alla luce di quanto sopra, l’osservanza del termine previsto dal
DPCM appare ad alto rischio“.

Per quanto riguarda infine le prescrizioni  Pr. UA26/Fase2 – indagini di caratterizzazione ambientale area pneumatici fuori uso e  Pr. UA27/Fase2 – indagini di caratterizzazione ambientale area traversine, Ilva ha completato tempestivamente la rimozione dei materiali nelle due aree e ha presentato i piani di caratterizzazione alle autorità competenti; ma “l’approvazione è ancora pendente. Come emerso durante la riunione dell’Osservatorio, vi è urgenza che i piani di caratterizzazione per entrambe le attività siano approvati tempestivamente“.

Pertanto AM InvestCO Italy, ha chiesto ai commissari straordinari, “un piano contenente le azioni dagli stessi programmate per eliminare detti disallineamenti. Laddove i Commissari, in relazione ad alcune o tutte le prescrizioni sopra richiamate, non ritenessero invece di poter procedere nel senso sopra indicato, anche in considerazione della scadenza di alcune delle stesse prescrizioni al 31 dicembre 2018, si invitano i medesimi Commissari, a voler richiedere al Ministero dell’Ambiente di convocare apposita conferenza dei servizi ai sensi dell’art. 1, comma 9, del D.Lgs. n. 61/2013 per l’approvazione di eventuali opportune proroghe“.

La risposta e l’avvertimento del ministero dell’Ambiente

Ma la risposta del ministero dell’Ambiente, come prevedibile, non è stata delle migliori. “Le comunicazioni di AM InvestCo Italy S.r.l., attengono ai rapporti contrattuali tra i Commissari di ILVA S.p.A. in A.S. e l’aggiudicatario della procedura di cessione AM InvestCo Italy S.r.l., rapporti che non sono noti alla scrivente Amministrazione e sui quali la stessa non ha alcuna funzione di controllo e vigilanza – afferma il Direttore Generale Giuseppe Lo Presti -. Vale la pena qui di rammentare che per questa Amministrazione entrambi i soggetti che hanno presentato la documentazione per la domanda di AIA, documentazione sulla base della quale è stato emanato il nuovo Piano ambientale di cui al DPCM del 29/9/2017, sono responsabili delle dichiarazioni in quella sede effettuate“.

Nel richiamare, poi, l’attenzione sulle funzioni esecutive e di vigilanza in relazione
all’attuazione del piano ambientale vigilanza previste per i Commissari di ILVA S.p.A. in A.S. dall’art. 5, comma 2, del DPCM del 29/9/2017, si segnala che “in nessun modo i ritardi della gestione commissariale nell’attuazione delle prescrizioni del DPCM medesimo non giustificati e non autorizzati nelle forme consentite dalla legge potranno costituire un esimente al momento del subentro di AM InvestCo Italy S.r.l, per quest’ultimo soggetto. Ciò premesso, si chiede ai Commissari di ILVA S.p.A. in A.S., cui pure la presente è diretta, di riferire alla Scrivente Direzione Generale, in maniera analitica e in tempo utile per la prossima riunione dell’Osservatorio ILVA del 16 maggio 2018, riguardo il lamentato ritardo nell’attuazione delle prescrizioni richiamate nella tabella di cui alla sopra richiamata nota di AM InvestCo Italy S.r.l. Si rammenta, in proposito, che, come già chiarito nella prima riunione dell’Osservatorio ILVA, gli elementi forniti saranno pubblicati sul sito AIA ILVA di questo Ministero, al pari della comunicazione in oggetto pervenuta da AM InvestCo Italy S.r.l.“.

La risposta dei Commissari Straordinari

Per i commissari straordinari, che hanno risposto punto su punto alle criticità evidenziate dalla società AM InvestCO, “non si ravvisano sostanziali disallieamenti rispetto alle scadenze temporali fissate dal DPCM 29 settembre 2017. Lo sviluppo delle attività e la relativa tempistica sono oggetto di condivisione su base pressoché settimanale con la società AM InvestCo Italy Srl. Fermo quanto sopra, in relazione ai ravvisati disallineamenti temporali rispetto al cronoprogramma presentato dalla società AM 1nvestCo Italy nella domanda di revisione dell’Aulorizzazione Integrata Ambientale“, è stata inviata una relazione che pubblicheremo nella giornata di domani, ai fini di una loro disamina puntuale. Altresì la società ILVA S.p.A. in A.S. “si riserva di aggiornare
periodicamente il quadro tecnico sopra descritto e, qualora se ne palesi la necessità (in
relazione a taluni interventi e in ragione del verificarsi di nuove problematiche ugualmente estranee alla sfera di controllo della scrivente), di attivare le procedure
di legge e DPCM per la richiesta di una proroga“. Staremo a vedere già nella riunione di domani, appena sarà pubblicato il verbale, cosa ne verrà fuori. Ma è chiaro che la questione non sarà di facile risoluzione.

(leggi tutte le notizie sull’Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=ilva)

Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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