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Quando gli si chiede di parlare di Taranto è difficile fermarlo.

Salvatore Aloisio, professore di filosofia (ora in pensione) e presidente dell’associazione “Amici del Quinto Ennio”. Un innamorato della nostra città, con un pallino: le radici classiche, senza le quali, ne è convinto, una società non ha vita lunga. È un po’, volendo fare un riferimento alto, la parabola della casa costruita sulla roccia.

Ecco, è proprio la roccia su cui costruire la casa di questa Taranto ciò di cui parleremo. Partendo, però, da un’iniziativa che negli ultimi giorni ha visto impegnati diversi licei di Taranto e provincia. L’iniziativa in questione si chiama Taras Theatrum, ed è un progetto a suo modo innovativo. Giovani allievi che, da passivi (e nolenti) fruitori di una cultura stantia, come alcuni luoghi comuni variamente fondati vorrebbero, passano ad essere riscrittori e interpreti di alcuni fra i più celebri testi classici. E quando il prof. parla di un’Antigone che dalla Grecia classica si trasferisce nella Germania nazista, beh, c’è da giurare che l’iniziativa merita ascolto, e magari un palcoscenico più ampio.

Ma, si sa, quando si parla non ci si accontenta mai, e allora via a discutere di come questa città debba ripensarsi per proporsi ai tarantini, prima ancora che ai turisti, con una domanda: a cosa pensano i tarantini quando pensano alla propria città? Per la risposta, guardate il video della nostra chiacchierata.

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