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Arpa Puglia pubblica le osservazioni nell’alveo della nuova procedura di Aia (autorizzazione integrata ambientale) richiesta, con istanza inviata al Ministero dell’Ambiente, dalla società acquirente di Ilva, AM InvestCo Italy. Scadeva infatti oggi la procedura per presentare le osservazioni di associazioni ambientaliste, istituzioni ed organi di controllo

Sono state rese note le osservazioni di ARPA Puglia in merito alla domanda di una nuova procedura di AIA avanzata, tramite un’apposita istanza lo scorso 5 luglio, da AM InvestCo Italy S.r.l  al Ministero dell’Ambiente. Scadeva infatti oggi, 5 settembre, il termine entro il quale le istituzioni, i sindacati, le associazioni ambientaliste e gli enti scientifici per la salvaguardia e protezione dell’ambiente avrebbero potuto presentare le osservazioni,  sottolineando eventuali criticità presenti nel report presentato dai nuovi acquirenti, propedeutiche alla nuova riformulazione dell’Aia per gli impianti siderurgici di Taranto (leggi qui).

La prima osservazione evidenziata nel report di Arpa Puglia è la mancata pubblicazione del “Parere degli Esperti” che ha vagliato i piani ambientali pervenuti nella procedura di assegnazione degli impianti siderurgici di Ilva. :«Il “Parere degli Esperti”, citato nella domanda di AIA della AM InvestCO, ed il Decreto di aggiudicazione del complesso industriale del Gruppo Ilva ad AM Investco Italy non risultano disponibili ai fini della consultazione da parte del pubblico sebbene sia, di fatto, la linea guida sulla base della quale risulterebbe essere stata elaborata la Domanda in oggetto prevedendo, in via generale, “la proroga della scadenza delle prescrizioni al 23 Agosto 2023».

Quanto ai lavori di completamento delle prescrizioni ambientali, previsto nelle nuove procedure entro l’agosto del 2023, le osservazioni di Arpa Puglia puntualizzano che “le modifiche o integrazioni al Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria o di altro titolo autorizzativo necessario per l’esercizio dell’impianto consentono una dilatazione dei tempi di realizzazione degli interventi che, inevitabilmente, non potranno assicurare, almeno nel periodo transitorio, gli stessi standard di tutela ambientale definiti dai provvedimenti AIA 2011 e 2012 e dal medesimo Piano approvato con DPCM 14/03/2014.

 Il possibile ritardo nell’adozione delle migliori tecnologie possibili (BAT best available techniques) potrebbe comportare, secondo Arpa Puglia, “il verificarsi di impatti negativi sull’ambiente e sulla salute pubblica”. Da non escludere l’eventualità di un’infrazione delle normative comunitarie. Relativamente a ciò i tecnici di Arpa Puglia scrivono che “esercire gli impianti del complesso siderurgico in assenza o con parziale implementazione delle BAT di settore potrebbe configurare una possibile infrazione a livello comunitario; situazione questa ancora più critica in vista di aumento produttivo pianificato, così sembrerebbe emergere dai documenti visionati, che non può prescindere dall’attuazione di tutte le BAT e/o misure previste di ambientalizzazione”.

Fra le criticità, già in precedenza segnalate da Arpa Puglia in diverse sedi istituzionali, per quanto attiene la mancata applicazione delle BAT di settore, l’agenzia regionale per la protezione dell’ambiente le sintetizza così:

  • Lavori di chiusura dei nastri trasportatori e di copertura dei parchi, il rifacimento delle cokerie, l’impermeabilizzazione delle aree in cui avvengono le operazioni di deposito della scoria, delle aree afferenti agli altoforni, di installazione dei filtri a maniche;
  • la non corretta gestione dei rifiuti e dei sottoprodotti, la mancata rimozione di ingenti quantità di rifiuti stoccati in aree sequestrate e la caratterizzazione delle aree potenzialmente contaminate, la cattiva gestione degli eventi anomali, malfunzionamenti e incidenti;
  • la carente automazione dei processi, che determina una conduzione degli impianti strettamente correlata all’operatore ed al relativo errore umano;
  • le criticità relative alle emissioni diffuse e fuggitive, presenti nelle varie sezioni impiantistiche (cokeria, agglomerato, acciaieria), fra cui la gestione delle polveri di abbattimento fumi in Agglomerato”.

Il documento redatto da Arpa pone poi l’attenzione sull’esclusione dal perimetro degli impianti industriali da cedere al nuovo acquirente delle aree indicate nell’Allegato 8 alla Tabella sub Allegato A  (in riferimento alla relazione presentata da AM InvestCo Italy con al richiesta di una nuova procedura di AIA)e di quanto indicato nella Lettera dei Commissari Straordinari del 5 luglio 2018, riportata in Allegato C all’istanza in oggetto. A tal riguardo, Arpa Puglia evidenzia inoltre che “il contratto di trasferimento dei compendi aziendali, sottoscritto lo scorso 28 giugno 2017, contiene alcune necessarie condizioni sospensive – anche in materia antitrust – che è possibile che non si realizzino entro la data di adozione del Nuovo DPCM, che dovrà intervenire entro il prossimo 30/09/2017”.

 Nella lettera dei Commissari si precisa che “il Nuovo DPCM regolamenterà gli interventi di tutela ambientale e sanitaria da realizzare presso i compendi industriali di ILVA in AS a modifica del DPCM 2014 ma gli stessi interventi potrebbero non poter essere realizzati dal nuovo gestore (AMI) non essendo esso nella titolarità e nel possesso dei complessi industriali per mancato avveramento delle condizioni sospensive”. In ragione di questa vacatio, in termini di titolarità nella gestione di tali aree per mancato avveramento delle condizioni sospensive nell’iter di assegnazione, Arpa commenta scrivendo quanto segue: “Non è chiara, pertanto, a chi sia attribuita la titolarità di “gestore”, ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera r-bis), del D.lgs. n. 152/06 e s.m.i., sino alla data di avveramento delle suddette condizioni sospensive”.

Arpa Puglia pone poi l’attenzione sull’ “assenza di innovazioni tecnologiche introdotte nelle modifiche impiantistiche proposte dal nuovo Gestore”. Sottolinea successivamente che  la nuova richiesta di Aia da parte di AM InvestCo Italy, in alcuni casi, «prevede un revoca delle tecnologie inizialmente previste da ILVA S.p.A. in A.S. (vedasi ad esempio: copertura dei parchi “minori”; sistema di trattamento scorie di acciaieria BSSF) ed un ritorno a misure cosiddette tampone». Nello specifico, la nuova richiesta di Aia non prevede la copertura del Parco Loppa, in precedenza previsto dal Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria. Quanto enunciato fu da noi evidenziato in occasione della pubblicazione, da parte del Ministero dell’Ambiente, delle proposte e degli allegati ad integrazione della domanda per l’apertura di una nuova procedura di Aia da parte dei nuovi acquirenti di Ilva (leggi qui) .

La relazione di Arpa entra poi nel merito di ogni singolo intervento proposto dalla società acquirente dell’azienda siderurgica.

1 Prescrizione UA7 Area Parco Minerale e Parco Fossile Copertura

 Per la realizzazione dei suddetti interventi il report dei nuovi acquirenti precisa che è indicato un tempo di attuazione pari a “36 mesi dalla data in cui AM InvestCo Italy S.r.l. subentrerà nella gestione del sito, salvo modifiche richieste da terzi o dettate da circostanze impreviste o necessità di ulteriori permessi o autorizzazioni ”. «Si evidenzia in proposito che, in considerazione di quanto indicato dai Commissari Straordinari nella lettera del 05/07/2017  – si legge nel documento di Arpa Puglia – di fatto, non risulta espressamente definito il termine ultimo di realizzazione dei suddetti interventi».

Arpa aggiunge successivamente che ad oggi sono in corso le attività di caratterizzazione finalizzate a definire il livello di contaminazione dell’aree interessate dai progetti di copertura dei parchi primari, ai sensi del Titolo V della Parte IV del D.lgs. n. 156/06 e s.m.i., e le relative attività di validazione dei dati analitici da parte di ARPA Puglia. «In merito, si evidenzia che la dilatazione dei tempi relativi all’attuazione dei lavori di messa in sicurezza e conseguente pavimentazione e copertura dei parchi primari – recita il report di Arpa – rappresenta una delle maggiori problematiche connesse alle conseguenze ambientali derivanti dall’esercizio dello stabilimento siderurgico».

I tecnici di Arpa argomentano tale considerazione sostenendo che il protrarsi di soluzioni “tampone”  finché non saranno terminati i lavori di copertura dei parchi minerari , quali l’utilizzo dei Fog Cannon per la bagnatura dei cumuli di minerale tramite nebulizzazione dell’acqua per contenere le emissioni diffuse, potrebbero comportare ulteriori problematiche per l’ambiente.  «Le misure quali l’intensificazione delle attività di filmatura e di bagnatura dei cumuli – scrive Arpa Puglia –nonché di nebulizzazione di acqua per il contenimento delle emissioni diffuse determinate dalla manipolazione e stoccaggio dei materiali polverulenti (previste dal Par. 3.1.2 del Decreto prot. DVA-2012-0000547 del 26/10/2012), attualmente adottate, nelle more della realizzazione degli interventi definitivi, risultano essere una soluzione tampone che, se protratta per ulteriori tre anni, oltre a non consentire un efficace contenimento delle polveri, aggraverebbe l’attuale stato d i contaminazione del suolo, del sottosuolo e delle acque sotterranee».

Copertura dei nastri trasportatori

Nella proposta progettuale presentata, daAM InvestCo Italy S.r.l. si precisa che, a fronte dell’obbligo di realizzare la copertura del Parco Minerale e del Parco Fossile, i nastri trasportatori presenti nell’area presso cui sorgeranno questi nuovi edifici a campate non verranno coperti. In merito, Arpa Puglia ritiene che «la copertura dei nastri trasportatori risulta comunque una necessaria misura
per il contenimento delle emissioni diffuse; infatti, così come indicato dalle BAT Conclusions4, è opportuno preferire “le misure di captazione delle emissioni di polveri più vicine alla fonte”».

Arpa Puglia evidenzia una situazione non chiara, come per la copertura dei parchi minerari, per quanto concerne il termine ultimo dei lavori di copertura dei nastri trasportatori. «La realizzazione della copertura dei nastri – si legge – ricadenti nell’area del Parco Minerale e del Parco Fossile secondo la tempistica prevista per l’intervento di copertura dei parchi medesimi ovvero “36 mesi dalla data in cui AM InvestCo Italy S.r.l. subentrerà nella gestione del sito, salvo modifiche richieste da terzi o dettate da circostanze impreviste o necessità di ulteriori permessi o autorizzazioni ” rappresenta un
implicito ulteriore differimento dei termini (Allegato 18 alla Domanda AIA). Si osserva, dunque, che detta tempistica di chiusura dei nastri5 esterni alla futura copertura rappresenta una palese criticità».

2 Prescrizione UA9 Stabilimento UA9: Area delle lavorazioni a caldo (aree coke, sottoprodotti, aree AFO, ACC1 e 2 e relativi forni a calce)

«Ognuno dei progetti ha, in generale – precisano le osservazioni di Arpa Puglia – la medesima impostazione, prevedendo la realizzazione contestuale del trattamento delle acque di prima pioggia e di quelle di seconda pioggia ai sensi dell’art.10 del R.R. n.26/2013 comma 5, in base alle attività produttive dello stabilimento e con processi depurativi pure indicati dallo stesso Regolamento Regionale. Ulteriori unità di filtrazione a carboni attivi sono previste per il trattamento acque terziario finalizzato al riutilizzo. Considerata l’affermazione sul limitato impiego delle caditoie e preso atto dalla documentazione del Proponente che “le caditoie esistenti, nella maggior parte delle situazioni, non possono essere utilizzate nella nuova rete di raccolta da costruire …”, deve essere prevista la chiusura di tutte le caditoie esistenti
anche nei progetti in cui non è stato esplicitamente indicato».

«Si osserva che non sono indicati particolari punti di ispezione ai fini dell’organizzazione di un Piano di Monitoraggio e Controllo (PMC) così come inteso dalla normativa AIA –IPPC vigente, e nemmeno viene proposto un PMC integrativo per tali nuovi impianti».

3 Prescrizione UA10 Area GRF – gestione rifiuti ferrosi, area SEA – servizio discariche, area IRF – impianto recupero ferrosi

«Si premette che a riguardo del ciclo di gestione della scoria, ARPA Puglia – precisa il documento – sia durante l’istruttoria del riesame dell’autorizzazione AIA del 2012, sia a seguito delle ispezioni AIA, ha evidenziato una serie di criticità e violazioni. Sulla natura giuridica della scoria, inoltre, esistono visioni inconciliabili tra ente di controllo e gestore che hanno spinto il Gestore a ricorrere al TAR in diverse occasioni. Pertanto, si ritiene che non si possa prescindere da una ridefinizione del ciclo della scoria in tutte le sue fasi».

Per quanto riguarda il trattamento delle scorie, si legge quanto segue nella nota di Apra: “Il Proponente, nell’allegato 19,
prevede l’installazione di un impianto mobile di trattamento scoria allo scopo di rendere più veloce la deferrizzazione del cumulo e la sua rimozione. Il proponente non descrive, però, alcuna misura relativa alla gestione delle acque nel periodo che va dall’acquisizione di ILVA fino a quando il cumulo non sarà totalmente rimosso. Per questo motivo non si possono escludere effetti ambientali negativi su suolo e acque di falde fino alla scadenza del cronoprogramma».

4 Prescrizione UP2: rimozione del cumulo polveri e scaglie in area Parco Minerale

Arpa Puglia si esprime in merito all’ “approvazione da parte dell’A.C. del protocollo di campionamento per la caratterizzazione dei cumuli trasmesso con nota ILVA prot. DIR/146/2017 del 09/03/17”. A riguardo Arpa Puglia sottolinea che «ISPRA, con nota prot. 35192 del 13/07/2017 e sulla base delle osservazioni
contenute nel parere ARPA PUGLIA prot. 36820 del 12/06/17 (che si riporterà nel seguito), ha valutato “non approvabile” la Procedura n. 10 (proprio quella trasmessa con nota ILVA S.p.A in A.S. prot. DIR/146/2017) relativa a “Rimozione del cumulo di polveri e scaglie in area parco minerale” di cui alla tabella del paragrafo 14 del PMC allegato al DM n. 194 del 13/07/16».

«Rispetto a tale proposta di trasporto transfrontaliero dei rifiuti oggetto di prescrizione UP2, ARPA ribadisce – prosegue il documento – quanto osservato per la prescrizione UP3 (rif. al punto 30 dell’allegato A all’istanza AM InvestCo)». La relazione riporta, successivamente, il parere già espresso da ARPA Puglia con nota prot. 36820 del 12/06/2017 inviata ad ISPRA. Nella stessa si precisa, in virtù di una serie di considerazioni esplicate nel merito delle carenze tecniche presenti nella proposta degli acquirenti, che le stesse risultano inconciliabili con il parere espresso dagli enti di controllo quale la stessa Arpa Puglia. “Viste le suddette carenze, il piano non è allo stato approvabile” in riferimento alla prescrizione UP2.

No 5 Prescrizione 4-UA7 Parco calcare e Parchi OMO, AGL nord e Sud, Loppa

Il progetto “alternativo” alle coperture inerenti i parchi “OMO”, Parchi “AGL Nord” e “Sud”, “Parco Loppa” e l’analisi dei relativi effetti ambientali, invece, sono stati presentati dal proponente in Allegato 2 (Appendici 2.1, 2.2 e 2.3), che prevede tra l’altro:
–  il confinamento sui lati dei parchi mediante l’installazione di barriere frangivento;
–  il mantenimento dei sistemi e procedure attualmente in essere di bagnatura dei cumuli;
–  gli aspetti connessi alla gestione delle acque: l’impermeabilizzazione delle superfici del parco,
collettamento, trattamento e riuso.

«Per quel che riguarda la mancata copertura dei parchi, surrogata da altre misure – scrive Arpa Puglia riprendendo quanto già indicato in premessa- si ritiene che l’installazione di barriere frangivento ed il mantenimento dei sistemi e delle procedure di bagnatura dei cumuli attualmente adottate non possono rappresentare una soluzione efficace e risolutiva per il contenimento delle emissioni diffuse» dei parchi secondari.

In ragioen di quanto rappresentato, Arpa Puglia “valuta negativamente il progetto alternativo alla copertura dei
parchi minori, in quanto non in linea con i criteri più conservativi finalizzati alla salvaguardia della salute umana. La copertura rimane, a parere della scrivente Agenzia, la soluzione più appropriata vista la tipologia dei materiali stoccati a parco ed anche, ma non solo, per la gestione delle acque di dilavamento che potrebbero raggiungere la base non pavimentata dei cumuli“.

6 1° Parte AIA 11 (Piano Rifiuti) – depositi temporanei

«Il cronoprogramma presentato in allegato 16 mostra la conclusione degli interventi per alcuni depositi alla fine del 2018. Non si ritiene accettabile tale scadenza poiché le misure da realizzare sono quelle individuate dalla normativa come presidi ambientali minimi».

7 – Prescrizione UA 25: interventi per la chiusura della discarica denominata ” ex Cementir”;
8 – Prescrizione UA 5: interventi per la chiusura della discarica denominata “Ex Cava Due Mari”;
9 – Prescrizione UP4: sistemazione della discarica denominata “Mater Gratiae N-W”;

10 – Precrizione UP6 Piano rifiuti;
11 – Prescrizione UP7: Interventi di rimozione rifiuti in area gestione IRI – (cd. Finteca).

«Per tutti gli interventi sopra menzionati – precisa Arpa Puglia – si prende atto che AM InvestCO Italy S.r.l. intende lasciare le
relative aree in possesso e gestione a ILVA AS, e quindi non vi sono richieste di modifiche rispetto a quanto previsto in capo ad ILVA».

12 Piano Rifiuti Discariche

«Si rappresenta che, con nota ISPRA prot. 35192 del 13/07/17 e sulla base delle osservazioni formulate da ARPA con nota prot. 36820 del 12/06/17, è stata valutata “non approvabile” la Procedura n. 18 di cui alla tabella riportata al paragrafo 14 del PMC allegato al DM n. 194 del 13/07/16 relativa a “Campagne di monitoraggio effettuate nella rete piezometrica delle discariche e definizione della procedura per la validazione dei campionamenti”».

13 Prescrizione 18 Interventi di completa demolizione Area AFO3

«Si evidenzia che, alla domanda in oggetto, non è allegato alcun riscontro alla prescrizione riportata nel DPCM 14/03/2014 che prevede la trasmissione del piano contenente le misure, anche di salvaguardia ambientale, per la dismissione dell’AFO 3».

14 Prescrizione 16 Interventi di manutenzione AFO5

«È opportuno sottolineare – scrive Arpa Puglia – che il DPCM 14/03/2014 prescrive che il riavvio dell’AFO5 deve essere
rivalutato dall’Autorità Competente sulla base di apposita richiesta del gestore nell’ambito della verifica sull’adempimento delle prescrizioni. Pertanto, si ritiene che il riavvio di AFO5 debba essere condizionato alle verifiche positive eseguite dagli Organi di Controllo a valle della realizzazione degli interventi prescritti dal DPCM 14/03/2014».

15 Prescrizione 16 o,e,f,l,m, 37, 42, 49 e UA11 Programma Organico Batterie
16 Prescrizioni 16. e– f– l– m– o Cokerie: sistemi di controllo pressione forni
17 Prescrizione 37 Cokerie Miglioramento del sistema di aspirazione allo sfornamento
18 Prescrizione 42 Cokerie Istallazione dei filtri a manica ai camini di cokefazione
19 Prescrizioni 16.l – 42 – 49 Cokerie Fermata Batteria 11
20 Prescrizioni 16.e – 42 – 37 Cokerie Interventi per il riavvio delle Batterie 3-4 o 5-6
21 Parere degli Esperti Cokerie Piano per la dismissione delle Batterie 3-4 o 5-6

In riferimento alle poc’anzi specificate rescrizioni, Arpa Puglia sottolinea che “non si è in grado di valutare la coerenza
con il Decreto MATTM/SP NATO/UE-S/001/03/01/2017, il cosiddetto “Parere degli Esperti”, in quanto l’Agenzia non ha attualmente a disposizione tale decreto, e non è stata messa a conoscenza dei suoi contenuti“.

22 Prescrizioni 16h – 70c GRF 16h GRF – area di scarico paiole

AM InvestCo Italy S.r.l. propone la realizzazione degli interventi di installazione di cappe mobili in area GRF secondo il progetto già approvato in capo ad ILVA. Secondo Arpa Puglia tale misura “non può, di fatto, raggiungere il medesimo livello di contenimento delle emissioni diffuse perseguibile con la realizzazione di un opera fissa di copertura dell’area dotata di annesso impianto di aspirazione“.

Per ulteriori approfondimenti, è possibile scaricare il file PDF con le osservazioni di Arpa Puglia consultando il sito dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente, nella sezione “news“.

 

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