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Corriere di Taranto

Postato il 15 aprile 2018, 12:19 pm
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a cura dell’avv. Massimiliano Madio

I viaggi in auto si fanno sempre più complicati. La benzina costa cara e il diesel non è da meno, l’autovettura deve essere collaudata ogni due anni, il bollo è salato anch’esso e, in più, i sistemi per monitorare la velocità che teniamo si fanno sempre più “intelligenti”.
Si fa sempre più difficile scappare all’occhio del tutor.
C’è chi, fin dalla loro prima apparizione su strade e autostrade, li ha definiti gli autovelox del futuro, il Grande Fratello avveniristico; eppure le multe che danno non sono sempre perfette: parliamo del Tutor e del Vergilius, lo strumento che rileva la velocità media rispettivamente in autostrada e sulle statali. Non è un caso che sempre più numerosi sono i ricorsi dinanzi al Giudice di Pace da parte di automobilisti alla costante ricerca di informazioni su come chiedere e ottenere tutela in sede legale.
Il sistema di funzionamento è molto semplice: l’auto passa sotto un primo portale e una telecamera registra l’ora del transito; dopodiché, ecco il passaggio sotto il secondo portale, con il secondo orario. A questo punto, il cervellone elettronico calcola al volo la velocità media basandosi su quei due orari. Insomma, difficile sfuggire all’occhio elettronico ultra-moderno. Eppure, i verbali per gli eccessi di velocità rilevati con Tutor e Vergilius hanno parecchi punti deboli.
Il SICVE è un sistema sicuramente innovativo ma che entra in conflitto con la realtà burocratica nostrana.
Il sistema elabora, infatti, una velocità media tra due “porte” che, distanziate dai 10 ai 25 Km, possono trovarsi fisicamente in città/provincie differenti. Risultando difficile determinare il punto preciso in cui è stato violato il Codice della Strada, viene meno il criterio delle territorialità previsto dall’ordinamento giuridico, in base al quale, nel caso in cui si violi una norma a Roma essa possa essere impugnata esclusivamente presso il Giudice di Pace della capitale. Apparentemente un “malfunzionamento” del sistema giuridico, ma che invece serve a tutelare i cittadini, evitando a certi “furbetti” di appellarsi a giudici più accondiscendenti o favorevoli.
Comunque, se si vuole contestare una contravvenzione SICVE, per eccesso di velocità notificata tra due porte poste su un tratto di strada, il criterio da utilizzare per determinare la competenza del Giudice di Pace è quello di considerare la “porta d’uscita” ovvero quella posta alla fine del tratto preso in considerazione per il rilevamento medio della velocità. Le cose si complicano nel caso in cui ci siano due o più rilevamenti, che notifichino il superamento del limite della velocità, rilevati da due o più porte d’uscita. In questo caso il conducente sarà costretto a presentare ricorso a due o più uffici del Giudice di Pace. Ad esempio, se un automobilista in viaggio da Roma a Milano, viene segnalato dalle porte di Firenze, Bologna e Milano, dovrà fare ricorso a tre Giudici di Pace. Impugnare una multa in questo caso diventa difficile, ma soprattutto oneroso per qualsiasi automobilista.
Volendo soffermarsi sugli aspetti pratici dell’opposizione anzitutto, e indipendentemente dalla proposizione del ricorso, è consigliabile comunicare i dati del conducente, compilando il modulo prestampato che è allegato alla contravvenzione, entro i 60 giorni dalla notifica della multa.
Entro 30 giorni dalla data di notifica della contravvenzione – che avviene con la consegna materiale da parte del postino – si potrà proporre ricorso, pagando – come primo adempimento – il c.d. contributo unificato, una tassa per accedere alla giustizia acquistabile in tabaccheria (è un tagliando simile ad una marca da bollo) per un importo di 43,00 euro per multe fino a 1.100,00 euro e di 98,00 euro se il valore della multa è compreso tra 1.101,00 euro e 5.200,00 euro.
A questo punto, ci si potrà recare nella cancelleria del giudice di pace, presentando il ricorso in triplice copia, insieme al contributo unificato e a tutti i documenti che serviranno per provare quanto asserito nella memoria difensiva. Il tutto può anche essere spedito con raccomandata A/R.
È buona norma, dopo il deposito, conservare il verbale notificato e la raccomandata con la quale è stato spedito (in modo tale da provare che non sono decorsi i termini per la proposizione del ricorso).
A questo punto non resta che attendere la notifica del decreto con cui il Giudice di Pace fissa l’udienza di comparizione. Il ricorrente dovrà obbligatoriamente presentarsi alla data ed ora indicati, altrimenti la multa sarà convalidata e il debito dovrà essere pagato.

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