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Foto tratta dal sito del "Corriere del Mezzogiorno", inserto del Corriere della Sera, redazione di Bari (http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it)
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Il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, commenta quanto concordato con il Sindaco di Taranto in mattinata: “Il tavolo lo riunisco se il sindaco seguirà, come mi aspetto, quello che mi ha detto oggi (cioè che ritira il ricorso, ndr.)”

Sulla decisione di premiare la proposta di ArcelorMittal Calenda afferma: “Offriva più occupazione e riconosceva i livelli salariali”

«Io penso che il sindaco di Taranto è la persona più investita della questione, il problema ce l’ha Taranto, quindi è chiaro che io il tavolo lo riunisco se il sindaco seguirà, come mi aspetto, quello che mi ha detto oggi (cioè che ritira il ricorso, ndr.). A Emiliano dico bisogna sedersi e discutere con la massima apertura di tutte le questioni». Così il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda a Report nella diretta Facebook. «Il sindaco di Taranto mi ha proposto un ordine del giorno per il tavolo di Taranto che io ho recepito e il sindaco di Taranto mi ha detto che quando riceverà la convocazione ufficiale del tavolo ritirerà il ricorso» ha detto Calenda. «Mi auguro che Emiliano ritiri il ricorso, perché se non lo ritira c’è un problema. Io non posso discutere su un tavolo informale, o formale che sia, una cosa di cui poi si discuterà anche sui tavoli di un tribunale. E il sindaco di Taranto ne ha convenuto», ha aggiunto Calenda. Sarebbe quindi intenzione del ministro sedersi al tavolo con le istituzioni che accettano di ritirare ricorso.

«Noi abbiamo premiato Acciaitalia-Jindal nella valutazione ambientale, ma la cordata che ha vinto offriva più occupazione e riconosceva i livelli salariali». Prosegue il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda ricostruendo nella diretta Report su Facebook le ragioni della scelta di ArcelorMittal come acquirente di Ilva. Ricostruendo la vicenda Calenda ha spiegato che il punteggio basso riservato nella procedura di gara al Piano ambientale (solo il 15% a fronte di un 50% attribuito al prezzo) era così basso perché i due Piani ambientali per essere ammessi alla gara erano stati vagliati da una commissione e «la trattativa sull’ambiente partiva quindi da uno standard che era lo standard dell’Aia rafforzato, il 15% era un in più rispetto a quello standard» ha aggiunto. Quanto al prezzo la cordata Acciaitalia aveva offerto 1,2 miliardi mentre ArcelorMittal ne aveva offerti 1,8. In un secondo momento, ma a gara chiusa, Jindal e Del Vecchio hanno rilanciato sul prezzo ma il rilancio non è stato accettato dal Governo. A questo secondo rilancio non hanno partecipato gli altri due componenti della cordata Cdp e Arvedi.«Non sa quante volte me lo sono chiesto anch’io». Così il ministro Carlo Calenda replicando alla giornalista di Report che si chiedeva come fosse possibile che nella gara per l’acquisizione dell’Ilva sia risultata perdente la cordata nella quale c’era Cassa Depositi Prestiti. «Abbiamo montato una cordata con Cdp proprio perché Cdp è una struttura finanziaria dello Stato dopo di che c’è stata una gara, e lo Stato rispetta l’esito della gara» ha spiegato Calenda.

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