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Il mito di Rodolfo Valentino, primo divo del cinema ed emblema del ‘latin lover’, è intatto nella sua Castellaneta. Nella città jonica il nome Valentino echeggia in ogni luogo, non solo nella scultura di Gheno che recentemente è stata restaurata. Anche la giornata dell’amore risveglia l’interesse per Rudy Valentino, al secolo Rodolfo Pier Filiberto Raffaello Guglielmi, che nacque nella città jonica il 6 maggio del 1895 e morì giovanissimo e famosissimo nel 1926 a New York. Le sue spoglie sono tumulate al Memorial Park Cemetery di Hollywood, a Los Angeles. Non c’è quindi la sua tomba a Castellaneta, ci sono invece tanti luoghi a lui dedicati e tra questi spicca il MuV, il Museo della Fondazione Valentino.

Anche quest’anno viene riproposta la formula «Valentino in Love», un invito al MuV ad entrare in coppia, con biglietto unico di tre euro, consentendo di fotografarsi nella stanza dei cimeli del cinema dove è esposto il celeberrimo vestito dello sceicco o lasciare messaggi. «Il periodo di maggiore affluenza – spiegano al MuV – è quello estivo, durante la stagione turistica, con gli anniversari legati alla sua vita. Anche la giornata di San Valentino è diventata nel tempo una favorevole giornata»

Alla sua infanzia a Castellaneta ed alla sua folgorante carriera cinematografica è dedicato questo contenitore storico: le sale sono piene di ricordi, dal letto in cui Rudolph dormiva quando era bambino sino ai costumi di scena, alle fotografie, alle locandine. Il giovane Rodolfo Guglielmi emigrò giovanissimo con la famiglia, prima a Parigi poi negli Stati Uniti e qui diventò leggenda. Fu notato da Hollywood per le sue doti di ballerino e debuttò sul grande schermo. Il film che lo rese noto fu nel 1921 «I quattro cavalieri dell’Apocalisse» a cui l’anno dopo seguì, con la Paramount, «Lo sceicco», la pellicola che ne consacrò il successo e che lo impose come icona del fascino latino. Morì, a 31 anni, il 23 agosto del 1926, per un attacco di peritonite che virò in setticemia. Il suo ultimo film, «Il figlio dello sceicco», uscì postumo. In tutto Rudy recitò in una trentina di film, alcuni dei quali furono grandi successi come il celeberrimo «Sangue e arena».

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