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Nuova riunione la scorsa settimana in Regione sulla vicenda Cementir di Taranto. Venerdì scorso presso la sala riunioni dell’assessorato al Lavoro in via Corigliano, su convocazione del presidente della Task Force Leo Caroli, si è infatti svolto un incontro avente ad oggetto il monitoraggio e lo stato di attuazione della cassa integrazione straordinaria per le aree di crisi industriali complesse in corso di scadenza per l’azienda sopra emarginata. Alla riunione erano presenti, oltre i rappresentanti dell’azienda, le OO.SS. Regionali Territoriali ed aziendali.

(leggi anche l’articolo http://www.corriereditaranto.it/2017/05/13/la-cementir-un-caso-pilota-piano-formazione-lavoratori-al-palo-la-regione-latita/)

Dal 2018 cig a rischio: il futuro lavorativo sarà altrove

Massimo Quintavalle, direttore delle Risorse Umane e dell’Organizzazione della società Cemetir-Sacci, durante l’incontro ha espresso perplessità rispetto alla prosecuzione delle misure connesse al sostegno al reddito dei lavoratori Cementir, per i quali non sarebbe possibile nel corso del 2018 che li stessi siano reinseriti all’interno dell’azienda; un qualcosa che i lavoratori e sindacati in realtà conoscono già da tempo oramai, visto che l’attività produttiva dell’azienda si è fermata di fatto il 1 gennaio 2014. Ricordiamo infatti che l’accordo che scongiurò il licenziamento di 47 lavoratori nel sito di Taranto, fu firmato nel dicembre dello scorso anno e sarà valido sino al 22 gennaio 2018 (tramite l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria a zero ore), fu trovato grazie ad un’intesa tra azienda, Regione Puglia, sindacati e ministero del Lavoro.

Ciò nonostante lo stesso Quintavalle ha proposto alle parti presenti al tavolo, una serie di proposte formative che, con l’ausilio dell’Ente di Formazione Formedil, contemplino una serie di riqualificazioni (dall’ambito Elettrico nonché anche a quello delle bonifiche dell’amianto), funzionali ad un possibile reinserimento anche in nuovi contesti aziendali. Questo perché, è bene ricordarlo, l’accordo (da sempre fortemente contestato dallo Slai cobas) prevedeva (oltre ad un utilizzo della cassa pari al 65,3%) un percorso di politiche attive per il lavoro, che in pratica significa un piano formativo di almeno 150 ore, che dovrebbe interessate tutti i lavoratori beneficiari dell’ammortizzatore previsto e che deve essere organizzato dai competenti uffici regionali sulla base di un piano presentato dalla Cementir, elaborato tramite dell’Organismo Formativo accreditato Formedil Ctp Taranto. Questo percorso, una volta ultimato, avrà come obiettivo quello di portare alla ricollocazione dei lavoratori, anche attraverso l’oramai collaudato sistema dei servizi per il lavoro pubblici e privati accreditati per “favorire il miglioramento e l’aggiornamento delle competenze e l’occupabilità degli stessi“. Il percorso prevede anche la presa in carico dei lavoratori da parte dei CPI (Centri pubblici per l’impiego) e servizi di orientamento specialistico. E dopo mesi di attesa, soltanto lo scorso 24 agosto la Regione Puglia ha pubblicato il bando relativo alla formazione dei lavoratori a zero ore.

(leggi l’articolo sul bando della Regione http://www.corriereditaranto.it/2017/08/24/la-regione-pubblica-avviso-sostegno-dei-lavoratori-cassa-integrazione-zero-ore/)

Formare i lavoratori per un lavoro sicuro e richiesto: si attende anche Invitalia

Le organizzazioni sindacali presenti all’incontro, hanno ribadito un concetto già espresso nei precedenti incontri in Regione, in particolar modo dalla Fillea Cgil di Taranto: ovvero quello di verificare prioritariamente tutte le opportunità per continuare ad utilizzare le risorse messe a disposizione per le aree di Crisi Industriali Complesse, che consentano alle unità lavorative aziendali di permanere in vigenza di rapporto di lavoro. Questo perché i sindacati premono su un aspetto molto chiaro: i lavoratori andranno formati per dei lavori realmente richiesti e di cui vi è effettiva necessità. Altrimenti si rischia il paradosso di dar loro competenze per lavori che non andranno a fare, restando di fatto inattivi e quindi senza reddito alla scadenza dell’accordo il prossimo gennaio. Anche per questo si attende che Invitalia pubblichi gli esiti della call per le manifestazioni d’interesse ad investire nell’area di crisi industriale complessa di Taranto.

Ricordiamo infatti che Invitalia (l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, di proprietà del Ministero dell’Economia), nell’ambito dell’elaborazione del Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale dell’area di crisi di Taranto – costituita dai territori dei Comuni di Taranto, Crispiano, Massafra, Montemesola e Statte – ha promosso una call di manifestazioni di interesse ad investire, con l’obiettivo di definire i fabbisogni di sviluppo dell’area. La call aveva finalità meramente conoscitive e non dà luogo a titoli di preferenza o diritti e le manifestazioni di interesse dovevano riguardare iniziative imprenditoriali, da localizzare nell’area di crisi, finalizzate alla realizzazione di programmi di investimento e connessi programmi occupazionali. La call per manifestazioni di interesse si è chiusa il 3 febbraio scorso.

Azienda e sindacati sembrano più vicini rispetto al passato

Le organizzazioni sindacali si sono rese inoltre disponibili a condividere e/o integrare il piano di formazione proposto dall’azienda, piano che risulta organico e coerente con la ratio dell’avviso e con gli indirizzi del tavolo anche per valutazione “prima face” da parte della Task Force. L’azienda si è invece riservata di valutare le richieste sindacali afferenti proroghe alla CIGS per ec art.44c 11/bis. Il Presidente della Task Force, atteso che gli intenti sono condivisi, propone l‘aggiornamento del presente tavolo entro fine novembre 2017.

I corsi di formazione per i lavoratori

Questi, infine, i corsi a disposizione dei lavoratori, che potranno sceglierne soltanto uno: Lavorare in sicurezza (Primo Soccorso; Antincendio; Patentino “Conduttore di gru caricatrici idrauliche (gru autocarrate)”; Patentino “Conduttore di carrelli industriali semoventi, carrelli semoventi a braccio telescopico, e carrelli/sollevatori/elevatori telescopici rotativi”; Patentino “Conduttore di gru mobili autocarrate e semoventi su ruote con braccio telescopico o tralicciato ed eventuale falcone fisso”; Patentino ”Conduttore di piattaforme di lavoro mobili elevabili (PLE); Formazione di base sulla sicurezza dei Lavoratori; Attestato di abilitazione alla rimozione, smaltimento e bonifica dell’amianto; Impianti elettrici (Attestato a Norma CEI 11-27 per le qualifiche PES PAV PEI, Attestato a Norma CEI 64-8); Impianti termo idraulici; Introduzione all’informatica (Nuova ECDL Base, ECDL CAD); Gestione magazzino.

La questione ambientale: la bonifica della falda e quella banchina abbandonata…

Detto ciò, resta altresì prioritario, risolvere definitivamente i vari problemi ambientali del sito tarantino. In particolar modo quello afferente la falda (attraverso un piano di trattamento delle acque), per il quale la società presentò un progetto attraverso un lavoro di concertazione con ARPA Puglia, di cui però non sappiamo se la fase sperimentale sia finita o meno. Allo stesso tempo, è bene sempre ricordarlo, la calata IV del porto di Taranto, per anni in concessione alla Cementir, attende ancora i lavori di bonifica e ristrutturazione che l’azienda, come denunciato anche tempo addietro dalla stessa Autorità Portuale di Taranto, non ha mai realizzato, pur avendo continuato a chiedere nel tempo il rinnovo della concessione (addirittura per 20 anni) che però le è stato negato. Perché a prescindere dal futuro produttivo dell’azienda, la salvaguardia del lavoro e la bonifica della falda e della banchina non dovranno venir meno. Per nessun motivo, economico o meno che sia.

(leggi qui tutte le notizie sulla Cementir http://www.corriereditaranto.it/?s=cementir)

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Gianmario Leone
Gianmario Leone, nato a Taranto il 2/1/1981, laureato in Filosofia, docente di Storia e Filosofia, per 8 anni opinionista del quotidiano "TarantoOggi" nel settore, ambiente, politica, economia, cultura e sport, collaboratore e referente per la Puglia dal 2012 de "Il Manifesto" e del sito "Siderweb", collaboratore dal 2011 al 2015 del sito di informazione ambientale www.inchiostroverde.it. Ha collaborato nel corso degli anni anche con altre testate on line o periodici cartacei come 'Nota Bene' e 'LiberaMente' ed è un'opinionista di "Radio Onda Rossa" e "Radio Onda d'urto". Collabora con Radio Popolare Salento. Dal 2008 al 2012 ha lavorato per l'agenzia di stampa "Italiamedia". Ha contribuito alla realizzazione del lungometraggio 'Buongiorno Taranto' e al docufilm 'The italian dust'. Nel dicembre 2011 ha ottenuto il “Riconoscimento S.o.s. Taranto Chiama”, "per il suo impegno giornaliero d’indagine e approfondimento sui temi ambientali che riguardano la città". Nel febbraio del 2014 invece ha ottenuto il premio dei lettori nel "Premio Michele Frascaro, dedicato al giornalismo d’inchiesta", indetto dalle Manifatture Knos e patrocinato dall’Ordine Nazionale e Regionale dei Giornalisti , attribuito in base al voto on line, per la sua inchiesta sul progetto “Tempa Rossa” (Eni), che racchiudeva gli articoli scritti tra il 2011 e il 2012.

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