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Foto: www.informatissimo.net
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“E’ necessario un governo che prenda in mano lo stabilimento, imponga tutto quello che è necessario per eliminare il danno sanitario e avvii un Piano per creare lavoro pulito e dignitoso”

«L’ennesimo atto di un gioco fra le parti che si trascina da mesi. Difficile trovare altri significati nell’incontro fra il ministro Calenda e il sindaco Melucci. Sembra di assistere a un serie televisiva in cui gli autori, per tenere alta l’attenzione del pubblico, devono inventarsi continui colpi di scena». Lo dichiara, in una nota stampa, la segreteria ionica del partito della Rifondazione Comunista in riferimento alla conferenza stampa che ha avuto luogo ieri a Palazzo di Città con la presenza del governatore Michele Emiliano e del Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci ed a seguito dell’incontro del primo cittadino di Taranto con il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda.

«Nella puntata andata in onda a Palazzo di Città – prosegue la nota stampa – Calenda ha recitato la parte del duro che offre la riconciliazione; Melucci quella dell’offeso che vende a caro prezzo la pelle; a Emiliano è toccato il ruolo del socio che rischia di rimanere fregato. In realtà il “patto del wind day” conviene a tutti: almeno per il momento viene disinnescato un conflitto che rischia di far esplodere il Partito Democratico prima delle elezioni. Ma non è detto che sia l’atto conclusivo», precisa successivamente la nota di Rifondazione Comunista.

La nota aggiunge successivamente, in riferimento all’ordine del giorno preteso da Melucci, che “manca il tema principale”. «Si può discutere di tutto, ma prima bisogna chiedersi: possiamo fidarci di chi vuole comprare Ilva?», specifica la nota.

«In passato sono stati sottoscritti numerosi accordi fra istituzioni e azienda. Buona parte di quegli impegni – si legge nella nota – non sono stati mantenuti, tanto che è dovuta intervenire la magistratura per fermare comportamenti criminali».

«L’obiettivo di Mittal è lo stesso dei Riva: fare profitto; e rendere non dannoso il siderurgico costa tanto. Il governo in pratica sta affidando la tutela della salute dei cittadini a chi per natura ha tutt’altro scopo. E’ un’assurdità che può non apparire tale – aggiunge la segreteria del PRC – solo a chi ha gestito lo stabilimento per cinque anni senza risolvere i problemi veri».

Per Rifondazione Comunista ora “è il momento di una svolta reale. I responsabili di questa situazione vanno mandati a casa. Va costruita un’alternativa basata sui bisogni dei lavoratori e dei cittadini: salute e lavoro. E’ necessario un governo che prenda in mano lo stabilimento, imponga tutto quello che è necessario per eliminare il danno sanitario e avvii – conclude la nota stampa – un Piano per creare lavoro pulito e dignitoso. Solo così Taranto avrà un futuro”.

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redazioneonline

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