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All’indomani della decisione della Commissione Ue sulla Concorrenza di rinviare al mese di aprile la decisione finale sull’acquisizione degli asset industriali del gruppo Ilva da parte di ArcelorMittal, sono emerse alcune indiscrezioni sulla vicenda. Secondo quanto appreso da Siderweb infatti, tra i siti che ArcelorMittal potrebbe essere costretto a cedere al fine di ricevere l’atteso nulla osta, vi sarebbero quello rumeno di Galati e le divisioni piani di Ostrava (Repubblica Ceca).

(leggi anche http://www.corriereditaranto.it/2018/03/15/vendita-ilva-arcelormittal-presenta-documento-allantitrust-europeo-che-rinvia-ad-aprile-decisione-finale/)

La trattativa, sempre secondo indiscrezioni rivelate da fonti vicino al dossier Ilva, sarebbe ancora in corso: tuttavia però, il ‘costo’ imposto dall’Antitrust europeo per portare a conclusione l’intera operazione Ilva, potrebbe alla fine risultare molto più salato di quanto messo in preventivo all’inizio della gara dello scorso anno, per il colosso franco-indiano.

Per il sito di Galati ad esempio, riporta Siderweb, specializzato nella produzione di lamiere da treno, coils a freddo e a caldo e zincati, ArcelorMittal ha annunciato appena lo scorso 5 marzo un investimento da 10 milioni di euro per l’ammodernamento della colata continua numero quattro, l’ultimo di numerosi investimenti su impianti ed efficienza fatti negli ultimi anni. Discorso simile anche vale anche per il sito ceco di Ostrava, dove è stato investito molto in termini di risanamento degli impianti; nel sito oltre alle produzione di piani a caldo vi sono anche produzioni di lunghi che dovrebbero però restare estranee alla dismissione.

Queste due cessioni, è bene ricordarlo, andrebbero sommarsi agli altri ‘aggiustamenti’ chiesti nel corso della trattativa Ue resi noti nei mesi scorsi, anche se non ancora ufficializzati in via definitiva, come l’uscita di Marcegaglia dalla cordata AmInvestCo e la vendita del sito di Piombino al gruppo Arvedi.

La trattativa quindi procede ed è aperta ad ogni tipo di soluzione, e quasi certamente lo sarà per almeno altri due mesi: per questo anche gli esperti di Siderweb non escludono che il braccio di ferro tra ArcelorMittal e la Commissione europea per la Concorrenza,  possa alla fine comportare uno scenario molto diverso rispetto a quanto emerso finora, in merito all’acquisizione del gruppo Ilva.

(leggi tutte le notizie sull’Ilva http://www.corriereditaranto.it/?s=ilva)

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Gianmario Leone
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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