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Il presunto atto d’intimidazione nei confronti del consigliere comunale di Taranto del Movimento 5 Stelle, Massimo Battista, ha in realtà colpito un altro operaio suo omonimo. A ‘ridare’ notizia, questa volta la giusta versione, è stato lo stesso esponente del M5s e lavoratore dell’acciaieria Ilva sulla sua pagina Facebook scrivendo: “Quella tuta e quei documenti non sono i miei ed evidentemente chi doveva colpirmi si è sbagliato. Sono stato in Questura dove mi hanno mostrato la tuta e documenti firmati Massimo Battista. L’armadietto incendiato oggi – ha spiegato il consigliere cinquestelle – apparteneva ad un operaio mio omonimo, al quale in questo momento sento di esprimere tutta la mia solidarietà. Ciò che è accaduto rimane di una gravità inaudita, in vent’anni di lavoro dentro quella fabbrica – conclude Battista – non è mai accaduto nulla di simile. Mi auguro che le forze dell’ordine possano trovare quanto prima i responsabili“.

(leggi l’articolo http://www.corriereditaranto.it/2018/02/12/bruciato-armadietto-ilva-del-consigliere-del-m5s-atto-intimidatorio/)

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Redazione
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