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Per il ministro allo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, le cessioni annunciate da ArcelorMittal rappresentavano l’ultimo scoglio assieme all’accordo sindacale

Calenda: «Una volta raggiunto l’accordo sindacale possiamo fare veramente il salto di qualità e far diventare l’Ilva la migliore accciaieria europea»

Le cessioni annunciate oggi da Arcelor Mittal all’Ue sono un passo «atteso da tanto tempo». Lo ha detto il ministro dello sviluppo Carlo Calenda: «Io credo che l’esame dell’Antitrust europeo si concluderà positivamente. Questo era l’ultimo scoglio che rimaneva, poi il nodo è solo l’accordo sindacale» prosegue il ministro.»

«Una volta raggiunto l’accordo sindacale – ha detto Calenda a margine della presentazione dello spot per Race for the cure – possiamo fare veramente il salto di qualità e far diventare l’Ilva la migliore accciaieria europea». «Penso che ci sarà ancora da lavorare», ha detto sulla vertenza in corso: «penso che noi dobbiamo chiuderla perché stiamo parlando del più grande investimento industriale del Mezzogiorno in assoluto e non possiamo permetterci di perderlo».«Abbiamo messo tanti tanti soldi per rimetterlo a posto – ha spiegato Calenda -.Sono 2,4 miliardi tra investimenti industriali e produttivi a carico dell’acquirente più 1,08 miliardi che mettiamo noi sulle bonifiche, che derivano dai fondi dei Riva. Si tratta di dare lavoro a tante persone». «Abbiamo già raggiunto una base di partenza buona, che sono 10 mila persone all’interno della nuova Ilva, agli stessi livelli salariali, con gli stessi diritti precedenti», ha detto Calenda, che ha aggiunto: «Ma ovviamente non ci basta, dobbiamo lavorare di più. Ricordo che non ci sono licenziati, perché chi non verrà preso da Ilva rimarrà in carico all’amministrazione straordinaria che dovrà fare tutti i progetti di bonifica. Su questo siamo disponibili a rafforzare ancora di più i supporti del Governo, ma va chiusa e va chiusa rapidamente».

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