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E’ la prima volta che accade nella storia del gruppo Ilva: domani sciopereranno per due ore, dalle 8.30 alle 10.30, i ‘colletti bianchi’ della sede di Milano dell’Ilva, quartier generale e sede legale del gruppo siderurgico. A deciderlo l’assemblea dei lavoratori «vista la situazione aziendale e la procedura avviata» lo scorso venerdì con la comunicazione di Am InvestCo ai sindacati. Presso la sede di Viale Certosa è previsto un concentramento di tutti i lavoratori. Secondo quanto riferiscono i sindacati è la prima volta nella storia del gruppo che scioperano i colletti bianchi di Milano.

E dopo la giornata di mobilitazione del 9 ottobre e il rinvio da parte del ministro Carlo Calenda dell’incontro con ArcelorMittal sull’acquisizione del Gruppo Ilva, Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm hanno indetto un nuovo sciopero. Il 19 ottobre infatti è in programma una manifestazione con assemblea pubblica nella fabbrica di strada Bosco Marengo a Novi Ligure dove i lavoratori si asterranno dal lavoro per 8 ore nei 3 turni. «Pur apprezzando parzialmente la posizione del Governo – spiegano i sindacati – riteniamo del tutto inaccettabili e ingiustificati i 4mila esuberi, cui si devono aggiungere quelli delle attività dell’indotto. Per questo attiveremo da subito incontri a livello locale per continuare la mobilitazione in tutti gli stabilimenti del Gruppo».

La vicenda Ilva continua a tenere banco tra i ministri del governo Gentiloni. Ambiente e lavoro sono i temi caldi della vertenza, ed allora non è un caso che a prendere la parola oggi siano stati proprio i ministri dell’Ambiente e del Lavoro. “Per quanto riguarda la parte ambientale noi abbiamo già approvato un Dpcm che prevede l’autorizzazione integrata ambientale che pone limiti molto seri alla nuova proprietà con investimenti richiesti molto forti, pari a 1 miliardo a cui si somma 1,3 miliardi già a disposizione dei commissari“, ha detto a margine di una tavola rotonda nell’ambito dell’assemblea dell’Anci il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti relativamente all’Ilva di Taranto. “È previsto inoltre – ha aggiunto – un giusto limite alla produzione: fino a quando non saranno realizzati tutti gli investimenti, la produzione non potrà superare i 6 milioni di tonnellate all’anno, che significa la stessa produzione di adesso, che garantisce una qualità dell’aria a Taranto assolutamente sotto controllo per quanto riguarda gli inquinanti dell’Ilva“.

Sull’Ilva di Taranto la penso come il ministro Calenda, che è poi anche la posizione del Governo: noi pensiamo che bisogna andare avanti con il confronto ma l’azienda deve dare una risposta a fronte di impegni che erano stati assunti in partenza come quadro generale” ha detto invece il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti a margine della stessa assemblea dell’Anci. Sui livelli occupazionali e salariali dei lavoratori il ministro ha poi aggiunto “che il ministro Calenda ha chiesto di rifissare i punti di partenza mettendo in atto il confronto, che prevede che di fronte all’accordo di cessione c’è anche un accordo di confronto con le organizzazioni sindacali nel merito dell’organizzazione del lavoro, dei salari e di tutto il resto“.

(leggi qui tutte le news sull’Ilva http://www.corriereditaranto.it/?s=ilva)

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