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Il blitz dei vigili urbani dell’altro giorno al mercatino delle pulci, o presunto tale, alla Salinella ha riacceso l’attenzione dei tarantini sulla consueta attività domenicale che all’inizio avrebbe dovuto essere occasione d’incontro tra quanti erano interessati alla vendita o dell’acquisto dell’oggetto vintage, e che nel tempo invece si è trasformato in qualcosa di molto diverso e non sempre gradevole, come tanti possono constatare.
Gli inizi risalgono a più di una ventina d’anni addietro, quando un gruppetto di appassionati di questa oggettistica, recuperata in soffitta o nelle case in corso di smantellamento, si dava appuntamento all’angolo tra via Minniti e via Dante (nei pressi dell’entrata secondaria dell’ospedale “Santissima Annunziata”), dove si allestivano piccole ma deliziose bancarelle per l’esposizione. Tale novità richiamò nel tempo tanti appassionati e altrettanti rivenditori, che l’appuntamento dovette aver luogo nella vicina piazza Marconi. E lì sarebbe dovuto rimanere, assicurando la valorizzazione del sito quale apprezzato punto di aggregazione di questo genere di hobby. Motivi di vario genere suggerirono però il trasferimento in piazza Bettolo. Mai scelta si rivelò più errata, per l’esiguità degli spazi disponibili e per le ripercussioni sul traffico di via Pitagora, a causa delle auto degli acquirenti frequentemente parcheggiate in doppia fila. Insomma, un disastro! Fu perciò necessario lo spostamento in altre aree, individuate in quelle attigue allo stadio ‘Iacovone’, su una collinetta. Agli appassionati dell’usato si aggiunsero nel tempo i venditori del taroccato di ogni genere, quelli di frutta e verdura del pane paesano, ì “cozzaruli”, (immaginiamo il tutto sotto il profilo dell’igiene), dell’arredo e dell’abbigliamento nuovi. L’affollamento fu tale da dover reperire altri spazi nell’area affianco. La nomea di questo mercatino, ormai ex delle pulci, cominciò a degradarsi, tanto che s’iniziò a vociferare perfino dello smercio di refurtiva, seppure in casi molto limitati, come si constatò in alcuni casi di cronaca. Poi, per le proteste dei vicini residenti, stanchi del caos e della troppa immondizia lasciata nel pomeriggio quegli spazi, il Comune dovette provvedere al trasferimento vicino al campo scuola. E il caos fu totale, con ogni genere di abusivismo, mai arginato nonostante i blitz, degenerato nella vendita di quanto recuperato dai cassonetti, perfino di confezioni di alimenti scaduti. Aumentarono anche i litigi tra i regolari titolari dell’aree di vendita e gli abusivi che se ne impossessavano con la prepotenza. Insomma, una situazione insostenibile. Ora i nostri amministratori dovranno decidere cosa fare di questa attività, nata bene per il numero circoscritto di frequentanti e per il ben delimitato settore merceologico, e cresciuto in modo abnorme, divenendo spesso un vero trionfo dell’illegalità.

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1 COMMENTO

  1. Gli acquirenti continuano a parcheggiare in maniera illegale anche vicino al camposcuola e nonostante ampi spazi disponibili. Sulle strisce, sui marciapiedi, in curva sul cavalcavia. Attraversare quell’incrocio con qualsiasi mezzo la domenica mattina è pericoloso. Qualche volta si vedono anche i vigili ma non elevano mai una multa anzi, parcheggiano con le stesse modalità.

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