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Taranto: -1305. E’ il numero a quattro cifre delle imprese tarantine del terziario che in sei anni – dal 2011 al 2016 – hanno cessato la propria attività. Anni duri per Taranto, la città della crisi industriale e del dissesto economico-finanziario. Anni che hanno determinato una tassazione locale elevata ai suoi massimi livelli, che ha provocato il trasferimento di varie imprese in altri comuni, se non addirittura favorito la chiusura. E’ Confcommercio a intervenire con una nota, palesando una certa fiducia sulle prossime mosse dell’Amministrazione comunale.

Il Comune di Taranto, per la costruzione del Bilancio di previsione 2018/20, ha avviato una proficua fase di confronto – bilancio partecipato – valutata positivamente da Confcommercio che già nel passato aveva sollecitato l’Ente locale a farsi interprete della difficoltà delle imprese. Da qui, alcune richieste che Confcommercio porta alla attenzione del presidente della commissione Bilancio del Comune, Dante Capriulo.
1) Ridimensionamento di tutti i tributi a carico delle imprese (IMU, TOSAP, Pubblicità) e adeguamento ai livelli praticati dai comuni limitrofi (impegno già dicharato dal Consiglio comunale con delibera del 30.11.18). Nella stessa delibera si assumeva altresì l’impegno ad incentivare le nuove aperture in Città Vecchia e nel Borgo, aree che presentano una forte desertificazione.
2) Cessazione della doppia imposizione (Tosap/Canone concessorio) a carico delle attività di somministrazione di alimenti e bevande che occupano spazi pubblici (dehors, etc.)
3) Riduzione delle tariffe TARI che da indagini recenti risultano tra le più alte tra le città pugliesi. La revisione del contratto di servizio con l’AMIU è la strada da percorrere per facilitare la riduzione degli importi a carico delle imprese. Confcommercio conferma la disponibilità, più volte manifestata, ad un confronto con la municipalizzata per individuare meccanismi collaborativi che consentano di incrementare la raccolta differenziata, con sistemi di premialità, ormai sempre più adottata nei comuni limitrofi.

Confcommercio auspica che il bilancio 2018 voglia essere l’occasione per guardare alle imprese non solo come fonte di entrate per le casse comunali, ma come patrimonio da salvaguardare e da sostenere in un percorso di rilancio dell’economia territoriale.
E’ importante che il Bilancio comunale riservi margini ampi agli investimenti per la diversificazione economica-produttiva. In tal senso sarebbe opportuno avviare un progetto di marketing territoriale che mettesse in campo percorsi ad esempio di promozione per la filiera turistica, o a supporto del terziario e dell’agroalimentare (a partire dalla mitilicoltura), comparti gravemente danneggiati dalla vicenda Ilva. E a proposito di mitilicoltura, sarebbe logico prevedere una posta di bilancio a sostegno dei processi di rilancio del settore (innovazione, aree di stoccaggio, marketing, formazione etc.) tra i più danneggiati dall’inquinamento industriale.
A supporto del commercio si potrebbero inoltre destinare fondi al Distretto Urbano del Commercio recentemente costituito e che al momento non dispone di grandi e risorse.
Infine, tra le priorità del turismo: oltreché il marketing di cui si è detto, un terminal per i bus turistici, un sistema di trasporto cittadino da e verso le aree archeologiche, la qualificazione del sistema di collegamento tra la città e le marine (soprattutto nel periodo estivo), e tanto altro ancora, non escludendo un centro congressi di cui Taranto è sprovvista.

Concludendo, ‘bene’ il confronto sul bilancio. Anzi avanti così, aggiunge l’organizzazione dei commercianti, purché la programmazione della spesa pubblica guardi alle imprese tarantine come ad un bene da proteggere e sostenere.

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redazioneonline
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