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Ancora una nuovo, prevedibile nulla di fatto. L’incontro odierno al MiSE a Roma per riprendere la trattativa sul piano industriale per il gruppo Ilva, dopo quelli svolti nelle scorse settimane, si è concluso infatti con un nulla di fatto: in pratica, l’ennesimo viaggio a vuoto per i rappresentanti sindacali dei vari stabilimenti. Al vertice erano presenti il governo rappresentato dal viceministro Teresa Bellanova, i rappresentanti di Am Investco, la società che ha vinto la gara di aggiudicazione, i commissari straordinari dell’Ilva e i sindacati metalmeccanici. L’obiettivo di governo e Fim, Fiom e Uilm, è quello di provare trovare un accordo quanto prima, ma i nodi relativi agli investimenti industriali e ambientali e alla tutela dell’occupazione in Ilva non sono stati ancora sciolti. In particolare, per quanto concerne i posti di lavoro, Am Investco, dove è leader Arcelor Mittal, intende assumere solo 10mila dei 14.200 dipendenti attuali.

Al termine dell’incontro odierno, le parti hanno preso l’impegno a stabilire un calendario di incontri su argomenti specifici nelle prossime 48 ore, che dovrebbero essere fissati a partire dalla prossima settimana. Nei fatti quindi, come conferma anche il segretario generale della Fiom Cgil Francesca Re David, la vertenza “non è ancora partita“. La Re David è stata l’unico dei tre segretari generali dei sindacati a restare fino alla fine del tavolo che è durato quasi tre ore. Il tavolo di oggi era dedicato a tutti i siti dell’Ilva, ed in particolare a quello di Taranto. Il vertice, secondo alcune fonti poi smentite, sarebbe stato preceduto da una lunga riunione ristretta alla quale ha partecipato oltre al Ceo di AmInvestCo Matthieu Jehl e al viceministro Teresa Bellanova, il segretario generale della Fiom Francesca Re David, il segretario generale della Uilm Rocco Palombella. A questa pre-incontro non ha partecipato il segretario generale della Fim Cisl Marco Bentivogli. “Dobbiamo verificare se ci sono le condizioni se questo accordo si fa o non si fa, il tempo passato è stato lungo” ha detto Rocco Palombella lasciando la riunione ristretta dopo appena mezz’ora. “Definiremo un calendario per capitoli, dedicando una giornata ad ogni argomento” ha detto Segretario Fim Cisl Taranto-Brindisi Valerio D’Alò.

Si è infatti stabilito un metodo per proseguire la trattativa, seguendo tre macroargomenti come direttrici: piano industriale, procedura ex articolo 47 sul trasferimento aziendale e piano ambientale.

La viceministro dello Sviluppo economico, Teresa Bellanova, sembra aver preso una posizione molto chiara, che non prevede la possibilità di cambiare le carte in tavola: “Tutti quelli che siedono intorno al tavolo spero abbiano l’obiettivo di dare una prospettiva di futuro e di lavoro. Da parte nostra, tutto quello che si poteva fare è stato fatto: siamo andati in Parlamento e abbiamo lavorato sugli ammortizzatori sociali dando una strumentazione che non era disponibile con le norme precedenti. Stiamo parlando della gestione di una delle vertenze più impegnative della storia economica del nostro paese. Quando si fa una trattativa, è evidente che si assumono delle responsabilità“.

Per quanto ci riguarda la trattativa sindacale sulla vertenza Ilva ancora non è partita. Serve chiarezza, rispetto alla piena occupazione, ai diritti e ai salari per i lavoratori, al cronoprogramma del piano industriale e all’avanzamento del risanamento“, ha detto la Re David al termine dell’incontro al Mise sull’Ilva di Taranto. “Con l’azienda stiamo prevedendo un calendario che definirà oltre alle date anche gli argomenti da discutere – ha detto -. Nel corso dell’incontro di oggi abbiamo semplicemente condiviso la metodologia per iniziare finalmente la trattativa nel merito“.

Per la Fim è necessario esplorate accuratamente tutte le tematiche ancora non chiare per vedere se ci sono le condizioni per una possibile intesa in tempi brevi per il rilancio del sito“, ha detto il segretario Fim Cisl Taranto-Brindisi Valerio D’Alò. “È chiaro – ha detto ancora D’Alòche le condizioni a contorno di questa vertenza, tra cui l’allungarsi dei tempi non aiutano. I lavoratori e la città hanno bisogno che venga al più presto data operatività agli investimenti sia sul Piano industriale che ambientale perché non c’è alternativa, chi propone soluzioni benaltriste per l’Ilva prende in giro la città e i lavoratori“. “Nelle prossime ore – ha dichiarato ancora d’Alò – sarà stabilito un calendario d’incontri tematici per entrare nel dettaglio dei singoli temi in particolare: sui livelli occupazionali, sulle condizioni contrattuali e salariali e sugli strumenti e ammortizzatori“.

L’indotto subisce una ripercussione pari alla durata della trattativa stessa, senza una garanzia futura. Non dimentichiamoci che i lavoratori continuano a non percepire la retribuzione per intero dalle proprie aziende, che a loro volta, non vengono pagate puntualmente dai commissari Ilva, ma versano esclusivamente acconti“: è quanto sottolinea in una nota l’Ugl, presente oggi alla riunione del Tavolo istituzionale sull’Ilva che si è svolta al Mise con il segretario nazionale Antonio Spera e provinciale Domenico Gigante e una delegazione di metalmeccanici. “È ancora oggi un mistero – aggiunge il sindacato – capire se l’acquirente vuole parlare ancora di esuberi, modificare l’impianto classificatorio con relativa retribuzione, se vuole modificare l’aspetto contrattuale“. Il segretario generale Ugl di Taranto, Alessandro Calabrese, ha inoltre espresso dubbi in merito all’andamento della trattativa. “La procedura avviata inizialmente (ex art. 47) e? stata congelata – ha puntualizzato – e pertanto abbiamo necessità di parlare di numeri veri, retribuzioni reali, inquadramento, contratti da applicare. Siamo stanchi di analizzare macro progetti che non potranno essere certamente applicati se i presupposti saranno licenziamenti e riduzioni di vario genere“.

L’incontro al Mise oggi sull’Ilva doveva avere inizio alle 15, ma siamo entrati alle 16.30 perché sia il vice Ministro Bellanova che il dirigente ministeriale Castano erano impegnati in un tavolo ‘privato’ con le altre sigle sindacali“. È quanto ha denunciato Francesco Rizzo, coordinatore provinciale dell’Usb di Taranto, secondo il quale “ancora una volta questo Governo, a cui ormai fortunatamente mancano pochi giorni, ha dimostrato il valore che attribuisce alla democrazia: nullo. È una vergogna senza fine“. Alla richiesta “di spiegazioni – aggiunge Rizzo – il Governo ha cercato di far ricadere le colpe sugli altri sindacati. Si tratta di un atteggiamento che va oltre ogni buon senso e che ancora una volta evidenzia i giochetti che questo governo tenta di fare a scapito di Taranto. Cosa si saranno mai detti a porte chiuse che noi di Usb non dobbiamo conoscere? Si tratta di qualcosa che i lavoratori o i cittadini non devono sapere? O gli siamo antipatici? Ci dicano – conclude il coordinatore dell’Usb – quali sono i presupposti per far parte degli incontri a porte chiuse: tenteremo di adeguarci. Che sia il colore dei capelli o la simpatia?“.

(leggi le news sull’Ilva http://www.corriereditaranto.it/?s=ilva)

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Gianmario Leone
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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