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Le Associazioni Indipendenti Unite Taranto (A.I.U.TA), composte da 33 associazioni aderenti, inviano una lettera aperta aalle istituzioni locali e nazionali sui temi ambientali e sanitari in materia di Ilva, avanzando richieste e proposte

Le Asssociazioni Indipendenti Unite Taranto indirizzano una lettera aperta a tutte le istituzioni, locali e nazionali, ed ai sindacati avanzando le loro richieste in materia di Ilva, anticipazione dei tempi di attuazione dell’Autorizzazione integrata ambientale e proposte, in ambito ambientale, sanitario, sociale ed economico, per la comunità ionica. La lettera è stata inviata al presidente del Consiglio, ai ministri, al presidente della Regione Puglia, al Presidente della Provincia di Taranto, al procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Taranto, al prefetto di Taranto, ai sindaci dei comuni della provincia di Taranto.

Gli artefici della richiesta, un gruppo costituito da 33 associazioni di Tarano e provincia che si battono sui temi ambientali e sanitari e che sono stati recentemente artefici di una proposta di istituzione di un’assemblea nazionale delle associazioni dei siti inquinati d’Italia , provano così a mantenere alta la tensione sulle problematiche ambientali e sanitarie della città di Taranto. Un territorio, quello ionico, che le associazioni definiscono «soccombente rispetto alle “esigenze” dello Stato». Riproponiamo, di seguito, il testo della nota stampa delle associazioni comprensivo dell’elenco di richieste avanzate agli organi ed alle istituzioni dello Stato competenti.

«Le scriventi Associazioni della provincia di Taranto, alla luce degli ultimi accadimenti politici che vedono ancora una volta il territorio jonico soccombente rispetto alle “esigenze” dello Stato, rilevano e pongono all’attenzione delle Istituzioni in indirizzo una serie di punti ritenuti primari per la salvaguardia del territorio, della vita e della salute dei cittadini, dei diritti, garantiti dalla Costituzione italiana a tutto il territorio nazionale, tranne che a Taranto.

Le scriventi Associazioni, appellandosi alla legge e al buon senso, ritengono di manifestare un netto dissenso per l’impunità penale garantita dal Dpcm su Ilva ai futuri gestori dell’Ilva di Taranto, sia in caso di vendita che in caso di affitto degli impianti.
Pur nella convinzione che nessuna Autorizzazione Integrata Ambientale può tutelare la salute dei tarantini, diciamo No al prolungamento dei tempi per l’applicazione dell’A.I.A. stessa, anche questo previsto dal Dpcm sopra citato.
No all’ampliamento delle cave e delle discariche dell’intera provincia tarantina; No ad ulteriori concessioni e al conferimento nelle nostre discariche dei rifiuti provenienti dalle altre province pugliesi e da fuori regione; No al raddoppio dell’inceneritore di Massafra; Sì al campionamento continuo di tutte le fonti di diossina.
No a benefit e a royalties eventualmente proposti da industrie pubbliche e private e da Istituzioni di qualsiasi livello: nazionali, regionali e locali.

Per una migliore gestione del territorio e della salute dei cittadini, le scriventi Associazioni rendono nota una serie di richieste ritenute di vitale importanza.
-Richiesta di istituzione di un Osservatorio sulla mortalità a Taranto.
-Richiesta di un centro specializzato in endometriosi e malattie autoimmuni, ampliamente diffuse sul territorio, al pari delle forme tumorali, delle sindromi immuno-neuro-tossiche e altre patologie derivanti dalla disastrata situazione ambientale.
-Richiesta di un centro pubblico a Taranto per la Procreazione Medicalmente Assistita, tenuto conto dell’alto numero di donne che non riesce a portare a termine la gravidanza e di quelle che non potranno mai viverla (vedi Studio Forastiere).

-Richiesta di istituzione a Taranto di un IRCCS oncologico di diritto pubblico.
-Richiesta di monitoraggio in tempo reale degli inquinanti riversati sull’intero territorio della Provincia di Taranto.
-Richiesta di istituzione di una Bio-banca per i cittadini e i lavoratori.
-Richiesta di Individuazione delle fonti inquinanti.
-Richiesta di riattivazione al fine di un reale e continuo utilizzo dell’Aeroporto di Taranto Grottaglie per i voli passeggeri di linea.

-Richiesta di rafforzamento ed ammodernamento delle infrastrutture viarie atte a facilitare il raggiungimento del capoluogo della provincia.
-Richiesta di una reale tutela della salute di cittadini e lavoratori attraverso la chiusura delle fonti inquinanti e bonifiche del territorio con spese a carico degli inquinatori e/o altri soggetti responsabili.
-Richiesta del pagamento da parte delle industrie dei tributi comunali.
-Richiesta di incontro con il Procuratore della Repubblica a Taranto.
-Richiesta di tenere lontani gli studenti dalle fonti inquinanti in occasione delle alternanze scuola-lavoro.
-Richiesta di bonifica immediata a spese degli inquinatori e riappropriazione totale del Mar Piccolo da parte del Comune di Taranto, con diffida di utilizzo agli attuali utilizzatori privati e pubblici.
L’accoglimento di queste richieste da parte degli Organi istituzionali competenti offre uno scenario futuro certamente più positivo all’intera provincia tarantina, con ripercussioni favorevoli in tutti i campi, a partire da quello sanitario e quello lavorativo.
Pensiamo allo sviluppo del territorio attraverso fonti non impattanti quali turismo sostenibile, agricoltura, allevamento, pesca, colture marine, artigianato e prodotti gastronomici.
Pensiamo alla valorizzazione delle potenzialità dell’intera provincia attraverso idee e progetti di professionalità del territorio.
Pensiamo allo sviluppo sostenibile come garanzia di lavoro, soprattutto per quei giovani che sempre in maggior numero vediamo partire per altri lidi, impoverendo ancor di più la già precaria situazione della nostra provincia.

Le scriventi Associazioni chiedono di incontrare le Istituzioni in indirizzo per l’avvio di una serie di incontri sui sopra elencati punti, da tenersi a Taranto nel breve periodo».

Taranto, 06/12/2017

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