Emanuele Spataro

Corriere di Taranto

Postato il 19 dicembre 2017, 12:10 pm
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Siglata ieri, a Palazzo Chigi, la convenzione con i 120 sindaci dei comuni titolari dei 120 progetti risultati idonei nel bando nazionale per la riqualificazione delle periferie, per un ammontare complessivo di 3,9miliardi di euro di investimento

Fra i progetti interessati dall’investimento vi è la riqualificazione dell’ex area demaniale di Taranto dei “Baraccamenti Cattolica”. Costo totale del progetto: circa 17milioni di euro, con un investimento dello Stato per circa 9milioni di euro

Oggi firmiamo 93 ulteriori convenzioni con 93 città, un investimento rilevante, pari complessivamente a quasi 4miliardi, di cui 2,1 statali ed il resto che provengono da fondi regionali, privati e da altre forme di investimento”. Lo ha dichiarato ieri il primo ministro Paolo Gentiloni in occasione della cerimonia di firma della convenzione relativa al programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la scurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia.  Bando al quale partecipò anche il Comune di Taranto, con il progetto di riqualificazione dell’ex area demaniale dei “Baraccamenti Cattolica”, classificandosi in 52sima posizione nel bando pubblico espletatosi nel gennaio del 2017.

Come ricorderete, solamente i primi 24 progetti nazionali, utilmente classificatisi in graduatoria, hanno potuto usufruire dei finanziamenti dello Stato messi a disposizione dalla Legge di Stabilità 2016 (Legge 28 dicembre 2015, n. 208), per un ammontare complessivo di 500milioni di euro (leggi qui ) .

 Già nello scorso marzo 2017, in occasione della stipula, nella sala dei Galeoni a Palazzo Chigi, della convenzione fra Governo e comuni capoluogo dei 24 progetti designati, però, il presidente del Consiglio Gentiloni, annunciò che i finanziamenti sarebbero stati estesi a tutti i 120 progetti risultati idonei nel bando per la riqualificazione delle periferie. “In totale arriveremo a 3,9 mld di euro” di investimenti, dichiarò in quell’occasione il primo ministro italiano. In riferimento ai fondi necessari per finanziare i restanti progetti, il premier dichiarò che “il Cipe ha stanziato 800 milioni dei 1,6 miliardi, gli altri 800 milioni fanno parte del fondo per le infrastrutture”. Ed anticipò un’ulteriore implementazione con fondi pubblici e privati (leggi qui ).

La conferma di quanto già anticipato da Gentiloni è giunta per, per l’appunto, ieri, in occasione della firma con i sindaci delle convenzioni per la realizzazione dei progetti di riqualificazione delle periferie. Alla cerimonia erano presenti il presidente del Consiglio nazionale dell’Anci, Associazione nazionale dei Comuni d’Italia, Enzo Bianco (Sindaco di Catania), il presidente dell’Anci, Antonio Decaro (Sindaco di Bari) ed il premier Gentiloni. Erano presenti in platea i sindaci dei comuni capoluogo titolari dei progetti risultati idonei nell’ambito del bando nazionale sulla riqualificazione delle periferie.

Oggi è un giorno davvero importante per i sindaci del nostro Paese – ha dichiarato Bianco – e io sento il dovere, a nome di tutti i miei colleghi, di esprimere un sincero ringraziamento al Governo della Repubblica italiana per aver mantenuto fede a un impegno. L’impegno era quello di consentire che tutti i comuni italiani e le città metropolitane, che avevano partecipato, avendone i requisiti, al bando per la riqualificazione delle periferie, potessero realizzare i loro interventi. Tutti i sindaci italiani, di qualunque colore politico, ritengono che questa sia una partita decisiva per il futuro del nostro Paese”.  A tal proposito, Bianco ha aggiunto che “la condizione nelle periferie delle aree urbane, in questi anni, è ulteriormente e gravemente peggiorata, in relazione alla più lunga e difficile crisi economica della storia dell’Italia repubblicana”.

All’intervento di Bianco ha fatto seguito quello del presidente dell’Anci, Decaro. “Ringraziamo il Governo per questa straordinaria possibilità che ci viene offerta. Sono 1,2 miliardi di euro, non ricordo un intervento straordinario così importante per il nostro Paese. Un’opportunità che non viene data ai sindaci, bensì ai cittadini di questo Paese. Sono circa 22 milioni le persone che abitano nei 120 comuni che sono interessati da questo grande investimento – ha proseguito Decaro -. Usiamo questi fondi per fare delle cose innovative. Da parte nostra parte un nuovo modello che proponiamo al Governo, che è presente nei nostri progetti e che favorisce la socializzazione in spazi di marginalità sociale ed economica come le periferie”, ha aggiunto Decaro. Il presidente Anci ha parlato, al riguardo, di un modello di “contratto sociale”, citando Rousseau, ovvero un contratto fra cittadini e istituzioni, locali e nazionali, per “recuperare il senso di comunità”. Per tali ragioni Decaro ha chiesto al Governo un impegno per rifinanziare il bando periferie “per dare continuità alla programmazione dei sindaci per fare queste attività all’interno delle periferie”. Propone una quota del 20%, nell’ambito di questi finanziamenti, per le attività immateriali poste in essere da associazioni, cittadini e parrocchie, nelle periferie urbane.

Ha concluso la cerimonia l’intervento del primo ministro Gentiloni. “Il progetto per le periferie fu varato dal governo Renzi, che noi abbiamo sviluppato e completato. Questo è un Paese in cui gli impegni si prendono ma poi mantenerli è spesso la parte più difficile. Oggi portiamo a compimento un impegno preso in precedenza”. Quanto alle finalità del finanziamento, Gentiloni ha precisato quanto segue: “Investiamo su uno dei patrimoni fondamentali del nostro Paese, ovvero le nostre città, dalle grandi città metropolitane ai piccoli borghi”, citando la tradizione dei comuni italiani rinascimentali e delle repubbliche marinare. La città, quindi, come motore dell’economia nazionale. “Investiamo su uno dei nostri beni più preziosi – ha aggiunto – e lo facciamo certamente con un atteggiamento di cura, non solo per rammendare – Gentiloni cita Renzo Piano – ricucire, risanare, ma anche per migliorare le potenzialità, le capacità, la competitività, la forza delle nostre città. Questo vuole essere un investimento di sviluppo per queste comunità”.

Gentiloni ha infine assicurato che i 93 progetti con finanziati con la stipula della convenzione odierna saranno portati avanti “con quella ostinazione terribile, che è richiesta a sindaci e amministratori locali. Quindi oggi è un’occasione per dire che da domani si continua”, ha concluso.

Per quanto concerne il progetto di riqualificazione dell’area dei Baraccamenti Cattolica, lo stesso prevede un importo complessivo di 17.353.66,22 euro. Il progetto sarà finanziato dallo Stato per una quota superiore alla metà, con un importo pari a 9.398.820 euro (importo richiesto dal progetto). La restante parte dell’importo complessivo sarà cofinanziata da un investimento pubblico-privato di 7.954.86422 euro, pari al 45,84% dell’importo complessivo. Il progetto presentato dal Comune di Taranto prevede l’insediamento, all’interno dei “Baraccamenti Cattolica”, oltre che di un polo sociale e di un polo culturale (ripristinando la completa fruibilità del teatro che insiste all’interno del complesso edilizio) anche del Centro Salute e Ambiente, il cui insediamento a Taranto (oltre ai laboratori nella sede del Politecnico di Bari al rione Paolo VI inaugurati nel 2015) risulta essere fra i temi all’ordine del giorno del Tavolo istituzionale sull’Ilva di Taranto previsto per domani, mercoledì 20 dicembre, nella sede del Ministero dello Sviluppo Economico a Roma. Incontro istituzionale al quale parteciperanno sia il Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, che il governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano.

Emanuele Spataro

Corriere di Taranto

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