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Quest’oggi a Roma, presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, nuova riunione sulla vertenza Natuzzi. Alla presenza del dott. Andrea Annesi della Div.VI della Direzione Generale dei Rapporti di Lavoro e delle Relazioni Industriali, presente anche il Ministero dello Sviluppo Economico e la Regione Puglia rappresentati dai dott.ri Chiara Cherubini e Leo Caroli, alla riunione hanno partecipato la Natuzzi SPA rappresentata dai dott.ri Antonio Cavallera, Leonardo Lamanna Patrizia Ragazzo, con l’assistenza degli Avvocati Massimiliano Arlati e Arturo Visconti, le organizzazioni sindacalit FILLEA CGIL, FILCA CISL, FENEAL UIL, FISACAT CISL, FILCAMS CGIL rappresentati dai segretari Gianni Fiorucci, Salvatore Federico, Fabrizio Pascucci, con delega a rappresentare anche la UILTUCS UIL, Marco Demurtas e Vanessa Carcerini unitamente alle strutture regionali, territoriali ed alla RSU.

(leggi anche http://www.corriereditaranto.it/2017/11/24/natuzzi-azienda-tilt-reintegri-licenziamenti-piano-industriale-bloccato-ginosa-chiusa-produzioni-romania/)

Un vertice che finalmente porta in dote una buona notizia per i lavoratori: l’azienda infatti, si è dichiarata disponibile a ritirare la comunicazione aziendale del 23 novembre 2017, con la quale comunicava l’avvio della procedura di licenziamento collettivo (ex art. 4 e 24 Legge 223/1991 del 26 luglio 2016), in quanto impossibilitata a riassorbire, anche solo temporaneamente, all’interno del ciclo produttivo i 154 lavoratori su un totale di 173, che ha ottenuto da parte del tribunale del Lavoro di Bari prima e dalla Cassazione poi, il reintegro in servizio in azienda a causa dell’accertata illegittimità del licenziamento collettivo che l’azienda operò il 13 ottobre del 2016 nei confronti di 330 lavoratori (di questi 140 accettarono l’incentivo all’esodo, altri 40 entrarono a far parte della newco nello stabilimento di Ginosa che non è ancora partita, mentre i restanti 175 rifiutarono l’ingresso nella newco e decisero di imboccare la via dei ricorsi).

A decorrere dal 1/1/2018 infatti, l’azienda procederà a richiamare in servizio i lavoratori oggetto di sentenza di reintegra da parte del Tribunale di Bari, unitamente alle 35 unità lavorative che avevano aderito al progetto “New Confort“, impiegandoli nella lavorazione del divano all’interno dei siti operativi aziendali. Inoltre, la società si è dichiarata disponibile a ripartire dal confronto presso il MiSE al fine di rilanciare il piano industriale in essere dichiarandosi, al contempo, disponibile a presentare allo stesso Ministero un piano sulla lavorazione della gomma. L’azienda ha convenuto con le Organizzazioni Sindacali di estendere l’applicazione del Contratto di Solidarietà già in essere sia ai lavoratori che avevano impugnato il licenziamento, sia a coloro che avevano accettato il ricollocamento ed erano stati assunti da Newcomfort srl. L’azienda ha confermato che – nella definizione del Piano Industriale – si impegnerà a valutare la fattibilità della lavorazione del poliuretano come Natuzzi S.p.A. sul sito di Ginosa. Inoltre, la Natuzzi si è impegnata a presentare un Piano Industriale che possa dare continuità al percorso intrapreso con l’Accordo del marzo 2015, che a detta della società ha subito un significativo rallentamento a seguito delle sentenze della magistratura.

(leggi anche http://www.corriereditaranto.it/2017/11/13/vertenza-natuzzi-33-della-newco-ginosa-matera-attesa-della-proroga-degli-ammortizzatori-sociali/)

Una vittoria per i lavoratori e sindacati, che lo scorso 29 novembre si erano ritrovati a discutere sul da farsi nelle assemblee delle Rsu, al termine delle quali avevano ufficialmente chiesto all’azienda il ritiro della procedura di mobilità ed il rispetto degli impegni presi in passato.

Da parte sua la Regione Puglia, per quanto di propria competenza, si è invece impegnata, parallelamente alla reintegra in servizio dei lavoratoti a far data dal 1/1/2018, a sostenere specifiche iniziative formative e di riqualificazione professionale in favore degli stessi ed a convocare un tavolo di confronto tra le parti deputato a valutare eventuali strumenti di sostegno al reddito attivabili a livello regionale.

Inoltre, coerentemente all’attuazione degli impegni suesposti, al fine di assicurare la salvaguardia dei livelli occupazionali, le part si danno atto della necessità di ampliare la platea dei lavoratori interessanti dal ricorso al CDS in essere, incrementandone la percentuale di riduzione oraria dal 35% al 45%, ferma restando la sussistenza dei presupposti normativamente previsti dal D.Lgs.n.148/2015, dei decreti attuativi e delle circolari esplicative.

Antonio Cavallera, Direttore Generale Operativo di Natuzzi ha dichiarato: “L’accordo trovato oggi con i Sindacati per l’estensione del contratto di Solidarietà è l’ulteriore dimostrazione della volontà dell’azienda di voler continuare a mantenere fede alla propria missione sociale, salvaguardando il più possibile l’occupazione sul territorio. Abbiamo sempre creduto nel Paese e continuiamo a crederci. In questi anni – prosegue Cavallera –in sinergia con i Sindacati e le Istituzioni abbiamo lavorato con l’obiettivo di recuperare la competitività delle produzioni italiane, sostenendo – dal 2001 a oggi – investimenti per circa 1 miliardo di euro“.

L’importante ora è il ritorno al lavoro dei lavoratori, il loro reintegro e la copertura degli ammortizzatori sociali. Con la speranza che l’azienda mantenga finalmente gli impegni e vari un piano industriale per l’effettivo rilancio sul mercato dell’azienda. Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sulla Natuzzi http://www.corriereditaranto.it/?s=natuzzi)

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Gianmario Leone

Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano “TarantoOggi” nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de “Il Manifesto” e del sito “Siderweb”, collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come ‘Nota Bene’ e ‘LiberaMente’ ed è un’opinionista di “Radio Onda Rossa” e “Radio Onda d’urto”. Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l’agenzia di stampa “Italiamedia”. Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio ‘Buongiorno Taranto’ e al docufilm ‘The italian dust’. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, “per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città”. Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel “Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta”, indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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