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Taranto, la città conosciuta principalmente per l’Ilva, il polo siderurgico più grande d’Europa, ha deciso finalmente di puntare sul turismo. Il Comune ha reso disponibile il molo San Cataldo del porto come attracco per le crociere inglesi della compagnia Thomson Cruise e con la seconda edizione della ‘Spartan Race’ la città ha attirato l’attenzione di altrettanti turisti stranieri e anche italiani.
Per noi studenti le occasioni sono state fruttuose per mettere in pratica quanto imparato a scuola: il Comune infatti ha chiesto la disponibilità di scuole che avessero un indirizzo linguistico, ovvero ‘Aristosseno’ e ‘Ferraris’, per l’accoglienza dei turisti delle crociere, facendole entrare a diretto contatto essi. Gli alunni competenti in lingua infatti sono stati assegnati agli Info point sparsi per Taranto, all’interno dei pullman che portavano i turisti dalla crociera al Castello Aragonese e alle fermate stesse, per distribuire volantini sulla pianta della città e per dare informazioni o consigli sui luoghi da visitare.
Invece, per quanto riguarda l’evento della ‘Spartan Race’ tenutosi a Parco Cimino, alcune classi (compresa la nostra) ne sono state coinvolte tramite l’alternanza scuola-lavoro, che ci ha permesso di raccogliere informazioni sulla gara nel centro di Taranto, mentre altre classi sono state coinvolte facendo da accoglienza al Parco.
Queste iniziative hanno portato la città ad una notevole ascesa tra le località turistiche più visitate nella regione Puglia, ovvero al 18° posto con i suoi 208.470 turisti, di cui 16,5% stranieri, superando perfino Alberobello (206.135, 48,7% di stranieri) e Polignano a Mare (194.826, 38,7% di stranieri).
Questi risultati hanno sicuramente stupito la maggior parte dei cittadini in positivo in quanto non si è abituati a sentir parlare di Taranto come meta turistica. I dati ottenuti devono farci prendere coscienza del fatto che la città in questo campo ha molte potenzialità: con queste poche e minime iniziative si è arrivati a tale risultato. Eppure è da considerare il fatto che la città non abbia esposto nemmeno un volantino, un cartellone pubblicitario o una locandina riguardo le due iniziative e questo denota una certa superficialità nell’organizzazione comunale. Non vi sono stati eventi, forme di intrattenimento o altre iniziative che potevano spingere i turisti a trascorrere del tempo in più in città, diffondere la notizia sulle sue bellezze in modo da (perché no) ritornarci l’anno seguente con famigliari o amici. Questo significherebbe sempre più gente a Taranto.
E se invece ci fosse un maggiore impegno collettivo nel far risaltare ancora di più la nostra città? Quali risultati si otterrebbero? Sicuramente non avremmo nulla da invidiare a città come Rimini e Riccione, che riescono a valorizzare con una solida organizzazione ogni minimo aspetto del loro territorio. Dovremmo prendere esempio da queste città non per farne una copia, ma per renderla migliore per sé stessa e per i suoi cittadini.

Martina De Bartolomeo
Maria Pia De Felice
Francesca Martinucci
Martina Russo

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redazioneonline

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