Marcello Di Noi

Corriere di Taranto

Postato il 07 gennaio 2018, 11:00 am
11 mins

L’occasione è la stagione dei saldi, quelli invernali, appena partiti. Giusto il gancio per parlare di economia locale, di crisi, di prospettive e speranze per un territorio martoriato e che stenta a trovare nuove vie di sviluppo. O meglio: di quel che si potrebbe fare e che magari non si riesce a fare. Insomma, l’occasione per incontrare Leonardo Giangrande, alla guida di Confcommercio dal giugno del 2010. Dunque, un interlocutore che sta vivendo in pieno e da anni gli ‘eventi’ di una città, di un territorio alle prese con problemi complicati.
Giangrande, per chi segue con un po’ d’attenzione le vicende tarantine, è un personaggio spesso risultato scomodo nel contesto politico-amministrativo («Mai capitato in passato che per 5 volte si bloccassero i lavori del Consiglio comunale», ricorda) ma anche nei confronti di altre associazioni datoriali con cui, va detto, ha spesso polemizzato, persino a colpi di carte bollate (notissima la diatriba con Camera di Commercio). «Ma non mi sono mai piegato», ci tiene a precisare. Come dire: “se non la penso come altri e non mi adeguo, è perchè ho prospettive differenti e visione diversa” e “non lo faccio per interesse personale”. Una cosa è certa: Giangrande non le ha mai mandate a dire, le situazioni difficili le ha affrontate senza tirarsi indietro. A prescindere.
E allora, con lui si parla di futuro e quindi di prospettive tuttora aperte non solo per il commercio ma anche e soprattutto per un’economia locale che potrebbe per davvero trovare nuove risorse: «L’importante è capire cosa vogliamo fare di questo territorio, specialmente se si parte dal presupposto che non è a vocazione prettamente industriale, e secondo me non lo è mai stato». Per esempio, una delle battaglie a cui ci tiene di più in questo momento è la mobilità: «Mi chiedo: perchè ci sono amministrazioni locali del versante orientale della provincia che non ingaggiano una vera e propria ‘guerra’ per il completamento, o meglio per la costruzione della Talsano-Avetrana: ci sono circa 200milioni di euro lì, bloccati e pronti per essere utilizzati e nessuno ne parla, fa niente. Una strada di quel livello significherebbe liberare la litoranea salentina e rivitalizzarla in termini turistici: quindi, economia da sviluppare e potenzialmente di assoluto valore. Ultimamente alcuni sindaci mi hanno chiesto di guidare la battaglia: io sono solo il presidente di un’associazione datoriale, non sono politico nè amministratore pubblico, per cui posso sollevare il problema come già sto facendo ma poi devono essere le persone che possono agire ad andare avanti». Già la famosa ‘Regionale 8’ che agevolerebbe al massimo il raggiungimento di zone interne ma soprattutto marine che tuttora sono incanto per il turismo: «Quando anni fa parlavo di turismo, tutti mi dicevano che ero un folle, che qui bisognava pensare alla vocazione industriale. Oggi noto con piacere che di turismo parlano in molti, anche i miei detrattori: va bene così, vuol dire che avevo visto giusto». Sì, ma il turismo non viene qui per caso: «No, perchè la cultura del turismo va costruita e coltivata: dobbiamo tutti imparare ad accogliere i turisti, ed ecco perchè la mobilità è importante. Vedete, prendiamo la questione aeroporto: noi siamo in linea di massima per la riapertura dell’Arlotta. Ma se ciò non dovesse accadere, allora non ne faccio una questione vitale: semmai, vitale è mettere nelle condizioni il flusso turistico di raggiungere il nostro territorio. Brindisi, che è lo scalo aereo a noi più vicino, è difficoltosa nei collegamenti: treni, bus sono quasi un optional. Faccio l’esempio di Lecce: non ha aeroporto ma sicuramente è facilmente raggiungibile da Brindisi e i flussi turistici per le aree maggiormente appetibili e sviluppate con il tempo lo dimostrano». Ragionamento semplice, senza dubbio. Ma siamo pronti ad accogliere i turisti che, tutto sommato, si stanno avvicinando a Taranto? «Questa è un’altra filosofia che stiamo cercando di iniettare nei nostri associati. Il ristoratore, l’albergatore, insomma tutti coloro i quali hanno un’attività di servizio devono imparare le lingue, devono essere perciò al passo con i tempi e soprattutto non possono ‘uccidere’ il turista che spende: c’è molto da fare, ma credo che la strada sia stata intrapresa».
Mobilità sostenibile e organizzata. Giangrande in passato ha battuto spesso il tasto dei parcheggi in città: «Ma non solo. Io vorrei capire, ad esempio, cosa si vuol fare dei terminal di testata (Cimino e Croce – ndr), della mobilità urbana, di eventuali silos per i parcheggi. Tutte scelte che vanno finalmente individuate e costruite. Altrimenti, continueremo a incartarci su problemi di una città che resta in ritardo rispetto alle visioni più moderne europee e italiane. Quel che voglio dire è che raggiungere la città, il centro città, è un’impresa». Però, è anche vero che Giangrande su diversi fronti sembra cogliere spiragli soprattutto con la nuova amministrazione comunale di Taranto: «Sì, è vero: c’è interlocuzione, ovvio da verificare nel tempo. Però, i segnali sono buoni sotto alcuni aspetti. Il fatto che già si parli di PUM (Piano urbano della mobilità – ndr) è importante. Vedremo».
Le problematiche affrontate con il capo di Confcommercio sono tante. Tra queste, la grande distribuzione. E’ noto che l’organizzazione si sia opposta alle ‘pretese’ di una multinazionale come Auchan, persino ingaggiando un ‘duello’ nelle aule giudiziarie: «E’ vero, perchè oltre alle parole se possibile sono abituato anche ai fatti. Ci siamo opposti al raddoppio di Auchan, che alla fine ha potuto vincere parzialmente la sua battaglia: niente raddoppio, ma allargamento della galleria commerciale: il che significa che il gruppo ha scoperto una vena… immobiliarista. Ma io non sono contro la grande distribuzione, sia chiaro. Vedete, io guardo i mercati e da tempo sostenevo che la grande distribuzione avrebbe subìto una crisi non semplice da risolvere. E sapete il perchè? Io appartengo alla distribuzione organizzata e non abbiamo nulla da invidiare alla grande distribuzione: ai nostri clienti siamo in grado di offrire tutto, dal fresco al freschissimo e allora siamo stati premiati dai clienti. Fateci caso: negli ipermercati non si vedono più lunghe code alle casse con i carrelli pieni come in passato, e non per la qualità. C’è che adesso il cliente si reca nei supermercati di prossimità e trovano la stessa merce senza doversi spostare per chilometri. Quindi, traete voi le conclusioni. Il problema vero è un altro…». Cioè? «Bisogna capire che sguarnire la città dei negozi di prossimità significa strade buie, maggiori pericoli per i cittadini, tante microattività che chiudono e licenziano: non è così che si guarda al futuro moderno di una città. Ed ecco perchè parlo spesso e con passione di un progetto globale di città, non certo limitando il tutto a un parcheggio in più o in meno». E non solo: Giangrande guarda a Taranto come vera città capoluogo: «In passato si aspirava a venire in città per fare spese, oggi non è più così. Vogliamo allora restituire dignità a una città splendida come la nostra? Io non sono tarantino, ma amo Taranto e la ritengo straordinaria: deve tornare ad essere protagonista. Ma per farlo ci vogliono gli uomini…». E qui sorride: «Faccio solo un esempio. In Consiglio regionale ci sono 9 consiglieri tarantini, ma uno solo è di Taranto: con tutto il rispetto, non è un paradosso? Possibile che un solo consigliere rappresenti in Regione 200mila abitanti e quindi quasi la metà di tutta la popolazione della provincia? Ecco, chiediamoci perchè e forse capiremo che così non può andare avanti. No, Taranto deve tornare al centro delle attenzioni perchè può trascinare tutta la provincia. Ma, ripeto ancora, occorre avere visione e progettualità a 360°. Altrimenti, non se ne viene fuori».
Con Giangrande la chiacchierata è lunga, com’è giusto che sia. Qui vi abbiamo espresso forse i concetti più importanti. Come al solito, vi invitiamo ad ascoltare per intero l’intervista, che scoprirete anche molto appassionata e, talvolta, simpatica perchè il presidente non disdegna talvolta qualche… escursione nel linguaggio e stoccate. E’ segno di passione, non c’è dubbio. E di «rabbia, perchè le potenzialità per sterzare ci sono tutte. Ma vanno sfruttate dalle persone giuste: se non si fanno da parte personaggi che hanno a cuore solo i propri interessi, allora sarà molto difficile venirne fuori. E, purtroppo, Taranto è piena di questi personaggi…». E come dargli torto?
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Leonardo Giangrande (Avetrana, 1962), è alla guida di Confcommercio provinciale dal giugno 2010. In Associazione dal 1988, ha ricoperto vari incarichi tra i quali le presidenze della categoria ‘Distribuzione organizzata’ e della Delegazione comunale di Avetrana, ruoli che continua a detenere. E’ inoltre vice presidente della Confidi Confcommercio Puglia e Consigliere della Camera di commercio di Taranto. A livello imprenditoriale opera nel settore della distribuzione organizzata (Supercentro)

Marcello Di Noi

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Giornalista pubblicista, tarantino, 56 anni, fino al 2003 ha curato le pagine sportive del "Corriere del Giorno", seguendo principalmente il Taranto e

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