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Emiliano: “Taranto non ce la fa più: non torneremo sui nostri passi. Basta ricatti”. Melucci: “Gli investitori devono fornire adeguate garanzie al territorio e non il contrario”

Prima di tutto la salute: nessun ricatto per Taranto. È questo il leit motiv che ha pervaso l’intero convegno USB che si è tenuto questo pomeriggio presso l’Hotel Mercure Delfino a Taranto. Un convegno ad ampio raggio dove hanno partecipato centinaia di persone. Al centro l’Ilva e l’annoso problema del binomio salute-lavoro, ormai non più tollerabile. A relazionare Francesco Rizzo, coordinatore provinciale USB Taranto, Michele Emiliano, Presidente della Regione Puglia, Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto, Gabriele Buttinelli, ricercatore ISS-USB, Sergio Bellavita, USB Lavoro privato nazionale, Pierpaolo Leonardi, USB Nazionale, Luciano Manna, Peacelink.
Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto: “Se acquisiamo come punto di svolta gli accadimenti del 2012, nella vicenda lunga e complessa che ne è scaturita per Ilva e la città di Taranto, c’è un prima e un dopo, rappresentato dall’insediamento di questa amministrazione comunale. Ci siamo naturalmente sforzati di coniugare le esigenze dell’occupazione con i diritti inalienabili dei cittadini, ma per la prima volta ci siamo assunti il coraggio di scardinare il tabù per il quale salute e lavoro stanno sullo stesso piano. È ormai evidente che le questioni della salute e dell’ambiente, per la gran parte della nostra comunità, sono del tutto sovraordinate alle questioni del lavoro e degli investimenti. Il che equivale finalmente a tutelare prima di tutto proprio la salute dei lavoratori dello stabilimento. Ricordiamo a tutti che prima della forte presa di posizione degli enti locali, non erano prioritarie, nell’ordine del giorno dei tavoli romani su Ilva, questioni come la copertura dei parchi minerali, della bonifica dell’amianto e della valutazione del rischio sanitario. Riteniamo che i prossimi 15 giorni siano cruciali per ricercare un corretto equilibrio tra l’interesse pubblico e quello privato con la convinzione che ora debbano essere i potenziali investitori a fornire adeguate garanzie al territorio e non il contrario”.

Sergio Bellavita, USB nazionale: “La storia Ilva compresa tutta l’oscura vicenda della sua cessione è la rappresentazione più fedele del livello di degrado del paese. Arcelormittal non è la soluzione per Taranto come non lo era la famiglia Riva. USB ha il coraggio della verità anche quando tutto sembra andare in direzione opposta. Sosteniamo il ricorso di regione e comune anche contro chi è supino agli interessi delle imprese. Taranto e i suoi cittadini hanno diritto a un risarcimento da questo paese e non permetteremo nuove speculazioni”.

Luciano Manna, Peacelink: “Come Peacelink siamo molto contenti di quest’incontro che ha messo insieme Istituzioni e società civile per parlare di un tema che ci tocca da vicino più che mai e che merita al più presto una risposta concreta. Ci auguriamo che i politici e le amministrazioni si facciano promotrici verso il prossimo Governo e lo smuovano verso la riconversione che non rappresenta un’utopia, visto che in altri paesi esiste già una progettualità e, in alcuni casi, già l’attuazione. Oggi abbiamo l’opportunità di comprendere le intenzioni della politica nei confronti del territorio, una terra che vuole guardare al futuro senza tecnologie obsolete e altri rischi ambientali e sanitari”.

Michele Emiliano, presidente Regione Puglia: “Taranto non ce la fa più e la Regione ha preso atto delle necessità della comunità e ha deciso di seguirla affettuosamente, battendosi per i diritti dei cittadini finora violati. Dopo una serie di incontri, in cui ho fatto presente tutte le irregolarità di quest’assegnazione di vendita a Mittal, siamo stati tenuti fuori dal tavolo ed ora gli scambi avvengono tramite documenti perché il Governo ha paura di parlare con noi, perché ogni cosa che dicono è una prova contro di loro. Negare l’esibizione del contratto di vendita è una cosa che non ha precedenti, in quanto si parla di una comune acciaieria e no di affari militari, per cui non ci dovrebbe essere alcun segreto da custodire. Ma a questo punto dobbiamo credere che il contratto contenga delle garanzie tali all’acquirente che sono sproporzionate e che porterebbero all’annullamento del contratto stesso. Siamo intenzionati ad andare avanti, non faremo un solo passo indietro, perché la trattativa avvenga alla luce del sole nella tutela della città e dei cittadini”.

Francesco Rizzo, coordinatore provinciale USB: “Non accettiamo più ricatti e non siamo più di sposti a trattare, perché per troppi anni si è giocato sulla salute di noi cittadini, ma è arrivato il momento in cui non si può tornare più indietro. Vogliamo garanzie concrete, con atti concreti a tutela del territorio e di chi lo abita”.

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