CONDIVIDI
TOP AD

Quella in onore della Immacolata, dal 1943 patrona principale di Taranto assieme a San Cataldo, è una delle più sentite tradizioni tarantine. La festa si vive soprattutto nella vigilia, a partire dalle pastorali natalizie eseguite all’alba delle bande e dalla degustazioni di bollenti, per la cui preparazione le massaie ben volentieri si sottopongono alla levataccia. Poi, l’assalto alle pescherie per acquistare il baccalà, anguille e capitoni, elementi base dei piatti principi del tradizionale cenone, che si prospetta particolarmente ricco. Ragion per cui sarà preferibile non esagerare a pranzo: meglio ancora se si riuscirà a osservare il digiuno, come facevano i nostri avi, con l’eccezione di qualche morso a “u mescetàle”, tradizionale pagnotta di pasta soffice a forma ovale che si preparava in casa. Alle ore 10 gli studenti si ritroveranno in piazza Immacolata, davanti all’edicola mariana all’angolo con via Mignogna per l’“Omaggio all’Immacolata” con canti e declamazione di poesie, a cura del Comitato per la qualità della vita e l’omaggio floreale del sindaco. Il pomeriggio correrà fra gli ultimi ritocchi all’albero di Natale e al presepe, in molte abitazioni ritornato al posto d’onore, e le prime riunioni di famiglia per i giochi tradizionali. In serata, corsa agli ultimi acquisti, nella cornice delle luminarie e nell’ascolto delle ulteriori pastorali natalizie eseguite da piccoli gruppi bandistici. Sarà l’occasione per acquisti di prelibatezze gastronomiche al mercato di “Campagna Amica” in via Mignogna o per far divertire i più piccoli alla pista di pattinaggio sul ghiaccio, in piazza della Vittoria, riaperta dopo i vandalismi di sabato scorso. Al rientro, il cenone che si aprirà con antipasti a specialità di mare e una bella spaghettata al sugo di anguille (o capitone); al termine, assaggio di pettole e sanacchiutele con primo taglio di panettone, o pandoro secondo i gusti, e un “cin cin” di buon bianco frizzantino (da privilegiare la produzione “a chilometro zero”), beneaugurante per una felice maratona natalizia. Quindi, successiva ripresa dei giochi fino a notte fonda.

Venerdì 8, festa dell’Immacolata, per le vie del Borgo in mattinata ci saranno le file nelle più rinomate pasticcerie per ricche “guantiere” di dolci. Un tempo, narrava lo scomparso cultore di tarantinità Salvatore Fallone, i titolari di questi esercizi usavano bruciare la cannella, opportunamente nascosta all’ingresso del locale, che sprigionava il suo irresistibile aroma così da invogliare ulteriori acquirenti. Non mancheranno i ripetuti scambio di auguri per la festa patronale durante lo “struscio”. Peccato solo per l’apertura di negozi e ipermercati, che disturberanno (per chi ci crede) il clima di sacralità della ricorrenza.
A mezzogiorno gran pranzo “a tema libero”, sempre senza esagerare, per non pagare… il conto salato, fatto di diete ferree, dopo le festività.
In serata, appuntamento in cattedrale, alle ore 17 per il solenne Pontificale presieduto dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro e che sarà aperto dall’offerta del cero da parte del Comune su iniziativa del Comitato per la qualità della vita Alle ore 18 processione con grande fiaccolata per le vie del centro storico; l’Immacolata sarà accompagnata dai Cavalieri dell’Ordine di Malta (quale scorta d’onore), dalle confraternite cittadine e dalle massime autorità con il gonfalone municipale. Le caratteristiche melodie natalizie saranno eseguite dalle bande musicali cittadine “Lemma” e Paisiello”. Questo l’itinerario: via Duomo, piazza Castello, discesa Vasto, via Garibaldi, piazza Fontana, via De Tullio, pendio San Domenico, via Duomo e rientro in cattedrale, dove l’immagine resterà fino al triduo di febbraio. Attorno alle ore 19,30, al passaggio in via Garibaldi, davanti alla chiesa di San Giuseppe, grande spettacolo pirotecnico a mare.

Al rientro a casa, ripresa dei giochi e giro di “guantiere” di dolci rimasti dal pranzo, così, giusto… per gradire, viste le precedenti abbondanti “sessioni gastronomiche”.

CONDIVIDI

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO