La provincia ionica in Basilicata? La proposta referendaria di “Taranto Futura”

Posted on gennaio 24, 2018, 3:04 pm
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Prende piede la proposta referendaria del comitato “Taranto futura”, presentata oggi nella sede della Provincia di Taranto. Sarà necessario raccogliere 15mila firme per presentare il quesito referendario alla Corte di Cassazione

Taranto terza provincia della Basilicata? È questa la proposta referendaria portata avanti dall’avvocato Nicola Russo del comitato “Taranto Futura”. Lo stesso ha annunciato oggi in conferenza stampa, organizzata nell’ex sala Giunta della sede dell’Ente provincia in via Anfiteatro, di voler procedere a breve alla raccolta delle firme, 15mila, necessarie per rendere ammissibile la proposta referendaria di annessione della provincia di Taranto alla regione Basilicata. “L’obiettivo è quello di raccogliere 15mila firme – ha precisato Russo in conferenza stampa – entro i prossimi sei mesi, come stabilito dalla legge. Dopo che la raccolta delle firme sarà terminata presenteremo il quesito referendario in Cassazione, la quale si esprimerà sulla sua ammissibilità”. Ha poi ringraziato il presidente della Provincia di Taranto, Martino Tamburrano, per aver sposato il progetto offrendo ospitalità all’incontro con la stampa nella sede dell’Ente Provincia.

Alla conferenza stampa erano inoltre presenti l’ex sindaco di Potenza, Gaetano Fierro (sindaco del capoluogo di regione dal 1980 al 1990 e dal 199 al 2004), il consigliere regionale della Basilicata, Filippo Margiotta, il presidente dell’associazione “Forza Ginosa”, Raffaele Calabrese, ed il presidente del comitato tarantino “Taranto Voglia di Volare”, Alfredo Luigi Conti.

Nicola Russo ha poi specificato che l’eventuale annessione della provincia ionica alla “Grande Lucania” gioverebbe, a suo giudizio, sia a Taranto che alla stessa Basilicata. Quanto agli eventuali benefici per l’area ionica, qualora questo matrimonio di interessi si verificasse, Russo ha menzionato la possibilità di agganciare Taranto e Matera, in ottica turistica, con la creazione di una superstrada che possa collegare al meglio le due realtà, riducendo così i tempi di percorrenza, oltre alla possibilità di porre le basi per lo sviluppo del  porto e dell’aeroporto di Taranto. Infrastrutture che la Basilicata non ha e dalle quali certamente trarrebbe benefici. Relativamente al referendum, Russo ha aggiunto che “voteranno anche i residenti della Basilicata. Saranno quindi i cittadini – ha poi concluso – a decidere il loro futuro”.

È poi intervenuto l’ex Sindaco di Potenza, Gaetano Fierro, il quale ha evidenziato le possibilità, in termini di infrastrutture e di risorse economiche e demografiche, che la provincia ionica apporterebbe alla Regione Basilicata. Ha inoltre precisato che il tema dell’allargamento dei confini della regione lucana è trattato da oltre un decennio, citando il caso di circa 17 comuni del Cilento che hanno deliberato, con interventi esecutivi delle Giunte regionali, la proposta di annessione alla Basilicata. Provvedimenti che, per un varie ragioni di natura politica, a seguito dei cambi di esecutivi comunali, e vicissitudine, non si sono mai concretizzati. Questi comuni, secondo Fierro, chiedono di passare sotto l’egida della Regione Basilicata per sfuggire al “Napoli-centrismo” della Regione Campania. Quanto alle possibilità di un eventuale allargamento dei confini della sua regione, Fierro ha precisato che “la Basilicata, secondo le previsioni delle agenzie statistiche più autorevoli, ha declinato il suo spopolamento che, entro il 2065, si farà significativo. Ciò comporterà un rischio di sopravvivenza per la Basilicata come Ente che, semmai dovesse sopravvivere, sarebbe destinata ad un ruolo marginale”.

Da qui l’importanza, n termini demografici e non solo, di un ampliamento dei confini verso l’arco ionico. “Taranto ci garantirebbe – ha poi aggiunto Fierro –quelle infrastrutture che ad oggi la nostra regione non ha”. Per quanto concerne la possibilità che Taranto possa diventare il capoluogo di regione della “Grande Lucania”, Fierro ha precisato che “Potenza non avrebbe ragioni a rivendicare il ruolo di capoluogo di regione non avendo a disposizione le infrastrutture che Taranto possiede, capaci di metterla in rete con il resto del mondo”. Ha poi aggiunto che Taranto potrebbe chiedere allo Stato di essere riconosciuta come area metropolitano, attingendo così ad ulteriori risorse che gioverebbero anche alla regione lucana.

Ciò premesso, siamo del parere che Potenza, e ci riferiamo ai suoi amministratori ed all’intera sua classe politica e dirigente, difficilmente accoglierebbe di buon grado la rinuncia ad esercitare il ruolo di capoluogo di regione, con tutto ciò che ne consegue in termini di prestigio, risorse pubbliche, gestione degli appalti e tutta quella micro-economia  che orbita attorno alla macchina amministrativa di un ente regionale.

A giudizio di Fierro l’istituzione delle marco-regioni costituisce il futuro verso cui gli amministratori devono traguardare la loro azione politica. “Le marco-regioni, che lo si voglia o meno – ha precisato Fierro – saranno imposte dall’alto per ragioni correlate al risparmio della finanza pubblica. Allora ben venga questo referendum proposto dalle associazioni”.

Va comunque precisato che l’iter che porta al passaggio di una provincia sotto l’egida di un’altra regione è sì normato dalla Costituzione ma, ad oggi, non è stato ancora applicato visto che i precedenti hanno riguardato singoli comuni e non province. Va inoltre precisato che tale procedura andrebbe avallata anche dai singoli Consigli regionali delle due regioni in questione e, successivamente, con legge ordinaria dello Stato. Ecco cosa prevede, al riguardo, l’art. 132, comma II, della Costituzione: “Si può, con l’approvazione della maggioranza delle popolazioni della Provincia o delle Province interessate e del Comune o dei Comuni interessati espressa mediante referendum e con legge della Repubblica, sentiti i Consigli regionali, consentire che Province e Comuni, che ne facciano richiesta, siano staccati da una Regione e aggregati ad un’altra”.

Iter che, come è comprensibile, non è di facile realizzazione; visto il parere vincolante dei due Consigli regionali interessati, oltre che del Parlamento, costituiscono un ostacolo evidente.

Il consigliere regionale lucano Filippo Margiotta ha posto poi enfasi sull’eventualità che si proceda, nel breve termine, verso il referendum. “Sarebbe l’appuntamento più importante visto che potrebbe determinare una svolta per i nostri territori. Perciò invitiamo i cittadini a partecipare numerosi alla raccolta firme per il referendum. Questa non è una battaglia che riguarda solo Taranto e la Basilicata – ha infine precisato – bensì l’intero Mezzogiorno perché avremmo la possibilità di avere a Taranto il più grande porto del Mezzogiorno e del Mediterraneo”.

È successivamente intervenuto Raffaele Calabrese, il quale ha ricordato che l’eventuale annessione della provincia ionica alla Basilicata sarebbe una risorsa in primis per l’arco orientale della provincia di Taranto, con comuni, come Castellaneta, Ginosa e Laterza che, essendo di confine, “risultano essere nel limbo e non si identificano del tutto né con una realtà né con l’altra”, ha precisato Calabrese.

Alfredo Luigi Conti ha infine esposto quelli che sarebbero, a suo giudizio, i benefici per Taranto, di un eventuale transito nella regione lucana. “Dobbiamo rompere questo giogo che ci rende silenti e succubi della volontà regionale. Abbiamo tutte le possibilità per diventare protagonisti del nostro futuro”, ha concluso Conti. Nel corso della conferenza stampa sono inoltre intervenuti il dott. Marcello Bellacicco, proprietario del noto “museo spartano”, ovvero l’ipogeo Beaumont – Bonelli, ed il dirigente scolastico del Liceo Aristosseno, Salvatore Marzo. Entrambi hanno sottolineato le origini comuni dell’arco ionico e della Lucania, le quali vantano importanti insediamenti di colonie greche risalenti al florido periodo della Magna Grecia, allorquando Taranto era la più ricca e prospera delle póleis greche del Sud Italia.

"Nothing is real and nothing to get hung"...

One Comment to: La provincia ionica in Basilicata? La proposta referendaria di “Taranto Futura”

  1. piero

    gennaio 24th, 2018

    Si ma siete sicuri che la Basilicata, regione civile, accetterebbe la gentaglia che in larga parte abita la provincia di Taranto?

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