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A due sole giornate dalla fine del girone di andata, appare chiaro che questo Taranto non è attualmente in condizione di lottare per la vittoria del campionato. Il pareggio di Manfredonia vale, emotivamente, come una sconfitta, e anche piuttosto pesante. Per come la partita si era messa in discesa; per come la si era recuperata, in dieci, dopo il primo pareggio; per la quantità di errori accumulata sul campo. Poco da dire. Lo avevamo scritto nella giornata di ieri: vincere, o nulla, per tentare la rimonta alla vetta. Non si è vinto, se ne possono trarre alcune opportune deduzioni.

Fatta questa indispensabile premessa, ci si può concentrare ad analizzare più nello specifico quanto è accaduto sul terreno di gioco del ‘Miramare’ di Manfredonia. L’incredibile svarione difensivo dei padroni di casa che aveva regalato la palla del vantaggio ad Aleksic sembrava segno di una partita a senso unico, come del resto la classifica avrebbe lasciato legittimamente supporre. E invece, il Taranto ha mostrato sin da subito di non avere la mentalità adatta a chiudere la sfida, sprecando un’ottima occasione da rete al ventiduesimo, con Corso che ha sparato addosso al portiere un ottimo suggerimento di Pera. Andando al riposo con solo un goal di svantaggio, il Manfredonia ha potuto riordinare le idee (decisamente confuse nella prima frazione) ed è sceso in campo con l’idea di farsi valere, trovando dinanzi a sé un avversario non sufficientemente solido per poter reagire. Emblematica, a questo proposito, la reazione scomposta di Palumbo al goal, su rigore, della formazione di casa. Un pugno senza spiegazioni né giustificazioni che lascia in dieci i rossoblu (e a proposito, perdonate la valutazione estetica, ma davvero la terza maglia ha poco a che vedere con il Taranto). Una partita compromessa, raddrizzata temporaneamente da una pregevole parabola disegnata da Crucitti su punizione. Quello stesso Crucitti che appena qualche minuto prima aveva fallito una clamorosa occasione da rete, scegliendo “altruisticamente” di servire Pera invece di battere a rete. Un possibile (probabile?) goal che, col senno di poi, avrebbe regalato la vittoria agli ionici anche al netto della seconda rete segnata dai sipontini quando il cronometro era ormai oltre il novantesimo. Proprio quest’ultima rete ha evidenziato importanti lacune in fase difensiva che andranno colmate in fretta, alle quali Pellegrino ha sopperito come ha potuto, esibendosi in un paio di interventi davvero pregevoli.

Frattanto, nel girone H…

Il clamoroso sorpasso in vetta operato dalla Cavese ai danni del Potenza, fermato in casa sullo 0-0 dal Nardò, ridisegna la geografia del girone. A due giornate dal termine del girone di andata il Taranto è a -11 dalla vetta e il distacco potrebbe aumentare se la formazione allenata da Michele Cazzarò non effettuerà un importante reset mentale in vista della sfida con il Potenza, che si presenterà allo ‘Iacovone’ con tutta la voglia di riprendersi la vetta in tempo utile per laurearsi campione d’inverno.

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