Redazione

Corriere di Taranto

Postato il 10 gennaio 2018, 08:06 am
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‘Luce sugli ori: viaggio affascinante tra le oreficerie arcaiche, classiche ed ellenistiche esposte nel Museo MarTA’ è il tema della conversazione dell’archeologa Giovanna Bonivento Pupino in programma per venerdì 12 gennaio alle ore 18 nella sede dell’Associazione Presenza Lucana.

L’excursus punta l’attenzione sul patrimonio immenso di gioielli antichi del nostro territorio vanto non solo del Museo Nazionale di Taranto ma anche di musei stranieri. La relatrice punterà l’attenzione su forme, tecniche, funzioni dei gioielli di per sé attrattori seducenti. Non mancheranno riferimenti ad oreficerie dalla Lucania in omaggio all’Associazione ospitante.

Giovanna Bonivento Pupino è specialista nel settore dove prosegue sulla via della ricerca, della didattica e della divulgazione scientifica con numerosi articoli, saggi; famose le sue terze pagine nel Corriere del Giorno sugli Ori di Crispiano, Mottola, Ginosa o sulla fuga degli Ori per ragioni belliche; fino a scoprire e pubblicare lo scandalo della perdita di un orecchino dal lobo della testina di un gioiello crispianese tornato lacunoso da una trasferta in Giappone; assolutamente contraria alle trasferte degli ori per tema della loro incolumità (come accaduto) secondo la studiosa, che ha relazionato e pubblicato su toreutica ed oreficeria negli Atti dei Convegni di Studio sulla Magna Grecia, è da valorizzare la produzione “mediterranea” dei preziosi metalli ( bronzi, argenti ed oreficerie) definiti tout court di atelier tarantino secondo la visione pantarantina sostenuta da Wuilleumier che ormai non regge più alla prova delle ricerche specifiche sull’arte ellenistica; un incontro dunque di divulgazione scientifica per valorizzare i gioielli mettendoli nella luce giusta, auspicando a un ritorno alla celebre e splendida “Sala degli Ori” del Soprintendente Nevio De Grassi.

“Recentemente- dichiara Giovanna Bonivento Pupino – un’ apposita Sala degli Ori è stata aperta dal Museo di Ferrara; vuol dire che la mia idea non è peregrina; per gli Ori di Taranto occorre un luogo in cui i gioielli abbiano un loro autonomo respiro corale, una luce splendida, una visione a 360° e non solo frontale; più luce; ora così come sono esposti pur chiarendosi contesto e corredo in modo esauriente, si toglie luce e spazio al gioiello. Rimpiango, e con me altri, l’esposizione della celeberrima Sala degli Ori di Nevio De Grassi anni 60 che tanti turisti e visitatori ha richiamato a Taranto tanto che ancora la cercano. Auspico per il bene del Museo ed il turismo che si modifichi l’esposizione degli ori concentrandoli nuovamente in uno spazio a loro dedicato.

Ciò che rende affascinante la metodologia di ricerca della Pupino è l’esegesi delle raffigurazioni sull’oreficeria tanto da avere scoperto, dopo laboriose ricerche, la presenza delle immagini della sovrane tolemaiche Arsinoe II su un argento da al British Museum e Berenice I sull’anello a castone in oro da Mottola nel Museo di Taranto. Si rivedranno  il ritratto di Berenice, la suocera di Pirro, si scopriranno i rapporti stretti tra Taranto ed il mondo epirota e macedone. Sarà un tuffo nel passato su oreficerie fatte per la seduzione, la moda, il matrimonio, i culti, i riti, soprattutto per l’ultimo viaggio senza ritorno. Il Museo di Taranto diventato famoso nel mondo per la sua celebre “Sala degli Ori” ha lasciato il posto ad una tipologia espositiva indubbiamente più dettagliata ma meno attraente in cui gli Ori di Taranto sono distribuiti per contesti e per vetrine in tutte le sale o quasi. Per questo la fruizione al MarTA diventa come una lunga caccia al…tesoro, anzi all’oro. L’incontro è propedeuto alla visita guidata che Giovanna, guida museale e turistica abilitata, ha è previsto per il 4 febbraio alle ore 10,30 nello stesso Museo (con prenotazione a 3285982458).

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