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Approvati il disegno di legge di modifica della legge regionale di istituzione del catasto energetico regionale, la proposta di risoluzione che mira a modificare il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio, il ddl concernente il “Tributo speciale per il deposito in discarica e in impianti di incenerimento senza recupero dei rifiuti solidi”, il ddl con le disposizioni per favorire l’accesso del giovani all’agricoltura e le disposizioni in materia di agricoltura sociale

Avviati nel primo pomeriggio, presso la consueta sede in via Capruzzi a Bari, i lavori del Consiglio regionale. All’ordine del giorno i disegni di legge di modifica alla legge di istituzione del Catasto energetico regionale, di modifica alla legge per favorire l’accesso dei giovani all’agricoltura e contrastare l’abbandono e il consumo dei suoli agricoli, il provvedimento sull’Ecotassa, il testo unificato in materia di agricoltura sociale e la proposta di risoluzione Ue riguardante “Regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo per gli affari marittimi e la pesca.
Alla seduta assistono gli studenti della IV F del liceo scientifico “Marconi” di Foggia impegnati in un progetto di monitoraggio del sito archeologico di Faràgola ad Ascoli Satriano dove si trovano i resti di una villa di età tardo romana danneggiati nel settembre scorso da un grave incendio doloso. I ragazzi sono accompagnati dalle professoresse Di Foggia e Cibelli, referenti del percorso formativo “Open Coesione” che intende avvicinare i giovani ai valori civici e alle istituzioni.

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza, (30 sì e 8 astensioni) il disegno di legge di modifica della legge regionale di istituzione del catasto energetico regionale, così come licenziato dalla IV Commissione del presidente Donato Pentassuglia.

In particolare, una modifica è stata resa necessaria per poter aggiungere anche la Città Metropolitana di Bari, tra le autorità competenti individuate dalla Regione per lo svolgimento delle attività di accertamento e ispezione degli impianti termici.

Le altre modifiche hanno riguardato le attività di formazione e informazione previste dall’articolato della legge regionale vigente, in relazione ai soggetti abilitati a svolgere le attività di certificazione energetica degli edifici, di controllo, ispezione e manutenzione degli impianti termici.

Pertanto, al fine di allineare le tempistiche previste dalla legge alla conclusione delle attività affidate all’Agenzia nazionale per l’energia (ENEA) tramite apposita convenzione operativa, è stato stabilito che a partire dal primo gennaio 2019 l’acquisizione dei bollini da parte dei manutentori deve avvenire in modalità informatica attraverso sistemi di portafoglio digitale e che, per poter applicare correttamente su tutto il territorio regionale le linee guida dettate dal decreto interministeriale in materia, i soggetti iscritti all’elenco regionale devono frequentare un corso di aggiornamento di dieci ore entro il 31 dicembre 2018.

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la proposta di risoluzione che mira a modificare il regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio recante disposizioni comuni sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione, sul Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e disposizioni generali sul Fondo europeo di sviluppo regionale, sul Fondo sociale europeo, sul Fondo di coesione e sul Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.
Nell’ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo successivo al 2020, la Commissione intende proporre un nuovo strumento per la realizzazione delle riforme destinato agli Stati membri che si sono impegnati ad attuare riforme discusse a livello dell’UE e concordate nei cosiddetti “impegni di riforma”. Tale strumento presuppone una propria dotazione di bilancio separata che si aggiungerebbe ai fondi strutturali e di investimento europei, che manterrebbero il loro insieme di regole e condizionalità.
L’obiettivo è sostenere gli Stati membri nell’attuazione delle riforme strutturali individuate nel processo del semestre europeo e di garantire allo Stato membro la titolarità di riforme che contribuiscono maggiormente alla resilienza delle economie nazionali e hanno effetti di ricaduta positivi sugli altri Stati membri, tra le quali le riforme dei mercati dei prodotti e del lavoro, le riforme fiscali, lo sviluppo dei mercati dei capitali, le riforme volte a migliorare il contesto in cui operano le imprese, gli investimenti nel capitale umano e le riforme della pubblica amministrazione.
La Commissione intende verificare le caratteristiche principali di tale strumento nel corso di una fase pilota per il periodo 2018-2020, offrendo agli Stati membri la possibilità di utilizzare in tutto o in parte la riserva di efficacia dell’attuazione dei fondi strutturali e di investimento europei (fondi SIE) esistenti per sostenere le riforme, invece di ricorrere a progetti specifici. È opportuno ricordare che, per il periodo di programmazione 2014-2020, è già stato istituito un collegamento tra le priorità del semestre europeo e il bilancio dell’Unione, in particolare mediante l’introduzione di condizionalità ex ante e macroeconomiche per i fondi strutturali e di investimento europei.
Con questa proposta odierna tale collegamento viene ulteriormente rafforzato, consentendo agli Stati membri di utilizzare in tutto o in parte la riserva di efficacia dell’attuazione.

Approvato all’unanimità il disegno di legge relativo alla “Modifica e integrazione dell’art., comma 5, della L.R. 29 maggio 2015 n. 15 (disposizioni per favorire l’accesso del giovani all’agricoltura e contrastare l’abbandono e il consumo dei suoli agricoli)”. Il provvedimento ha recepito alcune osservazioni del Governo sulla L.R. n. 17/2017 nella parte in cui non definiva i presupposti procedurali attraverso cui arrivare all’eventuale esercizio del potere sostitutivo in caso di inerzia dei Comuni nell’individuazione dei suoli, tra cui quelli incolti e abbandonati. In questo caso sarà il Dipartimento Agricoltura regionale a comunicare, previa diffida preventiva, il termine entro cui i Comuni stessi dovranno provvedere. Decorso tale termine sarà la Giunta regionale a nominare il segretario generale delle amministrazioni interessate quale commissario ad acta che dovrà provvedere.

A margine, con voto a maggioranza il Consiglio regionale ha approvato una modifica della legge istitutiva dell’Ufficio del Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità.

Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza il disegno di legge riguardante il “Tributo speciale per il deposito in discarica e in impianti di incenerimento senza recupero dei rifiuti solidi“. Il provvedimento, illustrato dal presidente della V commissione Mauro Vizzino, ha l’obiettivo di adeguare la normativa regionale in materia alle disposizioni nazionali. In particolare vengono recepite le disposizioni del Collegato Ambientale del 2014 e la recente sentenza della Corte Costituzionale relativa all’ecotassa per gli scarti ed i sovvalli di impianti di selezione automatica, riciclaggio e compostaggio e per i fanghi anche palabili.
Per incrementare la raccolta differenziata di rifiuti viene introdotto un meccanismo che lega le tariffe dell’ecotassa alle percentuali di raccolta differenziata raggiunte dai singoli Comuni, in base al quale la riduzione del tributo speciale è inversamente proporzionale (o più precisamente “inversamente progressiva”) al superamento del livello di RD rispetto alla normativa statale e va da un minimo del 30% ad un massimo del 70%.

Ai Comuni che non abbiano raggiunto le percentuali previste viene applicata un’addizionale del 20%.  La Regione ha il compito di individuare i formati, i termini e le modalità di rilevamento e trasmissione dei dati che i Comuni sono tenuti ad inviare ai fini della certificazione della percentuale di raccolta differenziata raggiunta.
Spetta invece all’ARPA validare i dati raccolti e di trasmetterli alla Regione che stabilirà annualmente il livello di differenziata relativo a ciascun Comune e a ciascun ATO, ai fini dell’applicazione del tributo.
Il presupposto del tributo non è solo il deposito in discarica, ma anche il conferimento dei rifiuti solidi in impianti di incenerimento senza recupero energetico per il quale l’ecotassa si applica nella misura ridotta del 20%, aggiungendo anche gli impianti comunque classificati esclusivamente come impianti di smaltimento mediante incenerimento a terra.
Viene variata la destinazione del gettito del tributo che affluisce interamente in un apposito fondo della Regione, destinato al sostegno dei costi sopportati dai Comuni maggiormente performanti per la gestione del ciclo dei rifiuti. Con legge di bilancio, il fondo è dotato in misura non superiore al 50 per cento del tributo riscosso. Parte del fondo, corrispondente al gettito derivante dalla tassazione dei fanghi di risulta, viene destinata invece a investimenti di tipo ambientale che riguardano i rifiuti del settore produttivo soggetto al tributo.
L’Agenzia regionale dei rifiuti si occuperà di ripartire la quota del 20% del gettito ai Comuni nei quali sono presenti discariche o impianti di incenerimento senza recupero energetico e ai Comuni limitrofi interessati.
Viene inoltre stabilito che ai Comuni che prevedono di incrementare i livelli di raccolta nei mesi di settembre, ottobre e novembre 2018 rispetto al periodo 1 settembre 2016-31 agosto 2017, sarà confermata per il 2018 l’aliquota del 2013.

Il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità le “disposizioni in materia di agricoltura sociale”.L’assessore Di Gioia ha spiegato in Aula che “con questa iniziativa legislativa sarà dato un contributo concreto alle imprese per diversificare le attività ed una chance ulteriore per l’integrazione e riabilitazione dei soggetti deboli della nostra comunità. Detto con una espressine economica, l’agricoltura sociale è una delle diverse espressioni della multifunzionalità in agricoltura”.

Il Testo unico approdato in Aula è frutto di due provvedimenti: la proposta di legge a firma dei consiglieri Damascelli, Gatta, Caroppo, Turco, Franzoso e il disegno di legge del Governo regionale.

Sono stati approvati all’unanimità anche 5 emendamenti proposti dal consigliere Domenico Damascelli (uno di questi trasformato in subemendamento concordato con l’assessore), “che puntano a definire il testo di una legge che conferisce senso e prospettiva all’utilizzo della risorsa agricola in quanto tale con un fine inclusivo”.

Il provvedimento promuove in particolare l’inserimento socio lavorativo dei lavoratori con disabilità in progetti di riabilitazione e di sostegno sociale. A tal fine è prevista l’istituzione di un apposito elenco dei soggetti che operano in Puglia nel settore dell’agricoltura sociale, nonché di uno specifico Osservatorio regionale. Previsto un regolamento di applicazione che fisserà anche le modalità per il riconoscimento provvisorio degli operatori che, alla data di entrata in vigore della legge, già svolgono attività di agricoltura sociale da almeno due anni.

L’agricoltura sociale ricomprende un insieme di esperienze, che affondano le loro radici in alcuni aspetti tradizionali dell’agricoltura, come per esempio, il suo carattere multifunzionale, il legame tra aziende agricola e famiglia rurale, per esaltarne il carattere sociale. Essa diventa quindi luogo per l’integrazione nell’agricoltura di pratiche rivolte alla terapia e alla riabilitazione delle persone diversamente abili dal punto di vista psicofisico, dell’inserimento lavorativo e quindi l’inclusione sociale di soggetti svantaggiati. Si legge nella relazione introduttiva del presidente della IV Commissione Donato Pentassuglia.

Si tratta di un provvedimento estremamente utile per tutto il mondo dell’agricoltura che si troverà finalmente a poter usufruire di uno strumento idoneo a riorganizzare l’intero settore, in modo da creare un circolo virtuoso. Questo consentirà, fra l’altro, alle aziende coinvolte di sfruttare positivamente ogni opportunità, riprogrammando così il proprio futuro.

A conclusione della seduta, alcuni alunni del Liceo classico “Oriani Tandoi” di Corato impegnati in un percorso di alternanza scuola-lavoro, si sono intrattenuti con il presidente della Regione, Michele Emiliano e con l’assessore al lavoro Sebastiano Leo ai quali hanno posto alcune domande sul progetto “Diritti a scuola”, promosso dalla Regione. Presenti in aula numerosi consiglieri di maggioranza ed opposizione ed alcuni assessori.

 

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