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Circa 50 milioni di euro in più di incassi tra il 2013 e il 2016 (+38,4%) con un trend ancora in crescita nel 2017 (+13,5%), mentre i visitatori passano dai 38,4 mln del 2013 ai 45,5 del 2016 (+18,5%) puntando a raggiungere i 50 mln nel 2017. Sono i numeri dei musei statali italiani che a Roma, oggi, sono stati sviscerati nell’incontro del ministro della Cultura Dario Franceschini con i direttori dei musei autonomi nati dalla riforma. “La riorganizzazione sta dando i suoi frutti“, ha commentato il ministro sottolineando una “radicale inversione di tendenza”.

La Riforma del 2014 che ha riguardato i Musei statali in Italia è stata prevista dal nuovo regolamento di organizzazione del MiBACT. Definita una vera e propria rivoluzione, essa ha concretizzato sia quel che il dibattito scientifico, sin dagli anni ’30 del Novecento, delineava come obiettivo di sviluppo per i musei italiani, sia quanto previsto da numerose proposte di legge che ambivano alla creazione di istituti museali dotati di autonomia.
Quattro sono i principali obiettivi della riforma: Recupero della missione di educazione e ricerca di competenza del MiBACT; Creazione di un sistema museale nazionale; Autonomia degli Istituti museali; Progettazione culturale pubblica, con nuove regole per l’affidamento dei servizi aggiuntivi.

I DATI DEL MIBACT

È anche grazie a questa riforma che, dal 2013 ad oggi, i visitatori nei musei statali sono aumentati del 18,5% (+7 milioni), arrivando al record di 45,5 milioni di ingressi nel 2016 e confermando un positivo trend di crescita anche nel 2017.
Garantire la fruizione e la valorizzazione del patrimonio culturale sono stati i presupposti che hanno determinato un mutamento storico: il riconoscimento, nel 2015, del ruolo della cultura come servizio pubblico essenziale. Dopo l’anno record del 2016, con 45,5 milioni di visitatori e circa 175 milioni di euro di incassi, il 2017 conferma un trend di crescita dei musei statali italiani significativo: tra gennaio e settembre i visitatori sono cresciuti del +9,4%, mentre gli introiti sono aumentati del +13,5%.

La direttrice del museo di Taranto, Eva Degl’Innocenti

Queste le regioni più virtuose in termini di visitatori e incassi: Liguria (rispettivamente +22,7% e +8,4%), Puglia (+18,3% e +13,5%), Veneto (+20% e +73,7%), Friuli Venezia Giulia (+13,7% e +19,2%), Toscana (+10,5% e +14,9%) e Campania (+10,8% e +13,9%).
Capitolo a parte i 30 musei autonomi: registrano un incremento del numero di visitatori di +11% e un aumento degli incassi di +14,5%.
Questa tendenza fa prefigurare il possibile raggiungimento di un altro record per il 2017: 50 milioni di visitatori. Tutto questo è il merito di una strategia di valorizzazione del sistema museale nazionale, delle domeniche gratuite e anche dell’incremento dello sviluppo turistico che l’Italia ha registrato negli ultimi anni.
Il gradimento nei confronti del sistema museale nazionale è ancora più marcato se si considerano i nuovi istituti autonomi. Il focus sui primi venti musei e Parchi Archeologici del Colosseo e di Pompei evidenzia una crescita ancora più forte nel confronto tra i primi 9 mesi del 2017 e l’analogo periodo del 2016: i visitatori aumentano dell’11% e gli introiti del 14,5%.
Nel dettaglio, per quanto riguarda il Museo Archeologico di Taranto, MarTa, si è passati dai 27.167 visitatori del 2013 agli 82.319 del 2016, con un incremento del 203%.

Il MarTa

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