CONDIVIDI
Foto tratta dal sito di informazione: www.sassilive.it
TOP AD

Il Sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, sposa il progetto di Zes Matera-Taranto legato al porto della città Bimare, considerandolo un modello innovativo da esportare

Il Sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, entra a gamba tesa sul dibattito tutto interno agli amministratori della città di Taranto sulla costituzione di una zona economica speciale. Mentre continua a tenere banco lo scontro dialettico sulla Zes tra gli amministratori e gli addetti ai lavori che dovranno decidere nei tavoli della Regione e della città Bimare, dividendosi fra due opposte fazioni o, forse, sarebbe più opportuno definirle “correnti”, viste le divergenze politiche in seno al principale partito di maggioranza a Taranto, il Sindaco di Matera dice la sua sposando l’opportunità offerta dalla costituzione di una Zes fra Matera e Taranto, soprattutto in vista dell’appuntamento del 2019 con Matera capitale europea della cultura. Importante summit, in mattinata, nella città dei Sassi fra il Comitato Promotore Zes Lucana 2017, alla presenza del coordinatore Pierluigi Diso,  il professore Juan Torrents, presidente mondiale della Femoza (Fédération Mondiale des Zones Franches, Federazione mondiale delle zone franche ed economiche speciali) con sede a Ginevra e il Sindaco di MAtera, De Ruggieri. A margine dell’incontro quest’ultimo ha dichiarato quanto segue: “Abbiamo fatto un summit per realizzare a Matera una Zes che risponda alle vocazioni del territorio. Pertanto non possiamo pensare ad una Zes di tipo logistico ma una Zes di nuova generazione che possa diventare un laboratorio sperimentale territoriale in grado di sprigionare opportunità di lavoro e diventare un modello di sviluppo per nuova occupazione” (fonte: Sassilive.it).

Vincenzo Viti ha esplicitato la necessità di designare Matera, anzichè Ferrandina (proposta in principio dalla Regione Basilicata), proprio per avere come riferimento l’importante appuntamento del 2019, alloruqnado la città dei Sassi avrà maggiore visibilità mediatica nonché notevoli afflussi di turisti e di capitali.

Al summit erano inoltre presenti la deputata Maria Antezza, il consigliere dello Svimez (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno) Vincenzo Viti, il segretario della Femoza, Maurizio D’Amico. Sia il Sindaco di Matera che il presidente mondiale della Femoza, Juan Torrents, hanno convenuto, nel corso dell’incontro, nel sostenere che Mateera, ed il Mezzogiorno in generale, abbiano più necessità di creare occupazione. Per tali ragioni l’istituzione della Zes non dovrà essere, a loro giudizio, di tipo logistico (poichè comporterebbe limitate ricadute occupazionali), bensì “creare un’area economica di tipo tecnico, un incubatore di impresa con un centro di formazione“.

Quanto detto viene confermato anche dalla nota dell’agenzia ANSA che riportiamo di seguito. «Per Matera, con un progetto legato al porto di Taranto, non una zona economica speciale definita e limitata alla logistica ma un modello innovativo, da esportare, legato alla eco-sostenibilità, alla tecnologia degli incubatori di impresa, alla formazione, ai contenuti di Capitale europea della cultura 2019 e alle risorse del territorio come l’agroalimentare. E’ quanto è emerso al termine di un incontro che il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri, ha avuto, insieme al coordinatore del Comitato promotore “Zes Lucana 2017” Pierluigi Diso, con Juan Torrents, presidente della Federazione mondiale delle zone franche ed economiche speciali (Femoza) e con il segretario generale della stessa Femoza, Maurizio D’Amico».

Tornando alle beghe interne della città Bimare, va delineandosi un quadro politico, in seno al Pd ionico, sempre più incerto. Tale situazione proseguirà finché non si sarà esaurita la stagione congressuale provinciale del Partito Democratico, che sarà avviata a breve. Appare ormai evidente che la frattura in seno alla maggioranza del Pd in Consiglio comunale in occasione dell’approvazione del riequilibrio di bilancio per l’esercizio 2017 non fosse solo ascrivibile a malumori o insoddisfazioni per le nomine assessorili in Giunta (come da noi specificato anzitempo) bensì a più complesse questioni che attengono alle mire espansionistiche di alcuni personaggi politici della classe politica, regionale e nazionale, che da tempo serbano aspirazioni di controllo su di una città, Taranto, su cui gravano innumerevoli interessi, economici e geopolitici, di “interesse strategico nazionale“.

Potenzialità, insite nel porto e nella sua centralità nel Mediterraneo, oltre che vicinanza alla città dei Sassi, che non sono certamente sfuggite agli amministratori di Matera che troverebbero nel porto di Taranto la naturale via di comunicazione che approcciarsi al Mediterraneo ed all’Europa intera. Dall’altro canto, Matera offrirebbe a Taranto una visibilità, una notorietà, un afflusso turistico e di risorse economiche, certamente non indifferente.  Quanto precisato non riguarderebbe solamente la città di Taranto ma anche il sistema portuale di Bari e Brindisi, a loro volta in corsa per l’istituzione di una zona economica speciale. È ormai noto da tempo lo sforzo profuso dal Comune di Bari e dai suoi enti al finee di stipulare accordi di partenariato con le istituzioni materane in vista dell’appuntamento del 2019. Appuntamento al quale gli amministratori del capoluogo regionale non vorranno giungere impreparati, provvedendo così a dirottare parte di quei flussi turistici e di capitali verso l’Adriatico. In quest’ottica va inquadrata la proposta della Regione Puglia di istituire due Zes, una adriatica ed una ionica. Quanto a quella ionica, continuano a susseguirsi dibattiti, incontri e proposte a Taranto senza che tutto ciò si concretizzi in un’accelerazione nell’iter attuativo della costruenda Legge per Taranto. Quest’ultima dovrebbe infatti normare gli sgravi fiscali (per quanto riguarda le tasse regionali) e le agevolazioni alle imprese che vorranno investire nell’area adibita a zona economica speciale.

La stessa Giunta regionale ha delegato tale incombenza al gruppo di lavoro nominato dal consigliere regionale Gianni Liviano. Così facendo, la legge speciale per Taranto resta da tempo arenata, dopo una precedente lunga fase di stesura, in IV Commissione consiliare e non è da escludere che Taranto giunga all’appuntamento con la storia in ritardo, con un impianto normativo adottato allorquando gran parte dei finanziamenti sarebbero già dirottati altrove. Buona parte dei giochi ruota, infatti, attorno ai flusssi commerciali e turistici, nonché di imprese interessate ad investire nel territorio, che si prevede arriveranno nel capoluogo materano in occasione dell’anno in cui sarà capitale europea della cultura.

Fermo restando la costituzione di due distinte Zes regionali, a Taranto e Bari, una zona economica speciale a Taranto non completamente efficiente, poiché non posta anzitempo nelle condizioni adeguate, non potrebbe che giovare alla Zes adriatica. Qualora così fosse la zona economica speciale dei porti di Bari e Brindisi diventerebbe l’approdo commerciale e turistico inevitabile per i turisti ed i capitali provenienti dalla città materana. Il porto di Taranto, invece, sarebbe relegato ad approdo per merci dell’industria pesante siderurgica, della raffinazione del petrolio e del loro indotto. È notizia di ieri l’inaugurazione della strada dei moli, che ha dato seguito alla recente inaugurazione del Molo Polisettoriale. Per l’occasione era presente ieri a Taranto il ministro Graziano Delrio, che non ha nascosto il suo gradimento per una eventuale Zes interregionale Matera-Taranto. Questa diverrebbe, a suo giudizio, il naturale approdo dei flussi commerciali e turistici della città lucana. Quanto all’ipotesi di Zes interregionale Taranto-Matera, l’esponente del governo ha infatti detto che “sembra un’ottima idea e pensiamo che Matera possa arrivare a fare decine di migliaia di visitatori in più nei prossimi anni. Quindi, stiamo lavorando per la logistica“ (per approfondimenti, leggi qui).

Tutto quanto premesso non sembrerebbe però interessare la classe politica locale, intenta a dividersi senza trovare punti di sintesi che facciano gli interessi della comunità anziché di “correnti” di partito. È il caso del Partito democratico ionico, dalla cui divisione fra le due principali correnti, quella “renziana” e quella del Fronte Democratico, hanno origine le divergenze sulla costituzione della Zes a Taranto.

Da una parte, vi sono i promotori di una Zes autonoma nell’alveo delle due Zes regionali pugliesi (che dovrebbero così dividersi i circa 200milioni di finanziamento. Fra i fautori di questa proposta vi sono il Sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, e l’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, entrambi esponenti del “Fronte Democratico“, la corrente del Pd facente capo al presidente Michele Emiliano. Appoggia invece la costituzione di una Zes interregionale la parte “renziana” del Pd, rappresentata, in prima istanza, dall’onorevole Ludovico Vico che fa leva sul gradimento del Sindaco di Matera, De Ruggieri. La costituzione di una Zes interregionale consentirebbe di mettere a sistema due realtà fra loro complementari, Matera e Taranto; con la prima che offrirebbe visibilità, flussi turistici, clamore mediatico, la seconda che metterebbe a disposizione infrastrutture, imprese ed il naturale approdo sul Mediterraneo della città lucana in termini turistici, commerciali ed industriali. Un connubio che potrebbe diventare volàno di sviluppo per il Mezzogiorno d’Italia, più volte avallato dagli esponenti del governo nazionale, in ultimo, in ordine cronologico, dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio.

(Foto tratta dal sito di informazione: www.sassilive.it).

 

CONDIVIDI
Emanuele Spataro
"Nothing is real and nothing to get hung"...

1 COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO