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Inizia oggi la pubblicazione di un nuovo spazio giornalistico di ampiezza internazionale sul CorrierediTaranto.it: IL MONDO OLTRE LE ISOLE CHERADI. E’ curato da Franco Guarino, grande fotoreporter ed esploratore nostro concittadino, con esperienze ultradecennali in tutto il mondo per la RAI e per progetti ONU. Un testimone del mondo.
Il nuovo appuntamento settimanale approfondirà prevalentemente argomenti di attualità geopolitica e di curiosità che in qualche modo interessano il nostro Sud e Taranto.

Lago salato in Bolivia

di Franco Guarino

Iniziamo parlando del LITIO, minerale leggero multiuso, che da qualche anno è protagonista di una rivoluzione tecnologica mondiale e geopolitica, con effetti sul mondo soprattutto dell’auto. Questo minerale è usato in particolare per costruire batterie, in particolare per le auto. E ‘ usato anche in medicina per produrre farmaci antidepressivi e in altri settori industriali. E’ molto leggero ed ha un colore argenteo, si ossida rapidamente a contatto con l’aria o l’acqua.

E’ in corso il declino del petrolio, le auto elettriche sono in aumento e le case automobilistiche si apprestano a usare le batterie al litio: sostituiscono il motore a scoppio e non inquinano. Il futuro rivoluzionario è già iniziato.
Oggi nell’era del litio si stanno aprendo nuovi scenari geopolitici e industriali, mentre le ricerche tecnologiche sono impegnate per renderne più sicure le applicazioni. Attualmente le più grandi riserve di questo minerale si trovano in sud America, altre in Asia, in Australia, in Africa, le ricerche in corso promettono buone sorprese in futuro. Si producono tonnellate di tipi di carbonati di litio, secondo i progetti futuri ne saranno necessarie oltre 100.000 tonnellate. Il grande mercato ruota sulla produzione di batterie ricaricabili in poco tempo; solo la californiana Tecla ne necessita di 27.000 tonnellate quest’anno per soddisfare la produzione di 500.000 auto elettriche già prenotate. I prezzi del litio sono in ascesa, variano a secondo della qualità e l’applicazione. Recentemente la Cina ha importato litio puro al 99%, pagandolo 20.000 dollari a tonnellata. La rivoluzione tecnologica, la corsa alla benzina del futuro è in corso, difficile conoscere bene lo scenario commerciale e le cifre di produzione.
Di fatto alcune nazioni stanno assumendo maggiore peso geopolitico, soprattutto nei laghi salati delle immense distese sugli altipiani andini, anni fà meta di miei reportage alle sorgenti del Rio Amazzoni e sulla civiltà Incas.
Nel triangolo andino sudamericano Bolivia, Argentina e Cile la produzione di litio è circa l’85% del pianeta, è utilizzato anche nella produzione di cellulari, computer, industria del vetro e ceramica, oli lubrificanti, per applicazioni nel settore nucleare.

L’industria del litio sta influendo sui cambiamenti sociali, ambientali e geopolitici, non solo in Sudamerica, ma gradualmente in tutto il pianeta.
La Bolivia attualmente è il maggior produttore mondiale, nel sud, sugli altipiani andini, sono localizzati i più grandi giacimenti. Il Salar de Uyuni, con i suoi 10.582 km2, è la più grande distesa salata del pianeta.
Le miniere sono situate a 3.650 metri di altitudine nei dipartimenti di Potosí e di Oruro, dove 10 miliardi di tonnellate di litio si trovano negli strati tra i 2 e 10 metri, sotto il lago salato di cloruro di sodio, qui insieme al litio si estraggono importanti quantità di potassio, boro e magnesio. Ho esplorato questa regione, le comunicazioni terrestri sono difficili, per questo sono in costruzione strade e ferrovie per il trasporto dei minerali, dei tecnici e minatori. La Bolivia non ha l’accesso al mare, esiste da anni un contenzioso con il Cile per l’utilizzo di un porto sul Pacifico. Recentemente la Corte di giustizia internazionale dell’Aia, ha respinto l’obiezione di Santiago del Cile e si è dichiarata competente ad accogliere la domanda di accesso presentata dal presidente boliviano Evo Morales.

Australia

Argentina
Le miniere di litio argentine si trovano nella regione del deserto di Atacama; a nord di Catamarca, a 4.000 metri, si trova un grande giacimento di 6.000 km2, secondo al mondo, primo come altezza sul mare. La miniera si trova nella provincia di Salta, si chiama “Salina dell’uomo morto”. Negli strati del lago di cloruro di sodio si trovano anche potassio, cesio e altri minerali strategici. L’estrazione è in parte operata da imprese statunitensi.

Cile
Il litio cileno si trova al limite delle Ande e il deserto di Atacama, le miniere si trovano a 2.305 mt, su un lago salato lungo 100 km e largo 80 km, la superfice è di circa 3000 km2 —è il terzo giacimento del mondo con una produzione del 25% delle riserve mondiali, nella stessa regione si estraggono anche grandi quantità di potassio e altri minerali. Questa regione andina è meta del turismo ecologico. Nei miei viaggi ho avuto modo di osservare riserve di flaminghi, uccelli rari, guanachi, vigogne, alpache, lama e ho notato molti condor. Il Cile ha il vantaggio che le tonnellate di litio possono essere trasportate dai porti sull’Oceano Pacifico verso i mercati mondiali. I cinesi recentemente sono riusciti a pagare al Cile il litio a 20.000 dollari alla tonnellata. Ma in ogni caso questo minerale non potrà essere eterno. In Sudamerica sono in corso molte ricerche per trovare altro litio.
In Brasile viene estratto nella regione sud amazzonica del rio Aracual, non lontano dalle coste atlantiche. Qui l’estrazione mineraria sta creando problemi ambientali e sociali per gli ecosistemi.
In Asia è in aumento la produzione cinese, utile per i loro grandi progetti industriali, la costruzione di auto ibride con idrocarburi e motori con batterie ricaricabili al litio. Il carbonato di litio cinese viene estratto in larga misura dal Lago salato Zabuye, un lago di montagna immerso nella Prefettura di Shigatse della Regione Autonoma del Tibet.

La recente sorpresa arriva dall’Aghanistan; ho visto la grande potenzialità mineraria, recentemente accertata lungo i fiumi Kabul e Amu Daria, sulle montagne del Pamir e Hundu Kush, sugli altipiani e nelle distese di sale al confine con Iran e Baluchistan pakistano. In Afghanistan sono state mappate grandi riserve di litio, rame, cobalto, ferro, barite, zolfo, piombo, argento, zinco, oltre rare pietre preziose. Ricchezze minerarie che per motivi strategici sono mantenute sotto un velo di segretezza dal governo locale e delle presenze straniere in zona.
La mancanza di sbocco al mare dell’Afghanistan, potrà essere superata con nuove strade e ferrovie attraverso il confinante Pakistan. Le potenzialità minerarie si auspica possano portare alla pace, importanti livelli industriali potranno creare un nuovo standard vivibile, compreso per i rifugiati che stanno rientrando nel Paese ancora pericoloso.
Concludiamo il nostro viaggio geografico nel litio, accennando a altre zone con minori di produzione, alcune avvolte nel mistero di potenzialità; è il caso dei deserti salati australiani, dove l’anno scorso è stato attivato il più grande sistema al mondo di batterie agli ioni di litio, dalla capacità di 129 megawattora. La batteria è connessa al parco eolico di Hornsdale, 225 chilometri a nord della capitale dello stato Adelaide. Proprio l’Australia del sud, negli ultimi anni, ha spesso sofferto di numerosi blackout elettrici. L’Australia è ora leader mondiale nelle energie rinnovabili accumulabili.

Un settore, quindi, in grande evoluzione, e non mancano ricerche nei deserti sahariani e del corno d’Africa. L’Europa povera di laghi salati rimane fuori dal grande gioco del litio, per ora solo nel nord del Portogallo, nella zona di Sao Gongalo, non lontano dalla città di Porto, si trova una miniera di litio. L’Italia punta in modo qualificato sulla ricerca per l’ottimizzazione delle nuove tecnologie, una nuova opportunità anche per noi, se sapremo guardare oltre le isole Cheradi.

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