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L’artista Nicola Carrino, scultore di grandi opere metalliche tridimensionali e geometrico-modulari componibili tra di loro, è morto ieri nella sua casa-studio a Roma all’età di 86 anni. Era nato il 15 febbraio 1932 a Taranto. Lo riporta l’agenzia ANSA.

Dal 1952 al 1962 si è dedicato alla ricerca pittorica dal realismo all’informale, utilizzando materiali spesso recuperati o prodotti della civiltà industriale, assemblandoli in composizioni rigorosamente geometriche che mettono in risalto la materia più che il colore. Nel 1962 a Roma è stato tra i fondatori del Gruppo Uno con Nato Frasca, Achille Pace, Giuseppe Uncini, Pasquale Santoro e Gastone Biggi, proponendo il superamento dell’informale a favore di una ricerca geometrica sui nuovi materiali. Dopo questa esperienza, durata fino al 1967, Carrino ha intrapreso una personale ricerca artistica e nel 1969 ha compiuto il passo decisivo verso una configurazione autonoma del proprio lavoro con la realizzazione dei «Costruttivi Trasformabili», elementi modulari di metallo che, assemblati, possono dare luogo a processi di innumerevoli configurazioni. Nello stesso periodo ha iniziato a svolgere «Interventi di Trasformazione» nelle gallerie d’arte e negli spazi urbani, progettando e realizzando sculture e risoluzioni ambientali in relazione al contesto, al paesaggio e nell’ambito di edifici pubblici.

A partire dal 1970 Carrino progetta e realizza opere pubbliche a carattere architettonico. Fra le opere permanenti in spazi urbani ha realizzato il Rilievo di facciata del Complesso Corviale Iacp a Roma (1974), il riassetto urbano della piazza Fontana a Taranto (1983-1992), il Costruttivo Cubo Albornoz ‘Casa dell’artistà a Spoleto (2006-2011). Vincitore del Premio Internazionale alla XI Biennale di San Paolo del Brasile nel 1971, è stato presente quattro volte alla Biennale di Venezia (1966, 1970, 1976, 1986) e altrettante alla Quadriennale di Roma (1965, 1973, 1986, 1999). Dal 1993 era membro della Accademia Nazionale di San Luca, di cui è stato presidente nel biennio 2009-2010. Dal 2009 era membro dell’Academia Nacional de Bellas Artes di Buenos Aires.

Dal 1961 Carrino ha svolto attività di docente, insegnando all’Istituto Superiore di Disegno Industriale a Roma e alle Accademie di Belle Arti di Lecce, Bari e Frosinone. Mostre personali si sono tenute nelle gallerie Salone Annunciata di Milano (1970, 1973, 1975), Galerie M. di Bochum (1976), Galleria Marlborough di Roma (1976), Galerie Denise Renè Hans Mayer di Dusserldorf (1977), Galerie Denise Renè di New York (1978), A.A.M. Architettura Arte Moderna di Roma (1996, 1998, 2003), The Mayor Gallery di Londra (2007), Archivio Crispolti di Arte Contemporanea (2008), Neuesmuseum di Norimberga (2008), Arte Studio Invernizzi di Milano (2010), Macro di Roma (2010), Fondazione Ado Furlan di Pordenone (2011). Sue opere sono presenti nelle collezioni della Galleria Nazionale d’Arte Moderna, della Fondazione Quadriennale e del Macro di Roma, del Museo Sperimentale d’Arte Contemporanea di Torino, del Museo d’Arte Moderna di Bolzano, del Musma di Matera, del Mart di Rovereto, della Fondazione Arnaldo Pomodoro di Milano, della Fondazione Ado Furlan di Spilimbergo e Pordenone, della Sammlung Dierichs della Ruhr-Universitat di Bochum, del Neues Museumfür Moderne Kunst di Norimberga, del Museum Boymans Van Beuningen di Rotterdam, del Museo d’Arte Moderna di Ciudad Bolivar, del Tel Aviv Museum of Art.

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Redazione
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