CONDIVIDI
TOP AD

Si sono tenute oggi le audizione in IV Commissione sulla costruenda Legge regionale per Taranto. Il consigliere regionale Perrini evidenzia l’assenza delle istituzioni locali, Comune e Provincia di Taranto

Audizioni in IV Commissione del Consiglio regionale sulla costruenda Legge regionale per Taranto finalizzata all’ascolto dei partner e degli stakeholder della proposta di legge. Il consigliere regionale del gruppo “Direzione Italia“, Renato Perrini, sottolinea, in una sua nota stampa, l’assenza delle istituzioni locali interessate: Comune e Provincia di Taranto.

«Governo regionale, comune e provincia di Taranto oggi assenti in IV Commissione chiamata ad ascoltare il partenariato in merito alla legge per Taranto – scrive il consigliere regionale Perrini -. Arriva il momento di “fare” e la politica intesa come enti pubblici e amministrazioni latita. Forse perché non voleva ascoltare le associazioni di categoria e i sindacati che praticamente in coro hanno parlato di una legge che non affronta i grandi temi, ambiente, lavoro, discariche, precisi indirizzi socio-sanitari. Forse qualcuno ha preferito non ascoltare – prosegue Perrini – chi ha smontato il progetto dell’ospedale San Cataldo, un investimento lungo e inutile che non risolverà le migliaia di emergenze che nel quotidiano vivono i cittadini di Taranto e provincia. Forse qualcuno non ha voluto ascoltare il grido di allarme lanciato dal sistema delle imprese lasciate con l’acqua alla gola dopo la gestione commissariale dell’Ilva».

In aduzione era presente il consigliere regionale Perrini, il quale aggiunge, nella sua nota stampa, di aver sentito “quanto richiesto da chi é intervenuto in audizione: chiedono un provvedimento più concreto, su modalità, procedure, risorse e soluzioni. Quindi siamo all’anno zero? Forse no – precisa – ma vanno fatte delle correzioni in corsa e soprattutto bisogna riempire la legge di contenuti e di un reale sostegno alla comunità. È il tempo del fare e non il tempo del rimandare, ancora e ancora».

Perrini aggiungge successivamene di aver chiesto a fine a gosto al presidente della IV Commissione, Pentassuglia, “di sederci attorno ad un tavolo per capire la sostenibilità reale dei finanziamenti e le ricadute sul territorio. Altrimenti continueremo a leggere solo il libro dei sogni – spiega Perrini – . Io francamente mi sono stancato di parlare e non arrivare mai al dunque».

La costruenda legge regionale per Taranto, lo ricordiamo, è in itinere da oltre un anno dalla delega affidata dalla Giunta regionale, lo scorso agosto del 2016, al consigliere Gianni Liviano per redigere la suddetta legge.

Un percorso legislativo lungo, iniziato, come specificammo in occasione della presentazione al rione Tamburi della costruenda legge speciale, lo scorso 28 novembre 2016, con la delibera di Giunta regionale n. 1270 del 4 agosto 2016. 

In quell’occasione ci soffermammo sull’iter legislativo della legge, avviato, come detto, con la delibera n. 1770/2016 per mezzo della quale l’esecutivo regionale intendeva “promuovere e sostenere una azione di elaborazione e condivisione – si legge nel testo della delibera – di un percorso di confronto tra tutte le componenti della società tarantina che, basato sul concetto della partecipazione attiva dei cittadini al processo normativo, consenta di elaborare una proposta di legge regionale”.

Essa delegava, per quanto concerne la stesura della stessa proposta, “un gruppo di lavoro avente come obiettivo quello di programmare e gestire la fase di condivisione con la comunità al fine raccogliere le istanze necessarie per la redazione di un testo di legge regionale. La delibera specificava successivamente quali attori sociali avrebbero collaborato alla stesura della proposta di legge, ovvero “dai direttori di Dipartimento regionali, delle Autorità di Gestione dei fondi FESR, FSE e FEASR, dai direttori delle Agenzie Strategiche regionali, dai partecipanti di designazione regionale al Tavolo tecnico del CIS, dai consiglieri regionali eletti in provincia di Taranto e sarà presieduto dal presidente della Giunta Regionale”. La stessa delibera dava mandato al presidente della Giunta regionale di nominare Gianni Liviano quale coordinatore del Gruppo di lavoro.

Ad oltre un anno, però, la costruenda legge speciale per Taranto resta ancora arenata in IV Commissione.  «Oggi Pentassuglia ha accolto la mia richiesta che seguirà parallelamente la legge per Taranto. Il mio auspicio – conclude Perrini – è che nessuno più sfugga al confronto». A tal proposito, va specificato che nella legge speciale per Taranto saranno introdotte le misure in materia di desfiscalizzazione per le imprese rientranti nell’ambito dei provvedimenti adottati per l’istituzione di una Zona economica speciale e cita esplicitamente “l’istituzione di zes e zone franche urbane”.

In questa sede si vuole ricordare che la Regione Puglia ha recentemente dichiarato di voler candidare Taranto e Bari per tale importante riconoscimento. L’assessore allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, ha infatti dichiarato, lo scorso 21 settembre, che “la Puglia si candida per istituire due Zes sullo Ionio e sull’Adriatico: doppia opportunità per le nostre imprese”.

In un primo momento, come ricorderete, la decisione dell’Ente Regione era ricaduta su Taranto, secondo quanto previsto anche dallo stesso Governo italiano (leggi qui). Quest’ultimo, avendo disciplinato con decreto l’istituzione delle Zes, delegava le singole regioni a presentare le candidature. Queste ultime saranno poi vagliate dal Governo e, in ultima istanza, dall’Unione Europea.

All’epoca tutti i consiglieri regionali della provincia di Taranto fecero fronte comune. Fra questi vi era anche l’ex consigliere regionale ed attuale assessore regionale allo Sviluppo Economico, Michele Mazzarano, chiesero con decisione che la Regione proponesse Taranto come sede di Zes, in ossequio a quanto già concordato. Pesentarono infatti, lo scorso 12 luglio 2017, una mozione urgente sul tema. La mozione fu presentata dalla consigliere Francesca Franzoso e venne sottoscritta da Mino Borraccino, Marco Galante, Gianni Liviano, Michele Mazzarano, Luigi Morgante, Donato Pentassuglia, Renato Perrini (leggi qui).

La cronaca politica succesiva ha però cambiato le carte in tavola.

L’ex consigliere regionale Michele Mazzarano fu nominato assessore allo Sviluppo Economico il 18 luglio 2017. Il decreto per il Sud, giunto in Parlamento, subì delle modificazioni. Nello specifico,  fu approvato un emendamento, presentato da diversi onorevoli pugliesi, che prevedeva la possibilità di avanzare due proposte di Zes anzichè una (leggi qui).

Da allora si continuano a registrare innumerevoli ritardi sul versante dell’approdo in Consiglio regionale della Legge regionale per Taranto che dovrebbe anche, oltre a redigere un piano strategico per l’area di Taranto, normare, de facto, anche il regime di fiscalità, per quanto concerne la tassazione regionale, sulle imprese che rientreranno nell’area urbana e portuale che usufruirà della zona economica speciale.

Ci sembra, in virtù di quanto esplicato, quantomento discutibile la decisione dell’Ente regione di voler candidare due Zes se, dall’altro canto, si registrano innumerevoli ritadi e lungaggini per l’approvazione della legge che dovrebbe normare, dal punto di vista pratico, ilr egime speciale di fiscalità per l’area di Taranto. A pensar male si fa peccato, sosteneva Andreotti, ma spesso “ci si azzecca”.

CONDIVIDI
Emanuele Spataro
"Nothing is real and nothing to get hung"...

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO