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Si è concluso con la presentazione del Piano ambientale autorizzato ad
Arcelor-Mittal, dopo quello industriale affrontato lo scorso 9 novembre, la prima
tornata di confronto al tavolo del ministero dello sviluppo economico sulla cessione
del gruppo Ilva al colosso dell’acciaio.

La multinazionale ha spiegato nel dettaglio gli interventi e gli investimenti che
intende realizzare per rispondere alle prescrizioni AIA entro il 2023; dalla
riduzione delle emissioni allo smaltimento dell’amianto, dalla copertura dei parchi
minerari al trattamento delle acque dello stabilimento tarantino.

Positiva la disponibilità a avviare un confronto con tutte le istituzioni locali,
regione e comuni. “Tuttavia – commenta l’USB -, le costanti e ripetute rassicurazioni sull’affidabilità della multinazionale in materia di rispetto delle normative nazionali e comunitarie a partire dall’utilizzo delle migliori tecnologie per abbattere l’impatto ambientale e sanitario delle produzioni, non consegnano alcuna certezza sia sulla effettiva realizzazione delle stesse, sia sulla reale ricaduta positiva una volta realizzate”.
“Proprio per questo motivo abbiamo nuovamente denunciato quanto avviene a Zenica, nella Bosnia centrale, dove lo stabilimento siderurgico rilevato da Arcelor Mittal nel 2004 è colpevole, a tutt’oggi, del mancato rispetto degli impegni assunti con autorità locali e con il governo sulla riduzione delle emissioni – dichiara Franco
Rizzo coordinatore provinciale USB Taranto -. In risposta a questa nostra ripetuta
denuncia l’azienda ha dichiarato, contro ogni evidenza, il loro assoluto rispetto degli impegni. Dichiarando inoltre che l’implementazione del piano ambientale, sino al rispetto delle prescrizioni AIA, non garantisce la scomparsa dei rischi sulla salute umana e sull’ambiente. In sostanza occorre mettere in campo strumenti per la valutazione del danno sanitario”.

“Come USB – dichiara Sergio Bellavita, USB nazionale – abbiamo innanzitutto dichiarato la centralità del piano ambientale in questa discussione. In questa direzione occorre andare oltre le prescrizioni AIA anche con l’utilizzo di tecnologie di processo e produttive diverse e innovative”.

USB ha anche sollevato il tema del doveroso risarcimento, politico e sociale, nei confronti dei cittadini del tarantino e dei lavoratori Ilva, davanti al fiume di veleni che continua a uccidere ed inquinare. “Crediamo le prescrizioni AIA possono e devono essere anticipate nella tempistica di realizzazione”, spiegano da USB.
L’azienda, durante l’incontro, si è impegnata a fornire per iscritto il piano
ambientale con la relativa tempistica dei lavori. Al termine il viceministro Bellanova ha proposto un incontro con i commissari per la parte relativa alle bonifiche per il prossimo 27 novembre. Mentre il 28 si terrà un nuovo incontro con l’azienda di ulteriore approfondimento su questione ambientale ed industriale.

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